L'intervista

Giuseppe Di Gennaro: «Non chiamatemi influencer»

Sperimentare è l’unica vera regola

Attualità
Corato martedì 12 novembre 2019
di La Redazione
Giuseppe Di Gennaro: «Non chiamatemi influencer»
Giuseppe Di Gennaro: «Non chiamatemi influencer» © Giuseppe Di Gennaro

Dopo la storia di Michelangelo Azzariti influencer da 66mila followers su Instagram, ecco Giuseppe Di Gennaro, un altro coratino che registra un notevole successo sui social.

Dall’inizio del 2018 ad oggi il suo account @giuseppe_ig, che dà spazio soprattutto ai luoghi di Puglia inesplorati, ha raggiunto 62mila followers, dando così vita a numerose ed importanti collaborazioni.

Di Gennaro, 31 anni, lavora in una società di ingegneria per la progettazione stradale.

Se dovessi presentare il tuo profilo Instagram come lo descriveresti?
Credo che il mio profilo rispetti appieno il mio gusto estetico e sia originale. Molti degli scatti li realizzo con il mio smartphone, per una questione di praticità. I miei soggetti preferiti sono i luoghi meno turistici della Puglia, ma anche le mete dei miei viaggi. Ho una predilezione per i paesaggi naturalistici ed i tramonti con i loro colori caldi. Mi piacerebbe trasmettere a chi mi segue il mio gusto estetico e la bellezza che ci circonda magari anche nei luoghi più inaspettati.

Ti saresti mai aspettato di raggiungere numeri così importanti? Come hai cominciato?
Assolutamente no; sembra strano ma tutto è cominciato da una fotografia scattata nei pressi dell’abbazia di San Vito. Una foto che ha avuto un grande impatto e che è stata repostata più di 80 volte sui maggiori account di paesaggistica su Instagram. Di lì è stato tutto molto naturale e mi sono man mano appassionato alla fotografia e ultimamente anche alla realizzazione di brevi video. Sono naturalmente arrivate anche le collaborazioni con importanti brand tra cui una delle ultime con LG, che mi ha anche portato a partecipare ad un evento per content creator organizzato a Verona; un’esperienza davvero indimenticabile e coinvolgente.

Ti definisci un content creator e non un influencer, perché?
Le due categorie spesso si confondono l’una con l’altra. Quando il lavoro di un content creator è ampiamente riconosciuto, generalmente diventa influente, mentre un influencer può spesso usare “i riflettori” per iniziare a mostrare i propri lavori o progetti. Molti tendono a riassumere la differenza tra influencer e content creator con questa frase: “i content creator sono artisti”, con cui io sono pienamente d’accordo.

Come speri di proseguire questa strada in futuro?
Sicuramente mi piacerebbe continuare ad avere uno scambio di idee continuo con altre persone che appartengono a questo mondo per dare vita sempre a nuove e stimolanti avventure. Tra qualche mese per esempio partirà un nuovo progetto dal titolo “La Puglia Esposta”. Si tratta di una raccolta di immagini e cenni storici che verranno realizzati partendo da un’analisi in cui si esaminano i luoghi più suggestivi del territorio a partire dalla collocazione storica, passando per lo studio delle risorse, per arrivare, infine, all’esperienza che lo stesso sito riesce ad offrire a chi vuole avventurarsi nella conoscenza della Puglia più autentica.

Cosa consigli a chi vuole avvicinarsi al mondo dei content creator?
Il mio consiglio è sempre quello di puntare più sulla qualità dei post che sulla quantità. Un post originale, bello, dai colori particolari, ha una maggiore probabilità di essere ricordato e riconosciuto su Instagram. Cerco sempre di ritrarre ciò che mi piace, mantenendo uno stile personale. L’altro consiglio è sicuramente quello di essere curiosi; ho cominciato da autodidatta e piuttosto che imitare gli scatti degli altri preferisco sempre avere un confronto costruttivo. Sperimentare è l’unica vera regola.

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I commenti degli utenti
  • Franco ha scritto il 12 novembre 2019 alle 10:42 :

    Un po' come nello spot regionale di Lino Banfi per i vaccini: "non fatevi influencer" Rispondi a Franco