​Cosa indicano le lettere IHS diffuse nel centro storico? In un censimento eseguito nel 2019 si è constatata la presenza di ben 50 Trigrammi, un numero andato ben oltre le aspettative

Svetta su balconi e finestre del borgo antico: il trigramma IHS "scudo" anche contro le epidemie

In passato era uso comune apporre immagini a perenne salvaguardia della casa e dei suoi residenti ​da "malefici" e malattie. Tra le icone religiose più utilizzate dai coratini c'era il Trigramma di San Bernardino

Cultura
Corato giovedì 17 settembre 2020
di La Redazione
Svetta su balconi e finestre del borgo antico: il trigramma IHS
Svetta su balconi e finestre del borgo antico: il trigramma IHS "scudo" anche contro le epidemie © CoratoLive.it

Dopo i mesi difficili del lockdown, speravamo di aver messo un grosso freno alla pandemia. In questi giorni, invece, stiamo assistendo ad un nuovo aumento dei contagi. Così, quando manca poco all’inizio di un nuovo anno scolastico, ci troviamo a confrontarci ancora una volta con dubbi e paure. Per superare questa fase dovremo quindi continuare ad attenerci scrupolosamente alle linee guida diffuse dagli esperti.

Nel passato, invece, la scienza medica non era ancora giunta ai traguardi di oggi nella cura delle malattie e quindi non sempre i trattamenti, farmacologici e non, si rivelavano pienamente efficaci. Spesso, quindi, l’unica speranza di guarigione era riposta nella divina provvidenza.

Infatti durante le epidemie, come quelle che colpirono Corato nel 1483 e nel 1656, tra la popolazione - sia quella più superstiziosa che quella più credente - era uso comune apporre immagini, pagane o cristiane, a perenne salvaguardia, benedizione e protezione della casa e dei suoi residenti dai malefici, dalle “streghe”, dai “demoni” e anche dalle malattie che venivano ritenute delle punizioni divine per i peccati commessi dall’umanità. Per cui occorreva fare penitenza, pregare e chiedere un’intercessione per ottenere il perdono e sperare che l’epidemia finisse.

Tra le icone religiose utilizzate dai coratini tra il 1500 ed il 1600, una delle più diffuse nel centro storico della città era il Trigramma di San Bernardino (IHS): in un censimento eseguito nel 2019 (la ricerca completa a questo link) si è constatata la presenza di ben 50 Trigrammi, un numero andato ben oltre le aspettative.

Come racconta Giuseppe Magnini - cultore di storia locale e socio Archeclub Corato - i trigrammi hanno sempre suscitato un certo interesse riguardo il significato delle tre lettere rappresentate in vario modo, scolpite a rilievo o incise sugli architravi in pietra di porte e finestre dei vecchi fabbricati, ancor oggi visibili su via Roma, via Duomo, via Luisa Piccarreta, via De Mattis, via Notar Domenico e vico San Francesco, solo per citarne alcune.

Il Trigramma di San Bernardino, conosciuto anche col nome di Cristogramma o Monogramma Cristico, fin dal Medioevo ha avuto un uso amplissimo nell’arte figurativa della Chiesa Cattolica.

La sigla IHS si ricava dalle iniziali del nome greco di Gesù, Iesous (ΙΗΣΟΥΣ), dove la acca (H) prende il posto della eta (H) e la S prende il posto di sigma (Σ). Altre interpretazioni associano la sigla IHS all’acronimo: “Iesus Hominum Salvator”, cioè “Gesù Salvatore degli Uomini” (ovvero dell’Umanità).

L’abbreviazione IHS diventò popolare e si trasformò in un vero e proprio monogramma in seguito al diffondersi della devozione verso il Santissimo Nome di Gesù. Particolare impulso alla diffusione del trigramma è stato dato da San Bernardino da Siena, al cui nome esso resta associato ancora oggi.

All’inizio il frate francescano Bernardino utilizzò un simbolo che lo potesse aiutare durante le sue omelie nel lasciare traccia e memoria ai fedeli accorsi per la predicazione del Vangelo e per l’adorazione del Nome di Gesù, raffigurandolo su tavolette di legno, poste sull’altare durante la celebrazione eucaristica. L’elevata diffusione del Nome di Gesù, fatta da Bernardino, divenne causa di conflitti e di critiche da parte di altri ordini religiosi, che lo accusarono di eresia e di eccessiva lode riservava al Nome di Gesù.

Successivamente, per evitare un possibile uso idolatrico di tale simbolo, si decise di aggiungere una croce sopra il trattino trasversale della “H” maiuscola o di un tratto orizzontale sull’astina della “h” minuscola in modo da formare la croce.

Un numero così abbondante di 50 Trigrammi rappresenta certamente la testimonianza di una grande devozione che il popolo coratino ha avuto per il nome di Gesù, ma probabilmente il numero doveva essere anche superiore visto che numerose testimonianze attestano la loro presenza anche sui palazzi del centro storico crollati o demoliti e la possibile presenza di altri esemplari nelle case private (che possono essere segnalati all’indirizzo email corato@archeoclubitalia.org).

La conoscenza della simbologia dei trigrammi come anche quella dei rilievi, delle epigrafi e delle lapidi è importante perché vanno ad arricchire il patrimonio storico-artistico di Corato che andrebbe sempre valorizzato (un suggerimento per la futura amministrazione) colmando in questo modo le lacune nella storia generate nel corso dei secoli. Un grazie va a tutti i proprietari degli immobili e non che hanno preservato e reso visibili i Trigrammi.

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