A Roma fermato da un infortunio

Il sogno azzurro di Gabriele Strippoli: «Le Olimpiadi? Il mio obiettivo»

Da due anni con la Nazionale nel sumo e nella lotta libera. «Quella volta che ho combattuto con Chamizo...»

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Corato lunedì 27 agosto 2018
di Francesco De Marinis
Gabriele (primo a sinistra) ai Mondiali di sumo
Gabriele (primo a sinistra) ai Mondiali di sumo © n.c.

Un coratino alle Olimpiadi? È presto per parlarne ma una possibilità c’è, magari non a Tokyo ma per i giochi di Parigi del 2024. Gabriele Strippoli ha 18 anni e da oltre dieci anni si allena sulla materassina, prima nel judo, poi nella lotta libera e nella lotta greco-romana.

L’amore per queste discipline sboccia a sette anni. «Mi diedero un volantino durante una di quelle manifestazioni in piazza - racconta Gabriele - e lo portai subito da mia madre chiedendo di poter provare ad allenarmi. Da allora non ho più smesso». Ad occuparsi del giovane lottatore coratino è Louis Bucci della palestra Athlon.

Sacrifici fatti in silenzio, quotidianamente. «Durante l’anno scolastico (frequenta l’Istituto Professionale ndr) mi preparo un paio d’ore al giorno. Quando non vado a scuola facciamo doppie sedute da due ore l’una. Poi ci sono i ritiri e lì lavoriamo un po’ di più. Il segreto per diventare un atleta professionista è allenarsi con costanza. Le medaglie si fanno in palestra disse un allenatore cubano».

Culto del lavoro che ha iniziato a ripagare Gabriele già lo scorso anno. Nel 2017 campione italiano di lotta libera categoria cadetti (titolo già vinto nel 2016), campione italiano cadetti di lotta greco-romana e campione italiano di sumo. Sì, sumo. Una tradizione in Giappone che ha anche una variante sportiva.

Il lottatore coratino, a luglio, ha difeso i colori della nazionale nei mondiali a Taiwan (erano sei gli azzurri), arrivando settimo nel torneo a squadre. «Un’emozione grandissima, ho trascorso cinque giorni immerso in una cultura diversa. Un esempio? Il cibo. Servivano anche gli insetti ma non li ho mangiati (ride). Alla fine ha vinto il Giappone ma in finale avrebbero meritato gli egiziani».

Non è la prima volta che Gabriele veste l’azzurro. Più di dieci le apparizioni con la nazionale, compreso l’Europeo in Serbia e diversi tornei internazionali in Iran, Romania e Bulgaria. Agli Europei junior di Roma (disputati a Ostia), neanche un mese fa, tanta sfortuna. Poteva essere bronzo ma un infortunio ha impedito all’atleta di giocarsi il podio usufruendo di un ripescaggio.

«Credo che ogni sportivo sogni di disputare le Olimpiadi. Io sono ancora piccolo per qualificarmi a Tokyo ma posso puntare a quelle del 2024». L’Italia cerca ancora un erede di Frank Chamizo, lottatore cubano naturalizzato, bronzo a Rio nel 2016. «Abbiamo combattuto ma ho perso. Lui ha un bicipite che è il doppio del mio (ride). Mi ha massacrato».

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I commenti degli utenti
  • Gaetano Nesta ha scritto il 27 agosto 2018 alle 11:00 :

    Bravo Gabriele, continua cosi, non abbandonare mai lo sport. Sei gia un campione. Rispondi a Gaetano Nesta