In una settimana due match per i pugili coratini

Boxe, per Habachi un pari in Russia. Sabato rientra Moncelli

Il pugile italo-marocchino e "faccia d'angelo": «Combattere per il titolo entro la fine dell'anno»

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Corato giovedì 07 febbraio 2019
di Francesco De Marinis
Yassine Habachi al termine del match con Kvasnikov
Yassine Habachi al termine del match con Kvasnikov © n.c.

Una settimana intensa per il pugilato coratino. Sabato scorso Yassine Habachi ha combattuto e pareggiato ad Anapa, profondo sud della Russia, affacciata sul Mar Nero. Felice Moncelli, invece, sabato prossimo sarà di scena a Roma dopo un anno e cinque mesi dal suo ultimo match.

Yassine allena nella sua palestra con un occhio gonfio, "regalo" di Ilia Kvasnikov, lo sfidante di casa. «Neanche lui è conciato benissimo», sorride il pugile coratino. «Un bel match - continua - bello tosto che mi ha soddisfatto molto da punto di vista tecnico. Il russo era alto e dalle lunghe leve, per questo ho lavorato molto sulla corta distanza, dandogli pressione per sei riprese. Me ne sono accorto alla terza, quando leggevo nei suoi occhi la difficoltà nel gestirmi».

Una lunga trasferta che è diventata consuetudine per Yassine Habachi (5v, 12s, 5p), quattordicesimo nel ranking italiano dei pesi massimi leggeri o cruiser, per dirla all'americana. «Nell'ultimo anno e mezzo ho combattuto molto all'estero, soprattutto nell'est Europa dove il movimento pugilistico sta crescendo ma mi piacerebbe portare un match qui, nella mia terra».

Con il suo tecnico e manager, il copertinese Francesco Stifani (è anche allenatore federale), puntano al titolo italiano di categoria. «In programma c'è un incontro in Serbia per il mese prossimo ma è tutto da confermare. Spero di poter combattere per il titolo entro la fine dell'anno ma prima aspettiamo di capire come sono andati questi match».

Quattrocento chilometri più a nord, a Pomezia, Felice Moncelli prepara il suo rientro. «Non nego di sentire un po' d'ansia, tornare sul ring sarà come combattere un mondiale». L'ultimo incontro contro lo spagnolo Sergio Garcia è datato 22 settembre 2017 e non finì benissimo. Fu sconfitto al "Vicente Trueba" di Torrelavega e s'infortunò alla mano. Motivo per cui ha dovuto recuperare per almeno sei mesi.

Nel mentre è stato accanto a Francesca, la sua compagna che ha dato alla luce la piccola Ginevra. «Mi sono dedicato a loro e alla mia mano». Adesso Felice è pronto a ripartire, dal sottoclou di sabato prossimo a Roma. Il main event della serata organizzata dalla 3 Gloves Promotions è Morris-Levin, cintura WBC/FPI e il pugile coratino combatterà prima con il georgiano Nika Gvajava, stessa età di "faccia d'angelo". «Non lo conosco - dice Felice - ma non m'interessa. Punto soltanto a rientrare».

Da maggio Moncelli non si è mai fermato, lavorando a stretto contatto con il suo tecnico, Simone D'Alessandri. «Ha dovuto fare un grande lavoro psicologico - spiega Felice - perché non è facile stare per tanto tempo lontano dal ring. Ho recuperato prima sulla parte fisica e atletica, pian piano ho rivisto anche la parte tecnica. Ora sono pronto anche se c'è ancora tanto da fare, in primis riprendere confidenza con il match. Una dedica per il rientro? Voglio ringraziare il mio coach, la mia famiglia e Vincenzo Labianca che ha continuato a sostenermi».

Come per Yassine si pianifica il futuro e anche in questo caso nel mirino c'è il titolo italiano. «Dopo l'incontro di sabato capirò bene la mia posizione e il mio punteggio. Vorrei fare tre-quattro match spalmati nel 2019 per poter concorrere al titolo italiano a fine anno». Per "faccia d'angelo", però, sabato prossimo è come un mondiale.

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