«Il servizio, fiore all’occhiello della nostra città sin dal 2000, oggi rischia di chiudere e lasciare nell’incertezza gli utenti, le famiglie degli utenti e gli operatori»

Addio al progetto "Open", niente più fondi per i servizi offerti dalla comunità "I girasoli"

Ieri a portare la questione all’attenzione del consiglio comunale è stato il consigliere Giuseppe D’Introno: «il servizio è stato assicurato dal Piano di zona solo fino al prossimo 11 settembre»

Politica
Corato mercoledì 05 settembre 2018
di La Redazione
I Girasoli
I Girasoli © CoratoLive.it

Corato sta per perdere uno dei servizi più importanti e delicati offerti ai cittadini in difficoltà ed alle loro famiglie. Si chiama “Open”, ma per tutti è l’opera portata avanti dalla cooperativa “I Girasoli”.

Ieri a far arrivare la questione all’attenzione del consiglio comunale è stato il consigliere Giuseppe D’Introno: «il servizio - ha detto - è stato assicurato dal Piano di zona solo fino al prossimo 11 settembre».

L’obiettivo del servizio è quello di seguire, tutelare e accompagnare gli utenti nel percorso di aiuto nel periodo di post dipendenza patologica da droghe. «Ad oggi - ha spiegato D’Introno - il servizio viene svolto nella sede della cooperativa “I girasoli” a Corato, ma anche al “Clad” a Terlizzi e nei laboratori artistici a Ruvo. Nel complesso il servizio segue dagli 11 ai 15 utenti, molti dei quali senza fissa dimora e in esecuzione penale esterna. Impiega 8 lavoratori far psicologi, counselor, operatori socio sanitario e assistenti sociali.

Il servizio, fiore all’occhiello della nostra città sin dal 2000, oggi rischia di chiudere e lasciare nell’incertezza gli utenti, le famiglie degli utenti e gli operatori. Vorrei conoscere quali sono gli orientamenti degli uffici e dell’amministrazione in questo ambito e quale sarà il futuro vero di questa realtà e dei suoi lavoratori».

Dalla risposta del sindaco pare che il servizio non avrà seguito: «”Open” così com’è non può essere più finanziato. Nella nuova programmazione, fermo restando che troveremo il modo per traghettare verso il nuovo servizio, ci siamo immaginati un servizio che dia le stesse risposte e le migliori.

Devo dire una cosa: spesso quel servizio non veniva fruito da persone che ne hanno bisogno dell’ambito di Corato, Ruvo e Terlizzi. Venivano affidate persone di altri ambiti che non avevano quel servizio. E allora ci siamo preoccupati di avere un servizio più adeguato rispetto alle famiglie bisognose, per le persone che si trovano senza assistenza di nessun tipo e magari hanno bisogno di una azione di contrasto rispetto alle dipendenze, di vario tipo. È previsto quindi un servizio non uguale ma più efficace rispetto a quello. Nel bilancio stiamo inserendo delle entrate che servono ad alimentare i servizi sociali».

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I commenti degli utenti
  • salvatore di gennaro ha scritto il 05 settembre 2018 alle 13:10 :

    E' un classico: le istituzioni centrali favoriscono, con la politica inadeguata, la nascita di devianze sociali; quelle periferiche devono sostenere onerosamente le iniziative per combattere tali devianze. Ma queste mie sono solo ciarle: tali realtà negative esistono e, di chiunque sia la responsabilità (è, secondo me, di tutti noi), vanno congruamente affrontate. Rispondi a salvatore di gennaro

    teresa de meo ha scritto il 06 settembre 2018 alle 06:03 :

    condivido pienamente . Purtroppo il lavoro fatto in tutti questi anni dalle operatrici della cooperativa si vede annullato e le famiglie che hanno queste problematiche ora non sanno più a chi rivolgersi. Prima di chiudere i rubinetti l' amministrazione o i servizi preposti ad erogare fondi dovrebbero già a priori preoccuparsi di come sopperire a tale mancanza. E' troppo facile lasciare al dopo problematiche che vanno risolte al momento .Un plauso va alle operatrici che con tanto impegno hanno portato avanti il progetto 'Open' in tutti questi anni. Rispondi a teresa de meo