"Archeologando"… viaggio fra i tesori dell’archeologia a noi più vicini

Al Comprensivo "Battisti-Giovanni XXIII" si sperimenta l’archeologia

News
Corato venerdì 08 gennaio 2021
Istituto comprensivo "Battisti - Giovanni XXIII"
"Archeologando"… viaggio fra i tesori dell’archeologia a noi più vicini © n.c.

Come le pagine di un libro, così si sfoglia la terra e rivela tesori.
Al Comprensivo "Battisti-Giovanni XXIII" si impara ad amare il nostro territorio e per amare bisogna conoscere.
Noi camminiamo su più di duemila anni di Storia, abbiamo un patrimonio storico, artistico e culturale di grande rilievo. Il progetto "Continuità" ha coinvolto alunni delle classi quinte della primaria e delle classi prime della secondaria, dando loro la possibilità di fare un viaggio nella Storia attraverso attività laboratoriali a misura di bambino.
Gli alunni hanno approfondito la conoscenza della Magna Grecia, focalizzando l’attenzione sul territorio più vicino a Corato. I piccoli archeologi, osservando e analizzando reperti provenienti dalla vicina Ruvo, hanno ricostruito l’economia, lo stile di vita, le abitudini, persino i passatempi, degli antichi Peuceti, nostri antenati.
Hanno scoperto la quotidianità degli antichi popoli che hanno abitato la Puglia.
Anche nell’antichità i bambini avevano bisogno di un biberon: ebbene aveva la forma di un maialino e si chiamava "guttus". Anche gli antichi Peuceti dopo un banchetto si dedicavano ai “giochi di società”; era in quel momento che gli schiavi portavano nel triclinio il "kottabos" e i banchettanti venivano invitati a lanciare il vino rimasto nelle coppe su di un dischetto posto su una lunga asta. Il più bravo avrebbe centrato il dischetto e l’avrebbe fatto cadere. Sarebbe toccato poi agli schiavi ripulire la sala. E poi le grandi feste religiose, occasioni per mostrare il potere e la ricchezza delle famiglie aristocratiche. I Peuceti amavano i gioielli di oro, giunti fino a noi intatti. Quei gioielli, indossati dalle donne nelle grandi occasioni, le collane, le fibule, i fermatrecce di oro, ci parlano di una società in cui il potere veniva mostrato anche attraverso gli oggetti, ciò che noi, oggi, chiamiamo “status symbol”.
Gli alunni hanno compreso che in fondo gli antichi non erano poi così diversi da noi.
I ragazzi delle classi prime hanno fatto da guida in questo percorso di scoperta, spiegando i rapporti fra Ruvo e Taranto, dando i riferimenti essenziali; come in un’ideale staffetta i piccoli delle classi quinte hanno interpretato i reperti archeologici attraverso immagini e schede didattiche adatte alla loro età e prodotte dalla "Giovanni XXIII". Gli alunni hanno imparato attraverso la scoperta, sentendosi protagonisti del processo di apprendimento; hanno vissuto l’esperienza dell’archeologo, hanno fatto “parlare” gli oggetti, perché la Storia è materia viva e ci parla di noi.
Se vi siete incuriositi e volete saperne di più, chiedete ai nostri piccoli archeologi.

Le più commentate
Le più lette