L'intervista doppia

Il calcio, i sogni, il Sud e gli italiani. Alieu e Jean Marie si raccontano

​22enne gambiano il primo; 23enne camerunese il secondo. Vestiranno la maglia della neonata prima squadra della Ruvese​. Sorriso contagioso e fisico atletico, ​si sono confidati ai nostri microfoni

Alieu Jallow e Jean Marie Ndongo Ndzinga
Alieu Jallow e Jean Marie Ndongo Ndzinga © RuvoLive.it

Alieu Jallow e Jean Marie Ndongo Ndzinga. 22enne gambiano il primo; 23enne camerunese il secondo. Due calciatori - un attaccante e un esterno sinistro - che vestiranno la maglia della neonata prima squadra della Ruvese. Sorriso contagioso e fisico atletico, dicono di essersi sentiti subito accolti dai nuovi compagni, «che sono ragazzi bravissimi, molto socievoli, gentili con noi». «E se ti fanno vedere questa cosa il primo giorno, vuol dire che sei già a casa, che siamo già una famiglia.

Hanno idoli diversi - Lionel Messi e Samuel Eto'o -, ma ugualmente grandi; sognano di giocare nelle loro squadre del cuore italiane, rispettivamente la Juventus e l'Inter.

Ma sono anche due ragazzi che hanno iniziato a tirar calci al pallone da bambini nei loro Paesi d'origine, da cui sono giunti in Italia come clandestini, affrontando un viaggio che non raccontano, ma che si intuisce nella profondità dei loro occhi. Arrivati in Sicilia, sono stati trasferiti prima a Bari, poi a Corato, dove tutt'ora vivono in un Centro di accoglienza insieme ai «connazionali africani».

Nonostante tutto, approdare sulle nostre coste è stata «dal primo giorno una cosa bellissima, perché venivo da una situazione difficile, da tanti anni di sofferenza e momenti tragici», ci confida Jean Marie, cercando con difficoltà di mantenere lo sguardo fisso in macchina. È stato l'amore di chi lo ha accolto che «mi ha dato ancora la voglia di vivere, mi ha fatto sentire ancora importante».

Al Sud si trovano bene, dicono. Sono integrati, hanno amici, hanno imparato persino il dialetto. Ma ammettono di essere stati vittima di qualche episodio di razzismo e - anche se vorrebbero - non riescono a ignorare le sferzate di odio ingiustificato che talvolta lambiscono anche la loro esistenza. Fortunatamente senza scalfirla. L'intelligenza è - come sempre - la risposta. «Ci sono parecchie persone che stanno utilizzando la rabbia della popolazione per farsi conoscere. Io so che questo è un gioco politico. Ma ci sono tanti italiani bravissimi: se sto qui è perché qualcuno mi ha dato una mano. E una sola persona brava vale mille persone cattive», spiega ancora Jean Marie. «Bisogna lasciarsi tutto alle spalle se qualcuno ti provoca, anche se non è facile, e cercare di andare avanti», chiosa saggiamente Alieu.

Come tutti i 20enni hanno sogni nel cassetto da realizzare. Alcuni li hanno dovuti ridimensionare a causa delle vicissitudini, e adesso «il futuro fa paura». Allora Jean Marie preferisce «pensare al presente, godermi ogni istante della vita, ogni volta che la vita mi dà una possibilità di fare qualcosa di meglio». «Per ora sto giocando, poi vedremo cosa succederà», gli fa eco Alieu.

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