Nomi e numeri saranno ufficiali domani dopo le 12, termine ultimo entro il quale i partiti dovranno depositare le liste nella mani dei funzionari dell'ufficio elettorale

Elezioni, domani la consegna delle candidature. Nove gli aspiranti sindaci con 28 liste al seguito

La schiera di coloro che aspirano a uno dei 25 posti in palio - la poltrona del primo cittadino più i 24 scranni dei consiglieri - è nutrita come non mai. Negli ultimi decenni non si ricorda una moltitudine di candidati così folta

Politica
Corato venerdì 26 aprile 2019
di La Redazione
Elezioni comunali
Elezioni comunali © n.c.

Il dado è (quasi) tratto. Tra un mese esatto, il prossimo 26 maggio, si apriranno i seggi per le elezioni amministrative nelle quali si eleggeranno il nuovo sindaco e il consiglio comunale.

La schiera di coloro che aspirano a uno dei 25 posti in palio - la poltrona del primo cittadino più i 24 scranni dei consiglieri - è nutrita come non mai. Negli ultimi decenni non si ricorda - a Corato come nelle città vicine - una così folta moltitudine di candidati.

Nomi e numeri saranno ufficiali domani dopo le 12, termine ultimo entro il quale i partiti dovranno depositare le liste nelle mani dei funzionari dell'ufficio elettorale. In vista della scadenza, quindi, può risultare utile un riepilogo dei candidati sindaco e delle relative liste.

Salvo sorprese dell'ultim'ora, a giochi fatti gli aspiranti sindaci saranno addirittura 9 con ben 28 liste a supporto. Da destra a sinistra, la parole d'ordine è frammentazione.

Nel centrosinistra, com'era prevedibile, gli appelli all'unità non hanno funzionato. E così ecco tre candidati dalla stessa area: in ordine alfabetico Vito Bovino con le liste Nuova Umanità, Pd e Bovino Sindaco; Corrado De Benedittis con Rimettiamo in moto la città e Demos e Paolo Loizzo che presenta Ape, Italia in Comune, Presenza Democratica e Sinistra Democratica.

La più numerosa è la coalizione del Polo di Centro: il candidato sindaco è Claudio Amorese, sostenuto dalle liste Udc, Democrazia cristiana europea, Sud al centro, Corato nel cuore, Obiettivo comune e Puglia popolare.

Spostandoci più a destra sono cinque le liste a sostegno di Pasquale D'Introno: Direzione Italia, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Idea e Lega. Poi ci sono i due Mazzilli, ciascuno con la propria lista: l'ex sindaco Massimo con Città Nuova e Cataldo con il Movimento nazionale per la sovranità.

Sono cinque anche le liste per Emanuele Lenoci (Indipendenza civica, Rinnovamento Corato, Altra Corato, Nuove strade per Corato e Orgoglio per Corato), mentre Niccolò Alessandro Longo è il candidato in corsa con il Movimento Cinque Stelle.

Domani, con la consegna delle liste, verrà ufficializzato anche il lunghissimo elenco dei candidati consiglieri: se tutte le liste fossero complete e presentassero 24 nomi, si raggiungerebbe la cifra record di 672 aspiranti consiglieri.

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I commenti degli utenti
  • Pippo Pippo ha scritto il 26 aprile 2019 alle 19:46 :

    Ognuno voterà il parente o l'amico. Non cambierà nulla. Almeno gli altri anni si offrivano caffè nei bar, pacchi di pasta, buoni benzina e festicciole varie... Rispondi a Pippo Pippo

  • nerdrum ha scritto il 26 aprile 2019 alle 10:00 :

    commissario prefettizio a vita. efficienza e sintesi. mi viene l'orticaria al pensiero di questa autoreferenziata pletora, di candidati all'amministrazione della città. podestà? no!! ma, come per la candidatura alla dirigenza nella p.a., dovrebbe esserci la documentata esperienza nella gestione della "res pubblica". i 672 candidati consiglieri diventerebbero 60, i candidati sindaco da 9 a 3. Rispondi a nerdrum

    M.B ha scritto il 26 aprile 2019 alle 12:34 :

    Concordo con te caro nedrum ....ci sono dei candidati al consiglio comunale. ..che in un paese normale. ...Non dovrebbero andare neanche """Atturn o'stradon""" Rispondi a M.B

  • Maria ha scritto il 26 aprile 2019 alle 05:33 :

    Nove candidati sindaci e 28 liste significano solo una cosa: l'ingovernabilita' della nostra Corato che andrà incontro ancora a degrado... Se non fosse per un forte senso civico, non andrei neanche a votare. Rispondi a Maria

  • salvatore di gennaro ha scritto il 26 aprile 2019 alle 04:11 :

    28 liste significano altrettanti modi diversi di guardare alla politica. E' chiaro che questo non è un segno di democrazia, come si vorrebbe orgogliosamente far credere, ma di confusione, di mancanza di chiarezza d'idee. E' la dimostrazione di come non si abbia alcuna voglia di scendere a compromessi con le proprie convinzioni, non desiderando assoggettarle alla più razionale ed opportuna esigenza di completa amalgama, con altre quasi simili. E' la volontà di distinguersi a tutti i costi, di mostrare la propria differenza con gli altri. E' il succo di come si è formato il "popolo" italiano: un insieme di gruppi, ognuno per la propria strada, uniti a caso e momentaneamente, solo per il raggiungimento di singoli fini utilitaristici. E c'è molta riottosità nel riconoscere tale anomalia. Rispondi a salvatore di gennaro

    disco disco ha scritto il 26 aprile 2019 alle 07:14 :

    Assolutamente d'accordo. Parliamo tanto di Unità ma è solo una ipocrisia. Basta guardare a chi tra le liste si fregia di essere "terrone" non facendo altro che dividere metaforicamente l'Italia dimenticando di quando si criticava chi (del NORD) la voleva dividere. O il PD che nasce spaccato ma critica il CentroDestra. O ancora il Centrodestra che è diviso per via di individualismi vari ma poi si unirà (con i vari UDC, CAPUTO, MAZZILLI, ecc...) per la spartizione delle poltrone. E poi ci sono miriade di volti che si candideranno, molti dei quali senza un senso, scelti per neutralizzare l'altro candidato magari nella stessa famiglia o luogo lavorativo, e che si sentiranno importanti giusto in 1 mese per poi ritornare nell'anonimato. Rispondi a disco disco