La manifestazione

​In piazza per protestare contro l'autonomia differenziata regionale

Il Comitato cittadino per l’Unità della Repubblica è sceso in piazza ieri pomeriggio per sensibilizzare i cittadini sul tema dell’autonomia differenziata per le regioni a statuto ordinario e sulla bozza di legge Boccia

Politica
Corato venerdì 17 gennaio 2020
di Bruno Cappelli
​In piazza per protestare contro l'autonomia differenziata
​In piazza per protestare contro l'autonomia differenziata © CoratoLive.it

Il Comitato cittadino per l’Unità della Repubblica è sceso in piazza ieri pomeriggio per sensibilizzare i cittadini sul tema dell’autonomia differenziata per le regioni a statuto ordinario e sulla bozza di legge Boccia che dovrebbe sistematizzare la riforma.

La manifestazione si è svolta in piazza Cesare Battisti nell’ambito di analoghe iniziative - organizzate a livello nazionale dal Comitato nazionale per l’unità della Repubblica - in cui ai rappresentanti delle istituzioni (sindaci, prefetti e, nel nostro caso, al commissario prefettizio) è stato consegnato un testo in cui si enunciano i rischi dell’attuazione della riforma.

Oltre all’obiettivo “istituzionale”, la manifestazione è stata dedicata anche alla sensibilizzazione: ai cittadini che si sono avvicinati, i volontari del comitato hanno parlato della riforma del titolo V della Costituzione (avvenuta nel 2001) «che prevede sì la possibilità per le regioni di gestire in autonomia ambiti importantissimi della vita comunitaria come istruzione, sanità, politiche del lavoro, ma anche l’attuazione di una serie di meccanismi (come il fondo perequativo per i comuni e i livelli essenziali di prestazione) che possano bilanciare le inevitabili disuguaglianze. L’autonomia, infatti, sarebbe prima di tutto economica: le regioni dovrebbero cioè finanziare questi servizi con il proprio gettito fiscale».

Il comitato ha anche parlato di come «la realizzazione di questi meccanismi, da parte delle commissioni tecnico-parlamentari incaricate di metterli a punto, sia stata costantemente disattesa (tradendo dunque il dettato costituzionale), optando per l’attuazione di misure che di fatto privilegiano gli enti locali più ricchi (quindi gli enti del centro nord) rispetto agli enti più deboli (al Sud), nonostante il sistema fiscale sia identico in tutta la penisola».

Un tema di importanza capitale, dunque, che però ha avuto poco risalto da parte delle realtà politiche locali. «A livello nazionale sembra esserci infatti un “partito del Nord” trasversale ai vari schieramenti. Il comitato, che ha già organizzato diverse conferenze sul tema, a livello cittadino è composto da persone animate dalla medesima passione civica. Questa composizione rispecchia l’origine del comitato a livello nazionale».

«Il comitato nazionale - ha spiegato il coordinatore del comitato cittadino, prof. Eliseo Tambone - è nato dalla sinergia di associazioni operanti in diverse categorie: dalla scuola alla ricerca, sanità, infrastrutture, ambiente e beni culturali. Queste si sono riunite in assemblea a Roma al liceo classico “Tasso” ed è stata decisa la creazione di numerosi comitati di scopo con l’intenzione di contrastare, attraverso presìdi, mobilitazioni e quant’altro l’attuazione della riforma. A questa assemblea era presente per Corato l’associazione Extra Nos. Il Comitato dunque è apartitico, ma certamente non apolitico. Il comitato di Bari, che lavora a stretto contatto con il comitato cittadino di Corato, ha tra i suoi membri la docente di diritto costituzionale Calamo Specchia e il prof. di economia politica Capriati, persone che conoscono bene gli effetti nefasti che la riforma, così condotta, avrebbe sulla vita di noi cittadini del Sud».

Quanto alla proposta di legge Boccia (biscegliese, ministro del PD) «promette, ma non garantisce l’attuazione dei Lep» continua Tambone. «Qualora questi, promessi in Costituzione e mai determinati, non fossero individuati in 12 mesi di tempo, i fabbisogni standard sarebbero determinati secondo la spesa storica: le regioni che tradizionalmente spendono di più per certi servizi, continuerebbero a spendere maggiormente e quelle che spendono di meno, o non spendono proprio, continuerebbero a spendere poco o niente».

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I commenti degli utenti
  • Amedeo Strippoli ha scritto il 22 gennaio 2020 alle 14:19 :

    Spettabile Comitato, mi dispiace informarVi che già da anni la diseguaglianza denunciata è ormai in atto. Basti pensare che quasi 80% dei fondi disponibili vanno alle regioni del nord, come Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto. Attenzione, però, non tanto per loro merito, ma per nostro demerito. Cordialmente Rispondi a Amedeo Strippoli