Per il campo alternativo la fine dei lavori è prevista per fine settembre, inizio ottobre

Almeno 2 anni per il nuovo Comunale. Sinisi e Marcone: «Vogliamo fare le cose per bene»

Con i due assessori abbiamo fatto il punto sul progetto dello stadio comunale, sui lavori del campo alternativo e sulle soluzioni a breve e lungo termine che l'amministrazione intende mettere in campo

Attualità
Corato martedì 20 luglio 2021
di La Redazione
Stadio Comunale
Stadio Comunale © CoratoLive.it

Era il novembre del 2018, quando il commissario prefettizio Rosanna Riflesso decise di non firmare più deroghe per l'agibilità del campo sportivo comunale. Da allora il campo è inagibile e le società che lo utilizzavano - Corato Calcio in testa - hanno dovuto giocare fuori città. L'argomento è tornato d'attualità qualche settimana fa, nel momento in cui il presidente dei neroverdi, Giuseppe Maldera, ha annunciato un ridimensionamento del progetto o addirittura la scomparsa del calcio a Corato. Ma qual è la situazione attuale? Quanto tempo ci vorrà ancora per poter tornare a utilizzare una delle due strutture sportive più importanti della città? Quali sono le soluzioni che - è il caso di dire - l'amministrazione vuole mettere in campo nel futuro prossimo e sul lungo periodo? L'abbiamo chiesto all'assessore ai lavori pubblici, Vincenzo Sinisi e l'assessore con delega allo sport, Beniamino Marcone.

Partiamo dal campo alternativo. Come mai bisogna attendere ancora per vederlo completato?

Sinisi. Per due motivi che hanno allungato i tempi di consegna: Covid e varianti sul progetto. Come ogni cantiere d'Italia, anche questo è stato colpito dal freno Covid, sia per quanto riguarda le normative da adottare durante i lavori, sia per i contagi che si sono susseguiti tra gli operai dell'azienda appaltatrice. L'epidemia ha anche condizionato il progetto. Gli spogliatoi sono stati revisionati in funzione antiCovid e quindi la variante tecnica è stata necessaria. Inoltre abbiamo scoperto che la sede del campo era attraversata da un vecchio tronco fognario. Infine è stato fatto un'aggiornamento del materiale perché il manto erboso presente nel vecchio progetto non era più a norma.

Da profano, com'è possibile che non ci si accorga della presenza di un tronco fognario sotto la sede del campo in fase progettuale?

Sinisi. Non essendo ancora assessore quando fu redatto il progetto, parlo in astratto da architetto, che è il mio mestiere. Le città devono recuperare un background di conoscenza di quello che è lo stato dei luoghi. Una mappa del sottosuolo delle reti è in fase di formazione ma non è pronta, quindi non è automatico sapere cosa passa sotto i nostri piedi. Se non sono stati fatti lavori in tempi recenti, si corre il rischio di trovare un imprevisto. Purtroppo definire la mappa del sottosuolo è un processo lungo e costoso e la nostre città hanno ossatura antiche. Il tronco in questione è datato.

Quali sono i tempi di consegna del campo alternativo?

Sinisi. Secondo il nostro cronoprogramma il cantiere sarà concluso tra la fine di settembre e ottobre, ovviamente salvo imprevisti.

Il campo alternativo sarà agibile sin da subito?

Sinisi. Certo. L'alternativo viene frazionato rispetto al perimetro totale, ha una sua barriera ed è indipendente dal campo principale.

Avete previsto delle tribune?

Sinisi. No, ma abbiamo individuato dei punti che andrebbero a migliorare il campo alternativo. Per esempio, i serbatoi di riserva idrica che per le esigenze di quando sono stati costruiti non furono interrati, potrebbero essere smantellati e quello spazio utilizzato per un chiosco o qualcosa di simile. Servirebbero risorse economiche aggiuntive. Qualora riuscissimo a intercettarle, è nostra intenzione portare a compimento la totalità dei lavori.

Veniamo al campo principale. Qual è lo stato dell'arte?

