La decisione

Le classi del Fornelli restano alla Giovanni XXIII, per ora. Preside Lotito: «Diteci dove andremo»

Una disposizione del sindaco inviata questa mattina ribalta quanto deciso con la delibera di giunta del 9 settembre scorso. ​Le classi resteranno in via Palermo «per il tempo strettamente necessario ad allestire le nuove aule»

Attualità
Corato lunedì 13 settembre 2021
di Giuseppe Cantatore
Il circolo didattico Fornelli
Il circolo didattico Fornelli © n.c.

Le cinque classi del circolo didattico Fornelli fino allo scorso anno ospitate al primo piano della scuola media Giovanni XXIII e che - come disposto dalla delibera di giunta del 9 settembre scorso - avrebbero dovuto sin da subito lasciare l'istituto di via Palermo, resteranno lì dove sono fino a quando non verrà trovata una soluzione alternativa. È il succo della disposizione inviata questa mattina dal sindaco De Benedittis alla dirigente scolastica del Fornelli, Rosella Lotito, e del comprensivo Battisti-Giovanni XXIII, Pina Modeo.

«Le aule assegnate alla scuola secondaria di primo grado Giovanni XXIII saranno ancora a disposizione della scuola primaria Fornelli esclusivamente per il tempo strettamente necessario ad allestire le nuove aule scolastiche per il circolo didattico Fornelli» si legge nella nota firmata dal primo cittadino.

Si tratta quindi di una soluzione transitoria, in attesa di capire se dall'avviso pubblico diffuso dal Comune il 6 settembre scorso emergeranno spazi idonei ad ospitare le classi.

«Questa non è una lotta tra scuole, vogliamo solo la nostra identità e non fare i nomadi» tiene a dire la preside Lotito intervenendo sulla questione. «Il giorno successivo alla delibera di giunta che ci intimava di lasciare immediatamente i locali della Giovanni XXIII abbiamo chiesto al Comune il tempo di trovare una soluzione alternativa» prosegue la dirigente. «Inizialmente il sindaco ci ha detto che non era assolutamente possibile. Poi questa mattina ci è arrivata la nuova disposizione che ci concede un po' di respiro».

«Nel frattempo, già il giorno successivo alla delibera di giunta - aggiunge la direttrice amministrativa della scuola, Angela Quinto - abbiamo scritto all'ufficio scolastico provinciale e regionale per adire l'avvocatura dello Stato e impugnare il provvedimento, prefigurando l'ipotesi di interruzione di pubblico servizio e impedimento del diritto allo studio. L'intenzione era chiedere una sospensiva in merito alla immediata eseguibilità della delibera comunale, circostanza che non ci dava materialmente tempo di trovare alternative. Tra l'altro, è anomalo che il Comune abbia fatto questa delibera di giunta prima ancora che scadesse l'avviso pubblico. Se l'avesse fatta una volta trovati i nuovi spazi, non avremmo battuto ciglio. Tutto è infatti stato fatto senza che noi sapessimo. Nel dicembre 2020 la preside Modeo, in maniera trasparente, scrisse al Comune chiedendo la necessità di poter disporre di quelle aule. A quella richiesta noi rispondemmo che noi ce ne saremmo anche andati, ma solo se ci fosse stata un'altra sede idonea e definitiva. La nostra nota, però, fu ignorata».

La prima campanella del nuovo anno scolastico al Fornelli suonerà tra due giorni, mercoledì 15.

«Siamo stati convocati domani pomeriggio in Comune - dice ancora la preside Lotito - e in quella sede chiederemo dove andremo. Abbiamo però una proposta: collocare quelle classi nell'orfanotrofio Antoniano (di proprietà non del Comune ma della Curia, ndr). In quella struttura la nostra scuola occupa già il primo piano. L'edificio, adeguatamente sistemato, potrebbe diventare l'ampliamento del Fornelli. Questo trasferimento consentirebbe anche di rispettare la territorialità della nostra scuola. Precisando che quest'anno non abbiamo accettato più iscrizioni degli anni scorsi, come qualcuno ha erroneamente detto, adesso restiamo in attesa di sapere se ci sarà data una sede provvisoria o definitiva. Sede che ovviamente noi dovremo visionare per capire se idonea per ospitare una scuola. Auspichiamo poi - conclude la preside Lotito - che questa provvisorietà non duri a lungo come invece accaduto per la scuola Giovanni XXIII che da vent'anni è ubicata "provvisoriamente" in via Palermo».

Lascia il tuo commento
commenti
I commenti degli utenti
  • Michele Strippoli ha scritto il 13 settembre 2021 alle 18:44 :

    Quindi dopo i cittadini, i dipendenti comunali e i giornali, si è nemicato anche la scuola? Annamo bene... Rispondi a Michele Strippoli

  • elettore coratino ha scritto il 13 settembre 2021 alle 17:11 :

    Certo più passa il tempo e più è difficile dare la colpa a quelli che stavano prima vero Sindaco? E allora viene fuori l'incapacità degli amministratori attuali cosa che in molti già sapevamo. Rispondi a elettore coratino

    Md ha scritto il 13 settembre 2021 alle 22:08 :

    Caro elettore coratino......a corato l'edilizia scolastica....non è mai stata un fiore all'occhiello di nessuna delle passate amministrazioni...... Ricordo che anni fa furono adibite ad aule scolastiche alcuni locali i quali erano stati depositi di provoloni e caciocavallo e forme di pecorino! E qualche bambino ebbe problemi di allergie!Quindi......prima di dare colpa all'attuale amministrazione...rifletta.... Rispondi a Md

    elettore coratino ha scritto il 14 settembre 2021 alle 06:27 :

    Ma come si fa a difendere l'indifendibile? Forse sia l'articolo che il mio commento non è stato letto attentamente, qui si parla di delibera di giunta approvata e poi revocata sempre dalla stessa amministrazione. Che attinenza c'è con quello che è il suo commento? nessuna!!!!! purtroppo per lei la vedo molto difficile attribuire anche questa colpa al cdx. Il discorso dell'edilizia scolastica è tutt'altra cosa rispetto a quanto riportato dall'articolo. Rispondi a elettore coratino