Il ritrovo

Tremila sardine in piazza a Bari contro la politica dell’odio

Le sardine, disegnate sui cartoni, hanno colorato la piazza ricordando che “a Bari nessuno è straniero” e che “la nostra patria è il mondo, come per i pesci il mare” ma soprattutto che “Bari non si lega”

Politica
Corato lunedì 09 dicembre 2019
di Francesca Grande
Tremila sardine in piazza a Bari
Tremila sardine in piazza a Bari © BariLive.it

Sono più di tremila le sardine giunte sabato sera di fronte alla prefettura, in piazza Libertà a Bari, per il primo ritrovo nel capoluogo pugliese organizzato da quattro ragazzi tra i quali una studentessa di Corato.

Probabilmente non si era “stretti come sardine”, ma comunque tanti i giovani, i bambini, gli adulti, gli anziani, dalla provincia e dalla città, che hanno deciso di incontrarsi per manifestare il proprio dissenso nei confronti della politica dell’odio, di un linguaggio violento basato sulla continua ricerca di un capro espiatorio, un nemico, un diverso.

Le sardine, disegnate sui cartoni, hanno colorato la piazza ricordando che “a Bari nessuno è straniero” e che “la nostra patria è il mondo, come per i pesci il mare” ma soprattutto che “Bari non si lega”, nessuna offesa, nessun simbolo, nessun partito, come da premesse nazionali.

Sul palco era libera la possibilità di intervenire ed esprimere un pensiero. Francesca, una delle organizzatrici, ha ribadito: «non vogliamo una politica di odio e violenza ma costituzionale e vogliamo riportare in piazza una politica che ponga al centro temi di cui non si parla più: lavoro, integrazione, immigrazione", ma è stato anche ricordato che “Bari, medaglia d’oro per la resistenza, città in cui è stata chiusa la sede fascista di Casapound, non seguirà la scia dell’intolleranza».

Ai discorsi e alla lettura di alcuni articoli della Costituzione, si sono alternati momenti di musica simbolica da Caparezza e De Gregori. Gioioso e pacifico il clima in piazza Libertà, ma soprattutto forte il desiderio che sia restituita al più presto, alla gente, la politica seria di cui l’Italia ha bisogno.

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I commenti degli utenti
  • carlo mazzilli ha scritto il 11 dicembre 2019 alle 07:52 :

    cioè in pratica l'unica cosa che mi sembra di aver capito che le sardine siano contro la politica dell'odio? ma qualcuno mi vuole finalmente spiegare e indicare chi fa in Italia la politica dell'odio? chi odia chi? chi odia e chi o quali persone vengono odiate? in che modo si realizza, si concretizza, si incarna questo odio? e no, perchè se nessuno è in grado di dare una spiegazione del genere, con nomi cognomi e indirizzi, allora siamo davanti ad una delle più immani STUPIDAGGINI e MISTIFICAZIONI del secolo!!! (roba da Tipi Sinistri...brrr...) Rispondi a carlo mazzilli

  • Franco ha scritto il 10 dicembre 2019 alle 16:28 :

    Uno dei problemi di Corato, ma non solo, è che si fanno tante, troppe chiacchiere. So' tutti intellettuali della politica che danno lezioni ma poi si defilano al minimo impegno concreto. Gli piace ascoltarsi o come sui social, leggersi. E basta. Rispondi a Franco

  • marinella ha scritto il 09 dicembre 2019 alle 20:28 :

    "la politica seria in italia la faranno le sardine ??? " stiamo freschi !!! Rispondi a marinella

  • salvatore di gennaro ha scritto il 09 dicembre 2019 alle 13:57 :

    Comunque, volevo partire dalla frase che ho virgolettato in apertura del mio commento precedente: vorrei ricordare che quelli che portano avanti una politica fallimentare, altro non sono che esponenti di un popolo fallimentare. Invece di augurarsi semplicemente un cambiamento, cosa suggerisce, l'autore della frase, come rimedio a questo completo naufragio socio-politico della nazione? Sperare in politici in gamba, abbiamo visto che è inutile, dato che sono, purtroppo, partoriti da questo popolo. Sono proprio curioso allora di sentire dalle sardine, o da chi per loro, quali grandi idee riusciranno a produrre per superare i problemi che ci affliggono. E non mi dicano che non è loro compito: con tali politici, tutti sono più bravi di loro, ad inventarsi qualcosa. Rispondi a salvatore di gennaro

  • salvatore di gennaro ha scritto il 09 dicembre 2019 alle 13:43 :

    "...che sia restituita alla gente la politica seria di cui ha bisogno". Bella frase, di grande effetto: chissà quante notti insonni, per partorirla. Il trionfo della banalità, al grido di "venite gente, avanti, c'è posto per tutti". Io la penso allo stesso modo: è giusto che chiunque desideri, sbarchi da noi. E' un dovere morale accoglierlo. Solo che io vado oltre: a questo punto dobbiamo abolire lo Stato e tutto quello che esso offre, dato che vi è incongruenza tra chi desidera che nessuno più venga a rompere ulteriormente un equilibrio già precario, e chi invece ha l'arroganza di decidere anche per gli altri. Solo così partiremmo tutti da zero, compresi i migranti, e si vedrà allora chi riuscirà a sopravvivere. E questo vale anche per chi sbandiera un cosmopolitismo a "go go". Rispondi a salvatore di gennaro