Sinisi. Il progetto originale è datato 2018, quando si conclamò l'inagibilità del campo. Anche in questo caso il Covid ha piantato nuovi paletti che impongono una rivisitazione del progetto, a partire dagli spogliatoi. A quel punto abbiamo chiesto ai progettisti, "nel momento in cui dobbiamo imporre una variante, che altro serve per rimettere in piena esecutività l'impianto?". Per finanziare le opere, potremo attingere fondi al credito sportivo o al Pnr ma serve documentazione, servono progetti che i tecnici stanno redigendo.

Ci sono altre cause che rendono lo stadio inutilizzabile?

Sinisi. La presenza del cantiere della bretella stradale che unirà via Prenestina a via Gravina. Il crollo del muro perimetrale rende contigui i cantieri e quindi non permetterebbe il rilascio dell'agibilità.

Per quanto riguarda la bretella di che tempi parliamo?

Sinisi. Il Covid ha rallentato i lavori e c'è necessità di introdurra una variante al progetto iniziale che non prevedeva un sistema di fogna bianca per il drenaggio delle acque. L'abbiamo aggiunto riuscendo a rientrare nei costi del preventivo originale ma oggi non sono noti i tempi di chiusura cantiere. Li sapremo quando i tecnici ci comunicheranno la variante.

Parliamo del progetto, è previsto un rifacimento delle tribune?

Sinisi. Non abbiamo posto vincoli ai progettisti, se non di fare il massimo possibile. Abbiamo, però, chiesto di costruire delle gradinate anche sul lato ospiti. Anche per quanto riguarda la capienza, sarà quella massima consentita dagli spazi a disposizione dopo che i progettisti avranno analizzato tutto. Aspettiamo la proposta.

E la pista d'atletica?

Sinisi. Non verrà smantellata, è un'esigenza per i cittadini. Vorremmo rifare anche quella.

Quindi, quali sono i tempi tecnici per restituire il campo alla città?

Sinisi. Attualmente lo stadio è interessato da tre cantieri con affidatari e progettisti diversi (campo alternativo, bretella e quello previsto per il campo principale ndr). In coda c'è il campo principale dove stiamo disegnando traiettorie migliorative. Abbiamo deciso di dire basta ai rattoppi e vogliamo affrontare di petto la questione, sistemando tutte le questioni pendenti interne ed esterne al campo. Ad oggi la prospettiva è di 24-32 mesi. C'è la possibilità di accendere un mutuo a tasso zero con scadenza a ottobre.

Nel frattempo il Corato Calcio sarà costretto ad emigrare. Quali sono le soluzioni che avete prospettato al presidente Maldera?

Marcone. L'interlocuzione con Maldera voleva far sì che la società fosse consapevole della situazione del campo sportivo. Non possiamo creare aspettative che non possiamo mantenere. Ovviamente vorremmo salvaguardare l'interesse collettivo che ruota attorno al calcio attraverso interlocuzioni con Comuni vicini per far giocare la società altrove. La mediazione è ampia e può spingersi fino a un contributo finanziario. Ora la società farà le sue valutazioni.

Non può diventare un pericoloso precedente?

Marcone. Creeremo un equilibrio tale da tener presente le esigenze di tutte le società che potenzialmente potrebbero utilizzare il campo, attraverso le contribuzioni alle società sportive che il Comune ha sempre dato.

Si potrà ragionare su una gestione dello stadio affidata alla società?

Sinisi. In linea teorica non è esclusa ma dovremmo parlarne tra 2 anni. 

Marcone. Il regolamento che abbiamo approvato nell'ultimo consiglio comunale va verso questa direzione, ovvero apre la possibilità della gestione delle strutture sportive a enti terzi. Come dice l'assessore Sinisi se ne riparlerà tra un paio d'anni.

Avete mai pensato a costruire una struttura sportiva nuova?

Sinisi. Da assessore ai lavori pubblici e da architetto una nuova struttura sportiva rappresenta un sogno e i sogni si realizzano attraverso i progetti. Come amministrazione vorremmo sviluppare diversi studi di fattibilità. Gli studi di fattibilità diventerebbero progetti e si potrebbero candidare. Non è un caso che una somma importante nel bilancio preventivo sia stata destinata alla progettazione delle opere pubbliche. Un nuovo complesso sportivo è tra questi progetti.

 

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