Il 6 maggio è arrivato l'ok di Emiliano solo per alcuni sport come tennis ed equitazione. Per la partitella a calcio o a pallavolo bisognerà aspettare

Riparte il tennis, ma ancora niente sport da contatto. I titolari delle strutture: «Noi dimenticati»

«Di noi non si è parlato nei decreti e neppure nelle dichiarazioni pubbliche» dice Nico Como della Polisportiva San Gerardo. Il Circolo Tennis Tandoi: «Niente spogliatoi e gel disinfettante sui campi»

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Corato martedì 12 maggio 2020
di La Redazione
Centri sportivi, via libera al tennis. Ma gli sport da contatto: «Noi dimenticati»
Centri sportivi, via libera al tennis. Ma gli sport da contatto: «Noi dimenticati» © n.c.

Dal 4 maggio runner e ciclisti sono tornati a fare sport all'aperto con le dovute precauzioni, ovvero rispettando il distanziamento di 2 metri. Non c'è - almeno in Puglia - l'obbligo di indossare la mascherina durante l'attività sportiva.

Il 6 maggio è invece arrivata l'ordinanza del governatore Michele Emiliano che dà il via libera ai centri sportivi. Si può riaprire, ma con alcune condizioni: lo sport deve essere individuale come il tennis o l'equitazione, occorre garantire la prenotazione e la turnazione degli sportivi, sanificare degli spazi utilizzati per l'accesso ai campi e rendere inaccessibili spogliatoi, bar e docce.

Il Circolo Tennis Tandoi è l'unico centro dedicato al tennis in città. «Abbiamo aperto l'8 maggio dopo esserci organizzati per poter ottemperare a tutti gli obblighi previsti dall'ordinanza» racconta Luigi Addario, titolare della struttura. «Niente spogliatoi e docce, spazi organizzati per mantenere le distanze e gel disinfettante sui campi».

Tante le richieste da parte degli utenti. «Anche chi non è nostro cliente abituale ha scelto il tennis perché è uno dei pochi sport che si possono svolgere in questo periodo. Tutte le altre attività che di solito svolgiamo nel centro sono sospese, in attesa di capire quando potremo riattivarle».

E le diverse strutture che affittano i campi per calcio, basket e pallavolo? Niente partitelle con gli amici. «Siamo stati dimenticati - dice Nico Como della Polisportiva San Gerardo - visto che di noi non si è parlato né nei decreti, né nelle dichiarazioni pubbliche. Sappiamo della difficile situazione sanitaria e sappiamo che gli sport praticati nei nostri centri sono di contatto, ma vogliamo capire perlomeno come dobbiamo essere inquadrati e cosa dobbiamo fare».

«Si vocifera di una riapertura - continua Como - ma vogliamo prima protocolli precisi, rapidi e chiari che non siano difficili da mettere in pratica. Per ora, al netto del contributo esiguo concesso dal governo, continuiamo a pagare utenze, affitti e ci ritroveremo a pagare anche le tasse cumulate al 30 giugno. Intanto non vediamo futuro».

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