Il punto della situazione

Usd Corato, la società crede nella remuntada e blinda Di Domenico

In attesa della finale di Coppa col Vieste, neroverdi ospiti domenica ad Otranto

Calcio
Corato giovedì 09 gennaio 2020
di Nico Como
La dirigenza del Corato
La dirigenza del Corato © n.c.

C'è chi crede nella cabala, chi invece no. «Non credete ma verificate», dice Paolo Fox.

Certo che c'è un 17 da sfatare, il numero delle vittorie nel quale i neroverdi si sono impantanati dal giorno dell'Immacolata (ultimo successo contro il Vieste), prossimo avversario in finale di Coppa (23 a Ruvo e 6 febbraio sul Gargano). Di conforto, per chi si affida alla scaramanzia, è che il detto "non c'è 2 senza 3" abbia esaurito il suo iter.

Eh sì, perché sono state raggiunte le 3 gare senza vittorie, le 3 pareggiate e le 3 perse. Comunque sia, numeri da grande squadra, con le 17 vittorie su 23 partite.

Cabala o non cabala, è la società del presidente Maldera a credere fino in fondo nella rimonta e ad entrambi gli obiettivi, blindando il mister Di Domenico, autore della cavalcata dei primi 5 mesi e, con il ds Vito Tursi, della meticolosa costruzione di una rosa top.

«Se non fosse per la, strana sfida di Molfetta, ora, staremmo a parlare di un altro campionato e di un Corato capolista di Eccellenza pugliese», spiga Tursi. «Perché, infatti, quella sfida ha creato ripercussioni anche nelle gare successive per le indisponibilità di Quarta, Touray, Santoro, oltre a De Vivo convalescente».

Ma la giovane società coratina sta soprattutto acquisendo maturità e coerenza nelle scelte, forte della esperienza delle due deludenti precedenti annate.

«Non commetteremo gli stessi errori degli anni scorsi» afferma Tursi.

Per questo il presidente Maldera ha chiamato a raccolta i propri tifosi, facendo quadrato attorno alla squadra e tecnico, in cui credono fermamente, sicuri che li porterà molto lontani.

«La squadra, il mister, la società, avranno sempre il nostro caloroso apporto» aggiunge Carmine Teotino, presidente del gruppo organizzato Ultras Corato 1946.

Numeri e tabù sono fatti per essere sfatati, specie se come ora ci sono unità d'intenti, concentrazione e determinazione. Il primo sarà quello di cancellare lo zero nella casella vittorie in Salento, domenica ad Otranto. L'anno scorso un uragano fece andare in tilt terreno di gioco e tribune, determinando la sospensione della gara per oltre un'ora e mezza.

Domenica l'unico tsunami che dovrà verificarsi dovrà essere quello neroverde, per schiodare questo maledetto 17 e soprattutto riavvicinarsi alla vetta che compete a Di Domenico & C.

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