Equinozio d’arte: la primavera a Giverny di Claude Monet

Il dipinto, datato 1886, è conservato al Fitzwilliam Museum di Cambridge

Franco Leone Arte, bellezza immortale
Corato - domenica 21 marzo 2021
La primavera a Giverny di Claude Monet
La primavera a Giverny di Claude Monet © n.c.

In occasione del ritorno della Primavera, iniziata quest’anno il 20 marzo alle 9:37, pubblico una mia poesia che descrive un capolavoro del pittore Claude Monet: la Primavera nella cittadina francese di Giverny. Il dipinto, datato 1886, è conservato al Fitzwilliam Museum di Cambridge.

Ciò che incanta di più in questo capolavoro dell’Impressionismo è la serena luminosità dei colori armoniosamente accostati e fusi in una sapiente gamma di tinte. Bianco, azzurro, verde si sovrappongono e si confondono fino a creare uno spazio che si dilata prospetticamente sullo sfondo accrescendo la suggestione e la bellezza della natura in fiore.

Tuttavia sono soprattutto le stoccate di viola e di glicine che si riverberano sui tronchi a conferire un fascino incomparabile al quadro. Non è un colore dai contorni netti, ma un'aura lieve, quasi un'impressione che ci rimane nello sguardo dopo aver contemplato il dipinto. Infondono tranquillità anche le due donne sul prato intente a conversare. Non ne vediamo i visi che non sono neppure delineati, eppure cogliamo benissimo quanto esse siano reciprocamente protese all'ascolto. 

Le sensazioni conferiteci dal dipinto non sono solo visive, ma persino olfattive e tattili. La rappresentazione dell’artista ci fa cogliere anche il soffio del vento e ci dà la percezione del profumo che si spande nell’aria. Il paesaggio è quello di Giverny, cittadina dell’Alta Normandia in Francia e tanto cara al pittore.

Riporto qui la mia poesia tratta dal mio libro “Capolavori d’arte in versi” che descrive il quadro in endecasillabi.

La primavera a Giverny di Claude Monet 

Tra colori stemperati e vibranti
calibrati con mirabile stile
sa Monet dar luce ai toni cangianti
di un paesaggio che prelude ad aprile.

Bianco, viola, rosa e verdi brillanti
ci dipingon la stagione gentile 
con un albero incurvato davanti
e alberelli posti dietro in più file.

Sotto l’albero han ristoro trovato
tra le fronde due eleganti signore
proiettate l’un sull’altra all’ascolto.

Mai talento fu più nobile e raro 
di quest’arte che l’eccelso pittore
ha ogni cosa in densi tratti risolto.

Tra le fronde, quale lieve carezza,
avvertiam persino un soffio di brezza
che anche a noi che dal dipinto siam fuori
fa sentir le soavi essenze dei fiori.

Sonetto in endecasillabi ABAB ABAB CDE CDE e con quartina finale.

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I commenti degli utenti
  • Lucia Scarnera ha scritto il 23 marzo 2021 alle 11:44 :

    La primavera di Monet descritta dal poeta Franco Leone è incantevole, dona gioia e desiderio di bellezza. Rispondi a Lucia Scarnera