È referente dell'Udc, uno dei partiti che hanno sostenuto Amorese nella sua corsa a Palazzo di città

Elezioni, Attilio De Palma: «Adesso parlo io»

Il referente dell'Udc ringrazia il candidato Claudio Amorese anche di aver «resistito a pettegolezzi e maldicenze. Una macchina del fango vera e propria che non ha avuto nella storia politica coratina»

Politica
Corato mercoledì 12 giugno 2019
di La Redazione
Attilio De Palma
Attilio De Palma © n.c.

Sono affidate a un lungo post su facebook le considerazioni di Attilio De Palma al termine delle elezioni che hanno visto prevalere al ballottaggio Pasquale D'Introno su Claudio Amorese.

De Palma - referente dell'Udc, uno dei partiti che ha sostenuto Amorese nella sua corsa a Palazzo di città - si rivolge proprio al suo candidato sindaco per ringraziarlo, tra le altre cose, anche di aver «resistito ai pettegolezzi, alla disarmante faziosità di taluni ed alle maldicenze di talaltri. Una macchina del fango vera e propria che non ha avuto eguali nella storia politica coratina. Il mio sguardo volge anche a chi, si è fregiato di ergersi a novello censore, muovendo fantomatiche quanto infondate, oltre che calunniose, accuse anche al mio indirizzo, il tutto all'evidente strumentale vile fine di indebolire te».

Il post integrale.

«Caro Claudio - scrive De Palma - affido a questo post il mio pensiero sulla campagna elettorale che non ho espresso fino ad oggi, per ragioni di rispetto nei confronti di chi mi aveva chiesto a gran voce di astenermi dal commentare. Ti scrivo da uomo libero, con la mano guidata dal cuore, perché, con l'emotività che vivo e mi caratterizza, non riuscirei a parlarti senza commuovermi.

Intanto un sentito grazie per la tua discesa in campo da candidato sindaco a sostegno di una coalizione composta da liste civiche e persone accomunate dalla voglia di mettere al centro interessi e bisogni dei cittadini. E soprattutto grazie per la passione, l'impegno, il sacrificio, la capacità di voler ascoltare sempre tutti, caratterizzanti questa meravigliosa quanto entusiasmante tua campagna elettorale. Hai fatto vivere un sogno bellissimo a tutti noi, a tutti coloro i quali anelavano da tempo e invocavano a chiare lettere un cambiamento, una politica più incisiva rispetto al passato.

Grazie per aver resistito ai pettegolezzi, alla disarmante faziosità di taluni ed alle maldicenze di talaltri e, da buon comandante, tu abbia condotto la nostra barca ad un passo dall'attracco, nonostante la tempesta di fango che i falsi amici dell'ultima ora hanno volutamente alimentato sugli uomini del mio partito, che ti sostenevano. Sì, perché su di te, sul tuo passato, sul tuo presente cristallino, sarebbero tutti pronti ad emulare Muzio Scevola. Una macchina del fango vera e propria che non ha avuto eguali nella storia politica coratina.

Il mio sguardo volge anche a chi, si è fregiato di ergersi a novello censore, muovendo fantomatiche quanto infondate, oltre che calunniose, accuse anche al mio indirizzo, il tutto all'evidente strumentale vile fine di indebolire te. Inutile rammentare a qualcuno, che le risposte, le danno i comportamenti e le azioni, non le parole!!!

Claudio, ora le elezioni sono terminate, abbiamo un sindaco, che nel rispetto di quella che è stata la volontà degli elettori, spero sia il sindaco di tutti ed anzi, conoscendolo da tempo, seppur in ambito non politico, ne sono certo. Al sindaco Pasquale D'Introno e alla Giunta tutta non possiamo che augurare, di vero cuore, un proficuo, costante e laborioso lavoro ispirato al bene dei cittadini tutti.

Claudio, ho letto i tuoi post dai forti contenuti di amarezza e delusione, da amico ti dico che devi avere la forza di superare tutto questo, perché chi fa politica non deve dar spazio ai sentimenti. Non possono esistere nemici, ma solo avversari, che oggi sono tali e che domani possono diventare compagni di viaggio per promuovere il bene della nostra comunità. Io non so se potrò accompagnarti in altri impegni elettorali perché purtroppo devo pensare a me, alla mia salute, al mio male che è tornato più forte di prima, e speriamo possa riuscire a sconfiggerlo.

Caro Claudio, ai detrattori della politica dobbiamo dire che la campagna elettorale è finita e chiedere rispetto. Infine, un solo monito mi viene da farti: vivi sempre, forte dentro di te, il bisogno di condividere ogni momento della tua vita con la tua famiglia, perché sono solo questi gli affetti veri e non ti tradiranno mai, e che ti aiuteranno a superare i momenti più bui della vita. Ti voglio bene, Attilio».

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I commenti degli utenti
  • Luigi CIALDELLA ha scritto il 13 giugno 2019 alle 13:38 :

    Se stavi zitto facevi miglior figura!!! Rispondi a Luigi CIALDELLA

  • depechemode ha scritto il 13 giugno 2019 alle 11:51 :

    ti stavamo aspettando.grazie per la tua poesia ci hai commosso ...ma per favore..... Rispondi a depechemode

  • Bruna69 ha scritto il 13 giugno 2019 alle 11:27 :

    ma'.......... Rispondi a Bruna69

  • nerdrum ha scritto il 13 giugno 2019 alle 07:02 :

    parole, non son altro che parole, che tu dici per convincere meeeee!!! (NICO ED I GABBIANI 1967) Rispondi a nerdrum

    corvo rosso ha scritto il 13 giugno 2019 alle 09:37 :

    Credo che le ragioni della sconfitta non stiano nelle qualità del Candidato ma nella composizione della sua armata. I suoi sostenitori sono ben noti da lungo tempo ed evidentemente costituiscono per l' elettorato un pericolo ben maggiore di quello rappresentato dal suo avversario e dalla corte di questi ! Rispondi a corvo rosso

    Nico ha scritto il 13 giugno 2019 alle 12:49 :

    Esattamente Rispondi a Nico

  • Victor ha scritto il 13 giugno 2019 alle 05:05 :

    Se permettete, adesso devo parlare io!! Rispondi a Victor

  • salvatore di gennaro ha scritto il 13 giugno 2019 alle 04:48 :

    Compenetrandomi col problema di Attilio (quel "male" al quale egli credo alluda, ha fatto visita anche a me), noto che il "pathos" che accompagna da sempre lo svolgersi delle nostre vicissitudini, emerge continuamente. E' il retaggio del teatro greco, cultura che ci ha lasciato un segno indelebile, delle storie terminate quasi sempre in tragedia. Non si riesce ad accettare serenamente una sconfitta: bisogna scovare i responsabili, i complici, le trame, le congiure che ci sono state alla sua base, reagir loro contro. Ed esaltare, da tetragoni, quello che si è fatto per evitarla, ma mai evidenziare quello che invece non si è fatto o si è eluso, che è ben più importante. Un fallimento deve essere un punto dal quale ripartire, non un appoggio sul quale inutilmente insistere. Rispondi a salvatore di gennaro

  • Ettore miscioscia ha scritto il 12 giugno 2019 alle 19:46 :

    Ti conosco solo di fama attilio so che sei un grande e per questo ti rispetto in bocca al lupo per il tuo problema. Rispondi a Ettore miscioscia

  • Antonio Caputo ha scritto il 12 giugno 2019 alle 19:21 :

    Era ora!!! eravamo tutti un po in pensiero.............adesso ha parlato Lui!!!! Rispondi a Antonio Caputo