Omaggio a San Francesco con l’arte

Gli affreschi di Giotto ad Assisi (1292-1296)

Franco Leone Arte, bellezza immortale
Corato - domenica 04 ottobre 2020
Il miracolo della sorgente
Il miracolo della sorgente © n.c.

In occasione del giorno della festività di San Francesco, pubblico una piccola parte di una mia poesia dal titolo “Gli affreschi di San Francesco ad Assisi”, attinta dal mio libro “Cercando l’Italia” edito da Secop Edizioni di Corato.

Riporto solo alcuni versi della mia poesia che descrive i ventotto affreschi di Giotto presenti sulle pareti della Basilica Superiore di san Francesco nella città umbra. Pertanto pubblico qui soltanto tre dei ventotto riquadri affrescati.

“La cacciata dei diavoli da Arezzo” è la decima delle ventotto scene. In alto, i diavoli scappano cacciati dal frate Silvestro, su ordine di Francesco, che è inginocchiato dietro di lui. I demoni sono raffigurati con ali di pipistrello, come nell'immaginario popolare, non privi di componenti burlesche. Da un punto di vista simbolico essi rappresentano le discordie che sfociavano nelle tante guerriglie urbane nell'Italia comunale. Si riconosce l’abside della Pieve di Santa Maria di Arezzo, mentre meravigliosa è la resa dei colori, più che in tutti gli episodi del ciclo pittorico.

“Il miracolo dell’assetato sul monte della Verna” è la quattordicesima delle ventotto scene. Una luce meridiana unifica umanità e natura, producendo un tono poetico sull'affresco. La presenza divina non è manifestata direttamente con simboli o apparizioni, ma è nascosta nella natura, secondo una concezione simile a quella francescana. Qui Giotto compie un altro prodigio perché ogni personaggio si piega secondo la posizione di ogni roccia del paesaggio.

“La morte di San Francesco” è la ventesima delle ventotto scene. I frati appaiono disperati accanto al corpo del santo, gli ecclesiastici celebrano il funerale, e gli angeli in cielo che reggono accolgono l’anima di san Francesco che si trova già in paradiso. Le espressive attitudini dei fraticelli raccolti attorno a Francesco, accovacciati in pianto o in preghiera, vennero adattate dal tema del Compianto sul Cristo morto e riproposte da Giotto in altre opere. Tra le ultime novità che riguardano questo affresco c'è quella che il 6 ottobre 2011 è stato scoperto il volto di un demone messo di profilo in mezzo alle nuvole, vicino all'angelo vestito di bianco sulla destra.

Gli affreschi di Giotto ad Assisi (1292-1296)

Rivive il Cantico delle Creature
nella Basilica di San Francesco.
Qui del gran Santo in soavi pitture
da Giotto stese sui muri ad affresco
sono narrate oramai imperiture,
in modo semplice e quasi fiabesco,
la vita fatta di stenti e la gloria.
Ventotto quadri raccontan la storia.

Dentro una splendida Arezzo murata,
tra torri e case in mirabil colori,
la vita scorre infelice e assediata
dalle calunnie, dagli odi e i rancori.
Ivi Silvestro con la man levata
porta la quiete e la pace nei cuori.
Volano i dèmoni fuor dai camini:
si riconcilian così gli Aretini.

Sulla facciata dalla parte interna
un gran prodigio vien rappresentato:
nell’aspra e impervia salita alla Verna
dolce è il miracolo dell’assetato.
Qui Giotto ha reso la sua fama eterna
in paesaggio davvero incantato,
perché ogni roccia di quel bel paesaggio
si piega come ciascun personaggio.

Un dì d’ottobre sul far della sera,
tra spasmi immensi ed atroci mai spenti
Francesco muore ed ognun si dispera:
chini su lui stanno i frati piangenti.
Vestito appar da una tonaca austera
simbolo della sua vita di stenti.
Ma in cielo splende qual stella brillante
l’anima accolta da ogni angel festante.

Con San Francesco anche Giotto è Beato,
l’arte per sempre lo ha a Dio consacrato.

Ottave in endecasillabi con rima ABABABCC e con distico finale.

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