La nota

Movimento per la sovranità: «Avevamo previsto che il centrodestra non avrebbe avuto lunga vita»

«Nella recente e sfortunata, per Corato, campagna amministrativa che ha portato alla elezione e repentine dimissioni del Sindaco D’Introno, siamo stati lineare ed assolutamente previdente»

Politica
Corato lunedì 09 settembre 2019
di La Redazione
Cataldo Mazzilli
Cataldo Mazzilli © CoratoLive.it

«Ripartiamo con un percorso per Corato». Il Movimento Nazionale per la Sovranità, guidato a Corato da Cataldo Mazzilli, dice la sua nel dibattito politico successivo alla caduta dell'amministrazione D'Introno. «Siamo stati lineari e previdenti, avevamo previsto che la coalizione di centrodestra non avrebbe avuto lunga vita» dicono dal movimento.

La nota

«La condotta del Movimento Nazionale per la Sovranità, nella recente e sfortunata per Corato campagna amministrativa che ha portato alla elezione e repentine dimissioni del Sindaco D’Introno, è stata lineare ed assolutamente previdente, pur se non vincente.

Infatti, avevamo previsto che la coalizione di centrodestra, senza fare chiarezza sul ruolo dell’ex Senatore e di “Direzione D’Italia”, non avrebbe avuto lunga vita.

Ancora, prima di tutto, avevamo posto a “Fratelli D’Italia”, Alla “Lega” e alle liste civiche disponibili, l’esigenza di un progetto ed un polo sovranista.

Non ci interessa rivendicare con il “avevamo visto lungo”, anzi. Riteniamo invece che si debba ripartire proprio da una sana, vera e territoriale unione sovranista per il futuro di Corato e della Comunità cittadina. Ora si può».

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I commenti degli utenti
  • salvatore di gennaro ha scritto il 09 settembre 2019 alle 22:09 :

    Il concetto di "sovranità" non attecchisce fra le eterogenee tribù che popolano la penisola italiana (è improprio, infatti, parlare di "popolo" e di "nazione", non esistendo i presupposti, primo dei quali, il "senso dello Stato", e cioè il concetto di sua difesa e di tutela della sua cultura, della sua lingua, delle sue tradizioni, delle sue leggi, della moralità, dell'ambiente). Nei Paesi civili tutto questo avviene. Quello che sta succedendo qui da noi ci trasporta, geograficamente in modo ideale, in altre parti dl mondo, dove gli interessi del popolo vengono spesso ignorati. E la gente è rassegnata, indifferente, assente, masochisticamente consenziente e compiacente. L'Europa non ci può staccare. Ma ci rimprovera sempre e ci dice, praticamente, cosa fare. Rispondi a salvatore di gennaro