Sabato sera

Un omaggio a Mozart per accogliere la nuova campana a San Domenico

Si sono esibiti i cori Modus Novus e Juvenes Cantores, diretti dal Maestro Luigi Leo e accompagnati dalla formazione musicale di archi e organo guidata dal primo violino Maestro Carmine Scarpati

Cultura
Corato martedì 25 giugno 2019
di La Redazione
Un omaggio a Mozart per accogliere la nuova campana a San Domenico
Un omaggio a Mozart per accogliere la nuova campana a San Domenico © CoratoLive.it

Un omaggio a Mozart per accogliere la nuova campana nella comunità parrocchiale.

Sabato sera, nella chiesa di San Domenico, i cori Modus Novus e Juvenes Cantores, diretti dal Maestro Luigi Leo e accompagnati dalla formazione musicale di archi e organo guidata dal primo violino Maestro Carmine Scarpati, hanno eseguito la Missa Brevis KV49 in Sol maggiore di Mozart e altri celebri brani dello stesso compositore, come il Misericordias KV222 ed il più noto mottetto Ave Verum KV618.

L’esibizione dei cori è stata preceduta dalle stupende Sonate KV245, KV67 e KV69 del geniale compositore, con cui i musicisti hanno deliziato il numeroso e caloroso pubblico presente.

Il concerto, come detto, si inserisce nelle celebrazioni relative all’acquisizione della nuova campana voluta dal parroco don Gino Tarantini e dalla sua comunità, nell’ambito delle più ampie operazioni di restauro del campanile parrocchiale.

La splendida guida del noto direttore coratino Luigi Leo, ancora una volta, ha regalato alla città un prezioso evento culturale, coniugando magistralmente la tecnica corale con le profonde emozioni visibilmente percepite dagli astanti.

Continua così il percorso delle formazioni corali del Modus Novus e degli Juvenes Cantores, apprezzate e premiate anche in ambito internazionale e applaudite, a Dicembre 2018, da un gremito teatro comunale di Corato, per il concerto “Dreamweaver”, sulle note del compositore norvegese contemporaneo Ola Gjeilo.

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I commenti degli utenti
  • Appio Claudio Cieco ha scritto il 25 giugno 2019 alle 05:12 :

    La Chiesa italiana: nulla è stata ed è, più, al centro dell'interesse nazionale. Osannata da chi la considera l'unico tramite verso l'illusorio concetto di "immortalità", antitesi al terrore della morte eterna, in nome del quale ci si inchina a riti alquanto anacronistici e si chiudono gli occhi a realtà contrastanti, fra le quali l'opulenza, il diffusissimo e scontato fenomeno della pedofilia, i presunti miracoli "mirati" (a chi si, a chi no); osteggiata da chi l'ha considerata e la considera un freno all'emancipazione del sud, troppo bigotto e poco interessato, perché intento in altro, alle proprie vicende storiche e sociali. Parlarne bene, male? Non ha senso: Essa esiste perché un popolo vuole che essa esista: formano un insieme omogeneo, che vivrà finché tale popolo esisterà. Rispondi a Appio Claudio Cieco