La nota

M5S, Longo: «Tutto cambia perché nulla cambi. A pagare è la città»

«Incolpare il Movimento 5 Stelle per aver scelto coerentemente la via della lista unica e del rifiuto ad ogni tipo di inciucio è più facile che ammettere i propri errori»

Politica
Corato lunedì 22 luglio 2019
di La Redazione
Longo, consigliere del Movimento 5 Stelle
Longo, consigliere del Movimento 5 Stelle © CoratoLive.it

Anche Nico Longo, consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle rende noto il suo pensiero sulla profonda crisi amministrativa di queste ore attraverso un comunicato stampa.

«“Tutto cambia perché nulla cambi”. Il gruppo politico che ha amministrato Corato negli ultimi anni - scrive Longo - e che alcuni mesi fa ha consegnato la città al commissario prefettizio, dopo aver rocambolescamente riconquistato i consensi sufficienti per tornare al potere, oggi torna a mostrarsi in tutto il suo splendore».

«Dopo la quarantena post proclamazione pregna di dichiarazioni, repliche, controrepliche, interventi regionali, toto giunta, conferme e smentite, oggi il Sindaco D’Introno conclude questa girandola di emozioni rassegnando le dimissioni. A pagare è la città e i suoi cittadini, ancora una volta violentati dagli interessi di pochi, dai giochi di potere per le prossime elezioni regionali, dal maledetto manuale Cencelli che rende la giunta uno strumento di misura del potere dei partiti anziché, come dovrebbe essere, lo staff di professionisti fedeli al primo cittadino».

«Purtroppo - conclude il consigliere pentastellato - i mali non vengono mai da soli: oltre alla triste pagina politica della nostra città, siamo costretti a sorbirci i sermoni di alcune delle cariatidi politiche che l’elettorato ha già pesantemente giudicato. Evidentemente per qualcuno, ad un mese e mezzo dalle votazioni, incolpare il Movimento 5 Stelle per aver scelto coerentemente la via della lista unica e del rifiuto ad ogni tipo di inciucio, è più facile che ammettere i propri errori che hanno riconsegnato la città alla metà della vecchia amministrazione di cui, comunque, faceva parte».

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