«La bellezza salverà il mondo»

Un omaggio di eternità a tutte le donne con l’incanto supremo delle Tre Grazie di Bertel Thorvaldsen a Copenaghen

Franco Leone Arte, bellezza immortale
Corato - lunedì 08 marzo 2021
Tre Grazie di Bertel Thorvaldsen a Copenaghen
Tre Grazie di Bertel Thorvaldsen a Copenaghen © n.c

Per la ricorrenza dell’8 marzo questa pagina si veste di bellezza e di sensualità portando in primo piano una delle immagini più sublimi della bellezza femminile: le Tre Grazie di Bertel Thorvaldsen, eccelso sculture danese vissuto a cavallo tra Settecento e Ottocento. Grande esponente del Neoclassicismo fu anche il maggior rivale di Antonio Canova.

Descrizione dell'opera. Le tre Grazie sono note dall’antichità con i nomi di Aglaia, Eufrosine, Talia e rappresentano i valori della bellezza della vita. Aglaia Identifica l'Ornamento ovvero lo Splendore; Eufrosine è la raffigurazione della Gioia; Talia è la rappresentazione della Prosperità.

Le Grazie di Thorvalden sono in piedi e si affiancano con movenze soavi e languide. Sono giovanissime, quasi bambine. Si cingono la vita con le braccia e sembrano voler accennare un passo di danza. Le loro capigliature sono semplici: i lunghi capelli ricci sono raccolti da un nastro. La giovane di sinistra Aglaia, cinge con un braccio il fianco della fanciulla centrale Eufrosine, mentre Talia sulla destra le sfiora delicatamente il mento.

In basso seminascosto tra le loro gambe è seduto Amore bambino; suona la cetra e sembra voler incitare le fanciulle a intraprendere una danza sulle sue note. Il capolavoro scolpito tra il 1820 e il 1823 è esposto al Thorvaldsens Museum di Copenaghen in Danimarca.

Riporto qui la mia poesia tratta dal mio libro «Capolavori d’arte in versi» edito da Secop Edizioni che descrive in endecasillabi questo capolavoro supremo.

Le Tre Grazie di Bertel Thorvaldsen a Copenaghen

Tre fanciulle dalla soave innocenza
ostentan nude una grazia infinita.
Con gesti languidi e fluida movenza
ciascuna sembra dall’altra rapita.

Esprimon fascino e innata avvenenza
mentre si sfioran sui fianchi ed in vita.
Mostrano tutte tra lor compiacenza;
ogni lor gesto a mirarle ci invita.

Ai loro piedi è nascosto Cupido:
non ha le frecce, né l’arco malfido.
Lui sta suonando seduto una lira

e nel contempo estasiato le ammira.
Con le sue note in vibrante assonanza
le sta incitando a dei passi di danza.

Così Thosvalden scultore danese,
tra l’erotismo e atmosfere sospese,
immortalò la suprema bellezza

col suo bulino e un’estrema finezza.
Dentro il candor che nel marmo si ammanta
risplende eterno il suo estro e c’incanta.

Sonetto in endecasillabi ABAB ABAB CCD DEE o con sestina finale

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