I Santi del giudizio universale di Michelangelo

In occasione della festività di Tutti i Santi

Franco Leone Arte, bellezza immortale
Corato - domenica 01 novembre 2020
I Santi del giudizio universale di Michelangelo
I Santi del giudizio universale di Michelangelo © Franco Leone

Per la festività di Tutti i Santi questa pagina pone l’attenzione sull’opera forse più eccelsa di tutti i tempi: il Giudizio Universale di Michelangelo Buonarroti nella Cappella Sistina in Vaticano, dove i protagonisti sono alcuni dei santi più famosi della tradizione cristiana. Sullo sfondo di un onirico cielo dall’intensissima colorazione azzurra ottenuta dalla polvere preziosa dei lapislazzuli, Michelangelo ci presenta i santi nel giorno del giudizio universale come testimoni di fede, ognuno con lo strumento del proprio martirio o con un proprio simbolo:

-San Lorenzo con la graticola
-Sant’Andrea con la croce a X
-Bartolomeo con il coltello e la pelle scuoiata (in cui è possibile identificare il ritratto dello stesso Michelangelo)
-San Pietro con le chiavi
-San Paolo con il pallio (drappo) rosso
-San Filippo con la croce
-San Simone con la sega
-Santa Caterina d’Alessandria con la ruota dentata
-San Sebastiano con le frecce
-San Biagio con i pettini di metallo
-Il Cireneo con la croce di Gesù
-Le sorelle Prassede e Pudenziana sono vestite di azzurro e di verde
-Santa Cecilia in rosso è riversa con il viso al suolo come quando fu ritrovata

Affido la descrizione di questo capolavoro assoluto alle immagini che qui pubblico con le relative didascalie e ai versi di una mia poesia attinta dal mio libro “Cercando l’Italia, itinerari d’arte in versi” pubblicato dalla Casa Editrice Secop nel 2015.

I Santi della Cappella Sistina

Sotto la volta di azzurro dipinta
dalla maestria del genial Buonarroti,
viene una turba di santi sospinta,
insieme a sante e profeti remoti,
intorno al Cristo formando una cinta
che lascia spazio nel blu a pochi vuoti.
Alza il suo braccio Gesù a giudicare
chi fece bene o chi volle peccare.

Sulla sua destra la Madre scorgiamo,
poi Sant’Andrea con la croce inclinata,
Giovan Battista ed Isacco notiamo
con corpi dalla prestanza slanciata.
In verde sopra di loro notiamo
Elisabetta sul capo velata.
Lorenzo in basso non teme il giudizio
con la graticola del suo supplizio.

Bartolomeo lo fronteggia e sorregge
la pelle che fu al suo corpo sottratta.
In quella pelle sospesa si legge
anche l’effige del viso contratta
del Buonarroti che tra rughe e schegge
giammai fu resa più turpe e disfatta.
Così il pittor in quell’umil ritratto
davanti a Dio conseguì il suo riscatto.

Sulla sinistra imponente c’è Pietro
che ha in man le due chiavi d’oro e d’argento.
In rosso è Paolo a lui poco più dietro.
Entrambi mostran il volto irruento,
gli sguardi han torvi che paion di vetro.
Filippo è sotto San Pietro ed a stento
porta la croce ove fu giustiziato,
col piede che è sopra un nembo poggiato.

E su tal nuvola audace si sporge
con una sega tagliente Simone.
Sull’altra nube vicina si scorge
pur Caterina che non si scompone
mentre la ruota dentata ci porge.
Par Sebastiano al suo fianco un adone:
lui si erge fiero impugnando dei dardi.
Biagio i suoi pettini ostenta beffardi.

Sulla sinistra stan chine tre sante:
son Pudenziana, Cecilia e Prassede,
Sopra di lor vi è la croce ingombrante
che ha il Cireneo come simbol di fede.
Regge da solo quel legno pesante
col passo che tra le nuvole incede.
Mostra gli oggetti qui ognun del supplizio:
mai bello tanto sarà più il Giudizio.

Così eternò la sua fama immortale
il Buonarroti pittore geniale.

Ottave in endecasillabi con rime ABABABCC e con distico finale.

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