Non è un caso che la terza edizione si sia conclusa con un’inaugurazione, quella del progetto “Street Art e Santità” la cui prima opera è la Madonna Fotografica di Claudio Laudani

Verso sud «è un’opera collettiva»: il bilancio del Festival

I Venti di Verso Sud continueranno a spirare, di qui al prossimo festival, il cui tema sarà “La ferita”

Cultura
Corato lunedì 24 settembre 2018
di La Redazione
Verso sud, la giornata dedicata al corpo
Verso sud, la giornata dedicata al corpo © Verso sud

È passata una settimana dall’ultima giornata del festival Verso Sud, è tempo di bilanci. Non è un caso che la terza edizione si sia conclusa con un’inaugurazione, quella del progetto “Street Art e Santità” la cui prima opera è la Madonna Fotografica di Claudio Laudani, mostrata per la prima volta domenica 16 a notte fonda con l’accompagnamento della viola da gamba di Vito Maria Laforgia, è simbolo che i Venti di Verso Sud continueranno a spirare, di qui al prossimo festival, il cui tema sarà “La ferita”.

Nelle sue cinque giornate Verso Sud è stato un racconto, quello di una “Cura”, affrontato secondo cinque sguardi, uno per ogni giornata: il silenzio, l’oscurità, la luce, il corpo, l’amore. Un intreccio tra poesia, teatro, musica, arti visive e performative che ha coinvolto un vasto pubblico proponendo propone artisti di grande qualità, senza mai fare scelte ruffiane solo perché popolari. Le quattro mostre e installazioni inaugurate da Verso Sud, in piazza Abbazia e in largo Aregano, saranno aperte ai visitatori fino al 30 settembre dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 18.30 alle 21.00.

«Verso sud è un’opera collettiva: non esisterebbe senza l’aiuto di una comunità, quella di Corato, ma anche quella allargata e provvisoria del festival tutto, che ha messo a disposizione le sue risorse umane ed economiche per far sì che tutto questo potesse accadere. Per questo - dichiarano Luigi Piccarreta e Giuliano Maroccini, direttori artistici di Verso Sud - il nostro ringraziamento va a tutte le persone e le attività che ci hanno aiutato, e il nostro abbraccio va a tutto la nostra piccola immensa squadra di lavoro. Il festival è stato molto intenso e faticoso per noi.

Non abbiamo ancora la percezione di quello che è successo: tante emozioni si sono sovrapposte, tanti artisti hanno lasciato dentro di noi il loro segno, la loro carica umana. Abbiamo osato, sperimentato. Siamo stati insieme fino a notte fonda. Tanti gli incontri, tutti importanti, necessari. Abbiamo fatto del nostro meglio, nella consapevolezza che “la cura”, il tema affrontato quest’anno, è una tensione, un punto lontano verso il quale tendere. Per questo vogliamo ringraziare tutti gli artisti che hanno preso parte a questo viaggio, scusandoci per ogni involontaria dimenticanza, ogni debolezza, ogni cosa che richiedeva più cura di quella che siamo riusciti a dedicare: abbiamo fatto del nostro meglio e insieme miglioreremo. Verso Sud serve a cambiare noi stessi, prima ancora che il paese e le persone che vi partecipano».

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