Il 30 e 31 marzo alle 21

Al teatro comunale va in scena "La presidentessa"

Il gruppo teatrale Arca rappresenta una commedia dei francesi Hennequin e Veber, rivisitata e diretta da Aldo Mosca

Spettacolo
Corato venerdì 15 marzo 2019
di La Redazione
Il teatro comunale
Il teatro comunale © Gimmi Aliberti

Il 30 e il 31 marzo, con ingresso alle 20.30 e sipario alle 21, il gruppo teatrale Arca porterà in scena al teatro comunale di Corato "La presidentessa", una commedia brillante di Maurice Hennequin e Pierre Veber nella riduzione e regia di Aldo Mosca.

Il testo teatrale, scritto dai due autori francesi nel 1912, è stato rappresentato con successo nei teatri più prestigiosi ed ha entusiasmato le platee di gran parte dell'Europa. In Italia la commedia è stata rappresentata e diretta dalle firme più note del teatro italiano. Memorabile la versione diretta da Gigi Proietti al Brancaccio con Sabrina Ferilli protagonista. Innumerevoli anche le trasposizioni cinematografiche: nel 1952 con Silvana Pampanini e con la regia di Pietro Germi; nel 1977 con Mariangela Melato diretta da Luciano Salce.

La protagonista della commedia, nel testo originale, è Gobette, diva del caffè concerto al tempo della bella epoque parigina, che seduce un ministro ed ottiene l'avanzamento di carriera per il suo finto marito, un oscuro magistrato di provincia. Hennequin e Weber ritraggono con spassosa ironia le pieghe nascoste del potere tra equivoci, scambi di persone e porte che si aprono e si chiudono.

Nell'adattamento di Aldo Mosca, Gobette diventa la scandalosa Lulù, stella del varietà, soubrette della rivista "L'arca delle donne perdute". Una donna sensuale e libera da scrupoli perbenistici, una donna che ha fatto dell'amore una "missione". Siamo alla fine degli anni '50, nell'epoca dell'avanspettacolo, metafora dell'Italia che, lasciandosi alle spalle gli anni bui della guerra, vuole tornare a vivere e a sorridere in modo libero ed anche trasgressivo, nonostante l'etica sociale ancora chiusa e bigotta. Lulù insidia la stagionata virtù dell'anziano ed austero giudice Lomartire, costringendolo ad assecondare le sue diaboliche bugie. Anche il ministro di grazia e giustizia cade nella rete della irresistibile seduzione di Lulù e, pur rischiando una crisi di governo, concede favori e promozioni.

Il racconto teatrale conduce nei meandri del potere e smaschera, con la forza dell'ironia e della caricatura, i grumi di ipocrisia morale e i pericoli di corruzione che si intravedono nelle istituzioni della giovane democrazia repubblicana

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