Buona Pasqua con il Cristo Risorto di Dewey

"Il Cristo Risorto" di Simon Dewey (1997)

Franco Leone Arte, bellezza immortale
Corato - domenica 04 aprile 2021
"Il Cristo Risorto" di Simon Dewey (1997)
"Il Cristo Risorto" di Simon Dewey (1997) © n.c.

Per augurarvi una serena Pasqua ho scelto di pubblicare oggi una mia poesia che descrive uno dei quadri più solenni mai dipinti sulla Resurrezione e che rispetta l’immaginario collettivo di Gesù Risorto della nostra infanzia. Si tratta di un’opera di Simon Dewey, un pittore vivente anglo-canadese nato nel 1962.

Il capolavoro, dal titolo “He lives” ovvero “Egli vive”, fu realizzato nel 1997 e ha decretato il successo mondiale di questo pittore, mirabile nel dar vita a ritratti squisitamente dettagliati e delicati che riescono a catturare nel contempo la magnificenza, la bellezza e il garbo. Il Redentore in questo capolavoro emana una propria luce lunare argentea che abbaglia anche noi che stiamo assistendo all’evento. Lo sfondo scuro ci fa presagire un cielo non ancora irradiato dall’alba. La figura di Gesù intercede tra Dio e noi: con lo sguardo si rivolge al Padre per ringraziarlo, mentre con un piede quasi dentro la nostra dimensione spaziale si spinge verso di noi come per renderci partecipi di un prodigio grandioso.

Il Cristo Risorto di Simon Dewey (1997) di Franco Leone

Da un sepolcro tenebroso e spettrale
incassato su una roccia sporgente,
si erge Cristo in una posa regale
che rifulge di una luce splendente.
Lui ha smosso una gran pietra tombale
e sorgendo con statura imponente
ha sconfitto ormai la morte e l’oblio.
Così volge la sua prece al suo Dio.

Guarda in alto e ostenta grande fierezza
mentre poggia sulla roccia una mano:
Lui donò all’umanità la salvezza.
Nei suoi occhi c’è splendor sovrumano
e il suo viso irradia intensa bellezza.
Ogni spàsimo o dolor non fu vano,
perché ora il paradiso lo attende,
mentre in Terra la speranza si accende.

Così Dewey con sublime trasporto
ci donò il suo eccelso Cristo Risorto
e vestendolo di luce d’argento
col suo estro immortalò quell’evento.

Ottave in endecasillabi con rima ABABABCC e con quartina finale.

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