Crisi politica

Firme dal notaio? Longo: «La maggioranza ne raccolga 9, le altre 4 le mettiamo noi»

«Vogliamo gridarlo: in nessun momento, dal 22 luglio, abbiamo parlato di inciuci» hanno affermato Nico Longo, Emanuele Lenoci, Vito Bovino e Michele Lotito nella conferenza indetta prima del consiglio

Politica
Corato venerdì 23 agosto 2019
di La Redazione
La conferenza di Nico Longo, Emanuele Lenoci, Vito Bovino e Michele Lotito
La conferenza di Nico Longo, Emanuele Lenoci, Vito Bovino e Michele Lotito © CoratoLive.it

Non solo revisori dei conti. Il consiglio comunale di ieri - che alla fine non si è svolto per mancanza del numero legale - è stato preceduto da una conferenza stampa indetta da quattro consiglieri di minoranza - Nico Longo, Emanuele Lenoci, Vito Bovino e Michele Lotito (quest'ultimo pronto a subentrare a Michele Bovino non appena il consiglio comunale sarà in grado di procedere alla surroga) essenzialmente sul tema della ratifica dei revisori dei conti.

Nei vari interventi, però, ci si è sbilanciati anche sulla ipotetica mozione di sfiducia, il cui spettro ormai aleggia da un po’ sul capo del sindaco, e sul deposito delle 13 firme dal notaio che farebbero decadere l'amministrazione. Ad esporsi, in particolare, è stato il consigliere Longo. Ma la sua posizione appare condivisa anche dagli altri tre consiglieri presenti all’incontro.

«Vogliamo gridarlo: in nessun momento, dal 22 luglio, abbiamo parlato di inciuci» ha esordito Longo. «Lo abbiamo detto chiaramente. Ma si continua a strumentalizzare le nostre dichiarazioni sia su certa stampa sia sui social. Mercoledì il sindaco ha convocato la conferenza dei capigruppo cui hanno partecipato tutti tranne Direzione Italia e Paolo Loizzo. Durante l’incontro il sindaco e il segretario generale hanno rappresentato le enormi difficoltà degli uffici comunali dovute alla mancanza dei revisori. Questi vengono sorteggiati dalla prefettura, sono triennali e ora il loro incarico è scaduto, e questo non è colpa della amministrazione. Oltre alla paralisi politica, c’è quindi anche quella degli uffici.

Date per certe sia la frattura tra sindaco e parte della maggioranza e sia la nostra volontà di non appoggiare a maggioranze trasversali, è evidente che sarebbe follia aggravare la situazione. Quindi quello che i capigruppo hanno accettato di dare è un supporto tecnico e non politico. Si tratta di una presa d’atto in quanto il punto non va nemmeno votato. Semplicemente partecipare al consiglio fino al punto dei revisori significa farlo passare. Quindi dire "voglio partecipare al consiglio ma non alla ratifica" è una fesseria. Siamo disposti a intervenire con un atto di responsabilità per non aggravare la situazione. Corrado De Benedittis diceva di non partecipare a inciuci tecnici: ma nel verbalino dell’incontro con il sindaco si dice che tutti i presenti erano disponibili a essere presenti per ratificare i revisori, avendo la questione valenza tecnica e non politica. Nessuno lo ha contestato. C’è molta gente che da settimane fa campagna elettorale e lo fa attraverso la strumentalizzazione sistematica delle notizie. Perché c’è tutta questa attenzione su di noi? Perché non abbiamo i fili dei pupari che invece controllano altri? Lo capiremo a maggio.

Si straparla della mozione di sfiducia. Anche questa è una strategia da campagna elettorale perché se la frittata l’ha fatta la maggioranza, è la maggioranza che deve risolverla. Vadano loro dal notaio con le loro nove firme. Quando vedrò le loro nove firme e le motivazioni, garantisco che anch’io io metterò la mia e le quattro firme mancanti si troveranno. Ho invece l‘impressione che invece si attendano le nove firme dell’opposizione per poi aggiungerne altre quattro a caso e poi raccontare a maggio che il sindaco l’ha fatto cadere l’opposizione con qualche fuoriuscito di Direzione Italia. Prendetevi la responsabilità politica del fallimento. Se il sindaco vorrà dimettersi bene, ma il metodo più veloce e democratico sono le 13 firme dal notaio».

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«La natura della questione è tecnica» ha poi aggiunto Michele Lotito tornando a parlare dei revisori dei conti. «Gli uffici sono fermi e si fermeranno ancora di più. A ottobre inizierà la mensa scolastica e ci saranno problemi, per questo mi sento chiamato in causa anche come cittadino. Da un punto di vista tecnico è giusto essere presenti alla ratifica dei revisori. Ma non ci sono inciuci o promesse. Nessuna stampella. Se la ratifica andrà a farla il commissario, perderemmo altri due o tre mesi con ulteriori danni per i cittadini».

È stata poi la volta di Emanuele Lenoci. «Io spero che finora il sindaco sia stato in buona fede. Perché se fosse già arrivata la lettera di diffida della Prefettura (pare di no, ndr) per la mancata approvazione dei debiti fuori bilancio e fossero quindi già partiti i veni giorni entro i quali approvare le variazioni, non vorrei che la ratifica dei revisori serva al sindaco per mandare una lettera alla Prefettura e chiedere tempo. Se il sindaco vuole guadagnare tempo e ricompattarsi con la maggioranza, si scordi un nostro appoggio. Venga in consiglio comunale e dica chiaramente cosa lo divide da Direzione Italia, Forza Italia e Lega».

«Oggi raccogliamo le conseguenze di quanto accaduto nel precedente consiglio» ha poi concluso Vito Bovino. «Noi abbiamo abbandonato l’aula perché stanchi delle chiacchiere. Però, piuttosto che essere rimarcato l’atteggiamento del sindaco e della maggioranza che non fa il suo dovere, si guarda a noi che saremmo “inciucisti tecnici”. Ma noi non andremo mai in maggioranza. Non abbiamo problemi a ratificare una questione tecnica, a noi non arriva nessuna imbeccata da parte di nessuno. Noi anteponiamo l’interesse collettivo all’interesse particolare. È tempo che il sindaco dica se rapporto con Direzione Italia è finito e poi dia dimissioni irrevocabili».

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