La nota

Crisi amministrativa, il Pd: «Il sindaco sciolga i nodi o si presenti una mozione di sfiducia»

«I cittadini di Corato brancolano nel buio, non sono da lei informati sulla vera causa della crisi sua e della sua maggioranza» scrive il partito a D'Introno

Politica
Corato venerdì 16 agosto 2019
di La Redazione
Assemblea Pd
Assemblea Pd © CoratoLive.it

È una sorta di lettera aperta quella scritta dal Partito Democratico di Corato e indirizzata al sindaco D'Introno. Al centro c'è sempre la crisi dell'amministrazione: il partito chiede al primo cittadino di spiegare «la vera causa della crisi sua e della sua maggioranza. Se il sindaco non riesce a sciogliere autonomamente, questi pericolosi nodi, sia la sua maggioranza, che non lo sostiene, certo con l’apporto delle minoranze a portare fuori da questa gravissima e inusitata situazione Corato presentando e votando una mozione di sfiducia».

La nota integrale:

«Egr. Sindaco, ad oggi 16 agosto 2019 i cittadini di Corato brancolano nel buio, non sono da lei informati sulla vera causa della crisi sua e della sua maggioranza. La città è lasciata allo sbando! Il consiglio comunale è bloccato, l’approvazione dei debiti fuori bilancio con tutti i danni che ne conseguono per la comunità ormai grazie a lei ed alla sua maggioranza sono saltati e ci fermiamo qui.

Egr. Sindaco perchè i coratini non devono sapere le motivazioni delle sue dimissioi poi ritirate? Mancanza di volontà o incapacità di approcciarsi con l’altro o un impedimento politico sconosciuto?

Fa specie e disorienta tutti che un sindaco non abbia nemmeno il buonsenso di decretare le dimissioni e di finirla con questa inutile e ridicola farsa! Lei dice “lo vogliono i coratini che io rimanga”. Ma chi? Ma quanti? Solo pochi intimi? Il sindaco per essere credibile deve fare chiarezza, deve essere trasparente deve elencare la/le verità sulle dimissioni poi ritirate, questo vogliono i cittadini di Corato.

La nostra è una democrazia rappresentativa pertanto o il sindaco ha una maggioranza in consiglio comunale e quindi governa la città o se questo presupposto manca deve dimettersi liberando Corato da lacci e lacciuoli e dando così la possibilità di tornare alle elezioni per determinare una vera maggioranza in grado di amministrare! I tatticismi inutili non servono perché confondono e rovinano la città!

Se il sindaco non riesce a sciogliere autonomamente, questi pericolosi nodi, sia la sua maggioranza, che non lo sostiene, certo con l’apporto delle minoranze a portare fuori da questa gravissima e inusitata situazione Corato presentando e votando una mozione di sfiducia al sindaco.

La maggioranza, che non sostiene il sindaco, faccia chiarezza e metta, comunque in atto qualunque altra azione che faccia chiarezza sulle varie posizioni e liberi Corato da questa situazione pericolosissima, costosissima, surreale.

Altrettanto il sindaco non utilizzi le dimissioni come strategia politica, se hanno un fondamento le presenti e non le ritiri restituendo ai Coratini la libertà di scegliere con nuove elezioni».

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I commenti degli utenti
  • Votavo partito democratico ha scritto il 16 agosto 2019 alle 20:22 :

    È incredibile che accusando il sindaco, eletto legittimamente per quelle che sono le regole della democrazia, di mancata rappresentatività, dimentichiate, Voi che avete masochisticamente (come sempre) determinato l'ennesima sconfitta del centrosinistra facendo sì che si potesse vincere con meno del 20%, che ormai, proprio Voi, abbarbicati in una gestione del Partito "a tutti i costi" rappresentate, a questo punto, solo pochi INTIMI. Rispondi a Votavo partito democratico

  • Ctarricone ha scritto il 16 agosto 2019 alle 19:28 :

    Toh, respirano ancora? Rispondi a Ctarricone

    Votavo partito democratico ha scritto il 17 agosto 2019 alle 05:07 :

    Si, li tiene in vita la speranza che Direzione Italia confluisca nel movimento di Emiliano. A Corato potrebbero avere l'illusione di stare dalla parte "del più forte" Rispondi a Votavo partito democratico

  • salvatore di gennaro ha scritto il 16 agosto 2019 alle 12:49 :

    Il PD, ennesimo ed ultimo camaleontismo del vecchio PCI, può solo ormai "parlare". Combattuto tra liberismo economico e assistenzialismo puro, apertura più che totale agli immigrati e affini e strenuo protezionismo degli altri Stati, nazionalismo fasullo e cosmopolitismo, consociativismo e timidissimo individualismo, ha ormai perso la bussola sul dove dirigersi. Non è capace di troncare con le vecchie ideologie e deve sempre trovare, per sopravvivere, un nemico esterno contro il quale combattere, non trovandolo invece in se stesso. Non ha progetti validi, riforme fattibili da portare avanti. Si trova in quello stato di inutile, anacronistico e deleterio limbo socio-politico, dal quale non riesce ad uscire. Costituisce, assieme agli altri partiti, un pietoso, penoso, "caso italico". Rispondi a salvatore di gennaro