Dantedì: omaggio a Dante con l’arte nel 700° anniversario dalla morte

"Dante incontra Beatrice sul ponte Santa Trinita a Firenze" di Henry Holiday

Franco Leone Arte, bellezza immortale
Corato - giovedì 25 marzo 2021
"Dante incontra Beatrice sul ponte Santa Trinita a Firenze" di Henry Holiday
"Dante incontra Beatrice sul ponte Santa Trinita a Firenze" di Henry Holiday © Franco Leone

"Dante incontra Beatrice sul ponte Santa Trinita a Firenze" di Henry Holiday.

Nell’opera "Vita Nova" Dante narra di aver incontrato Beatrice due volte nella sua vita: la prima quando entrambi avevano nove anni e la seconda a diciotto, descrivendo Beatrice come un’apparizione angelica. In tale occasione la giovane rivolse il suo leggiadro saluto al poeta che se ne innamorò perdutamente. Da questo momento in poi Dante la descriverà in molti dei suoi sonetti e delle liriche, segnando anche una svolta nella letteratura non solo italiana ma anche mondiale.

L’episodio del secondo incontro ha ispirato uno dei quadri più belli e più riprodotti al mondo dedicati al sommo poeta: l’incontro di Dante con Beatrice sul Ponte Santa Trinita a Firenze, capolavoro dipinto nel 1887 dal pittore romantico inglese Henry Holiday. Nel giorno dedicato all’inizio del viaggio di Dante nei tre regni dell’aldilà, ovvero il 25 marzo, in occasione dell’anniversario dei 700 anni della morte del poeta questa pagina prende i colori dell’arte di Henry Holiday. 

Descrizione dell’opera 
Nel dipinto è rappresentata al centro, vestita in giallo, Beatrice con due amiche. La ragazza vestita in rosso è monna Vanna, donna del poeta Guido Cavalcanti, mentre la ragazza vestita in azzurro è monna Lagia, donna di Lapo Gianni. La scena è ambientata una domenica mattina a Firenze presso il Ponte Santa Trinita, dopo che Beatrice si era recata a messa nella chiesa di Santa Margherita dei Cerchi e che ancora oggi è chiamata chiesa di Dante. Sullo sfondo sono ben riconoscibili Ponte Vecchio e la collina alberata di San Miniato. L’artista ha fermato in un fotogramma eterno il momento in cui Dante appare incantato dalla visione della donna che sarà la musa dei suoi versi.

Una curiosità sul dipinto
Pare che il pittore inglese si sia ispirato ai versi 9-14 del sonetto XXI delle «Rime» di Dante Alighieri per il suo dipinto:
«io vidi monna Vanna e monna Bice
venire inver lo loco là ’v’io era,
l’una appresso de l’altra maraviglia;
e sì come la mente mi ridice,
Amor mi disse: "Quell’è Primavera,
e quell’ha nome Amor, sì mi somiglia.”»

Le ultime parole di questo sonetto sono l’esaltazione massima dell’amore che trova ristoro nella stagione primaverile, prendendo le sembianze della bellezza purissima di Beatrice... un mirabile augurio in versi endecasillabi per la dolce stagione appena iniziata.

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I commenti degli utenti
  • Angela Cantore ha scritto il 25 marzo 2021 alle 12:52 :

    Sei una persona speciale Franco Leone! Sei grande! Grazie di cuore per quello che fai e che scrivi❤️ Rispondi a Angela Cantore