Kanon Fujishima è così: a Corato ormai la conoscono in tanti. Da settembre dello scorso anno frequenta il liceo classico “Oriani”: è arrivata in città grazie a Intercultura

Una "nuova figlia" per i genitori di Francesco: «Con Kanon riviviamo il suo viaggio in Giappone»

Kanon arriva da Oita​: è la città che per un anno ha ospitato Francesco Ludovico Tedone, il giovanissimo coratino che il 12 luglio del 2016 - il giorno dopo il suo rientro dal Giappone - ha perso la vita nella tragedia dei treni

Attualità
Corato martedì 12 giugno 2018
di Marianna Lotito e Francesco De Marinis
I genitori di Francesco Tedone insieme a Kanon
I genitori di Francesco Tedone insieme a Kanon © CoratoLive.it

Occhi a mandorla, capelli neri e lisci, sorriso luminoso e accogliente. Kanon Fujishima è così: a Corato ormai la conoscono in tanti. Da settembre dello scorso anno frequenta il liceo classico “Oriani”: è arrivata in città grazie a Intercultura.

È partita da Oita, la città che per un anno ha ospitato Francesco Ludovico Tedone. Lui quell'esperienza non ha avuto modo di raccontarla come avrebbe voluto. Il 12 luglio del 2016, il giorno dopo il suo rientro dal Giappone, ha perso la vita nel tragico incidente ferroviario che si è verificato sul binario unico che collega Corato e Andria.

Nella videointervista di oggi Kanon, seduta tra i genitori di Francesco, racconta la sua esperienza e ammette: «alla mia mamma ho detto che vorrei rimanere in Italia». Nel suo essere «un ponte tra l'Italia e il Giappone e tra le due famiglie di Francesco, quella di Corato e quella di Oita» c'è il senso più profondo della sua esperienza: «una grande occasione di crescita».

«La presenza di Kanon per noi è una esperienza meravigliosa: attraverso la sua cultura, il suo modo di essere,ci permette di fare "un viaggio" pur rimanendo a casa. Stiamo portando avanti il sogno di Francesco - sottolineano i suoi genitori - Voleva riuscire a portare qui i giapponesi, attraverso la cultura e lo sport».

Natale e Tiziana, il fratello e la sorella di Francesco, sono all'opera ormai da tre anni grazie a "Komorebi": «così Francesco continua a vivere, con le uniche armi possibili: l’arte, le nostre passioni e la voglia di mettersi in gioco».


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I commenti degli utenti
  • Uno qualunque ha scritto il 12 giugno 2018 alle 13:36 :

    Complimenti vi ammiro tantissimo...da genitore non so se sarei riuscito a superare una tragedia simile...Un abbraccio grandissimo Rispondi a Uno qualunque

  • Tina Q. ha scritto il 12 giugno 2018 alle 09:49 :

    Orgogliosa di avere dei concittadini come voi! Che emozione! Grazie per il vostro esempio. Una mamma. Rispondi a Tina Q.

  • M.G. ha scritto il 12 giugno 2018 alle 05:00 :

    Bravi,una bella famiglia, delle belle persone che stanno cercando di allontanare il dolore facendo del bene agli altri interpretano al meglio quel dono prezioso che hanno avuto. ..Francesco. un abbraccio Rispondi a M.G.