Le interviste

Riparte il ciclismo in Puglia. «Covid duro colpo per il movimento»

Mimmo Del Vecchio e Gaetano Nesta tra i protagonisti della ripresa del ciclismo in Puglia dopo lo stop di 20 domeniche per l’emergenza Covid

Altri Sport
Corato lunedì 03 agosto 2020
di Roberto Ferrante
Gaetano Nesta
Gaetano Nesta © Vito Gallo

Alcuni dei protagonisti della ripresa del ciclismo in Puglia dopo lo stop di 20 domeniche per l’emergenza Covid sono coratini. Mimmo del Vecchio e Gaetano Nesta, nelle vesti rispettivamente di responsabile del settore fuoristrada e vice presidente vicario della Federazione Ciclistica Italiana – comitato pugliese – sono in una posizione privilegiata all'interno della macchina organizzativa e possono darci un interessante punto di vista sui sogni ma anche sulle difficoltà che il movimento ciclistico regionale sta vivendo in questo delicato periodo. Li abbiamo intervistati entrambi per fare il punto della situazione e comprendere quanto sia ampia la capacità di risposta e resistenza delle società sportive.

Mimmo del Vecchio (responsabile del settore fuoristrada)

La ripartenza del ciclismo in Puglia coincide con la notizia dell'assegnazione alla nostra regione del campionato italiano ciclocross. Quale è la tua opinione in merito?

La ripartenza del ciclismo pugliese è stata fortemente voluta dalla struttura tecnica regionale. Certo, bisogna dire che per il fuoristrada è più semplice della strada, specialmente per via delle partenze scaglionate. Ma siamo sulla buona strada e domenica 2 agosto ci sarà il campionato regionale a cronometro su strada. Ci sarà poi un bellissimo inverno – Covid permettendo - di ciclocross in Puglia. Come successo nel 2015 il campionato italiano assoluto in casa fa sì che tanti atleti pugliesi saranno propensi a cimentarsi nella disciplina e magari punteranno anche al titolo (a Pezze di Greco nel 2015 furono 3 le maglie tricolori per la Puglia). Non dimentichiamo che abbiamo anche la prova del Giro d’Italia Cross a Gallipoli e già sono in programma 6 gare regionali tra fine ottobre e i primi di gennaio.

Cosa prevede il calendario del challenge xco di qui in avanti?

Il calendario del challenge è stato profondamente rivisto, poiché tante gare sono state annullate. È stata un’operazione di ricucitura molto lenta e complessa, qualche società abbiamo cercato di recuperarla (per esempio la Fausto Coppi di Acquaviva che organizzerà all’interno della Foresta Mercadante), affiancandole a nuovi inserimenti, come Tannoja, San Giovanni Rotondo, Monte Sant’Angelo. Quest’ultima una bellissima novità, se si considera che è la gara spettacolare per eccellenza: si svolge nel centro storico con il passaggio accanto al Santuario di San Michele, di sabato pomeriggio e con il comune che ha finanziato l’evento. Ossigeno puro per il movimento ciclistico della mountain bike, direi un esempio da seguire.

Avremo poi il Campionato Regionale a Bosco Pianelle (Martina Franca) e un secondoi appuntamento a Tenuta Tannoja (20 settembre). Il 27 si recupererà il Memorial Del Vecchio, saltato lo scorso 8 marzo, nella consueta cornice di Torre Sansanello e Bosco Cecibizzo. Se non si farà nulla l’18 ottobre – data ancora ballerina - si chiuderà la stagione nella Foresta Mercadante l’11 ottobre, a quota complessiva 10 prove.

Gaetano Nesta (vice presidente vicario FCI CR Puglia)

Quale è stata la difficoltà maggiore nell'allestire la ripartenza?

Si è voluto, con decisione, far ripartire questa macchina sportiva, situazione sanitaria permettendo, anche perché la vita delle associazioni era messa a dura prova per la mancata finalizzazione dei contratti pubblicitari di sponsorizzazione. Le normative imposte dal governo sono state molto drastiche e la Federazione Ciclistica Italiana – alle cui riunioni nazionali ho spesso partecipato come vicario del presidente regionale Giuseppe Calabrese - ha cercato un modo di tradurle in misure applicative adattate al ciclismo. Ci si lamentava delle tante norme e dei pochi margini di manovra a livello nazionale. Poi c’era la grande paura della responsabilità: se dovesse succedere qualcosa il carico è sempre sulle spalle, non sempre larghe, degli organizzatori. Però si è riusciti a far partire questa grandissima bicicletta che è la macchina organizzativa degli eventi.

Quanto a lungo riuscirà a resistere il ciclismo senza pubblico?

Non è soltanto il mondo del ciclismo a soffocare senza pubblico. Anzi, forse è quello che riesce a reggere il colpo meglio i tanti sport indoor. Dal punto di vista economico non ha proventi dal pubblico quindi almeno su questo piano non dovrebbe soffrirne. Poi, certo, c’è il fattore passione. Non è semplice imporre di mantenere la distanza in zona arrivo e partenza, è davvero una sfida e la situazione è particolare per tutti. Ma io credo che con un po’ di collaborazione da parte di tutti basti utilizzare la norma più semplice della mascherina e dell’evitare di schiacciarsi l’uno sull’altro e non ci saranno grossi problemi.

Si può quantificare il danno complessivo che l'emergenza covid ha avuto sul ciclismo pugliese?

Quantificare il danno è impensabile. Ma si può dire che è stato enorme. A partire dalle piccole società, che non hanno potuto acquistare i completini o pagare dei canoni, Lo sport è una realtà in cui se mancano gli aiuti esterni va rapidamente in difficoltà. Siamo vincolati dalle sponsorizzazioni, quei pochi soldi che riusciamo ad avere ci mantengono a galla e rinsaldano il tessuto di base delle associazioni che è l’intelaiatura portante dello sport in Italia. La ripresa è tutta collegata, dal mondo sportivo a quello lavorativo.

A livello economico il colpo è particolare e duro da assorbire: alcuni sponsor sono venuti meno. Tanti si affidano al supporto dei privati per mettere in piedi un’organizzazione sportiva. E parallelamente non è nemmeno bello andare in giro in ricerca di finanziamenti tra le aziende in difficoltà, ma dall’altro lato c’è anche chi è stato aperto e ha prodotto. Ci sono stati alcuni contributi regionali e governativi per aiutare le ASD, ma la burocrazia è molto lunga e complicata. Durante un comitato regionale ho proposto a Calabrese di evitare il pagamento delle affiliazioni da parte delle società per il 2021 e riutilizzare il tesserino di quest’anno (la stagione in fondo non è ancora del tutto partita). Mi auguro che tutto riprenda al più presto possibile, vedremo anche come andrà con le attività professionistiche più grosse (si comincia il 1 agosto a Siena, con le Strade Bianche), che sono quelle pilota.

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