Il Festival organizzato dall’associazione “Lavorare stanca”

Verso sud, l’ultimo sguardo è “amore”

Il programma della giornata di oggi, l’ultima del festival. Il racconto della attività di ieri

Cultura
Corato domenica 16 settembre 2018
di La Redazione
Verso sud, la giornata dedicata al corpo
Verso sud, la giornata dedicata al corpo © Verso sud

Dopo un percorso di Cura, il sentimento che vince su tutto è l’Amore e l’ultimo sguardo di Verso Sud è rivolto all’Amore. La cura è amore, è la parola che cura, la voce che riempie il silenzio e illumina il buio, la forza che rende vivo il corpo e fertile la terra.

Alle 10.00, in Piazza dei Bambini, Fuad Aziz costruirà con i bambini di Controra – piccola scuola naturale “Il villaggio dei popoli”, un villaggio del mediterraneo realizzato con carta e cartone.

Giovannangelo De Gennaro, Nicola Nesta e Peppe Leone metteranno in scena nel Chiostro del Comune alle 11.30 “Pro-fuga – Suoni, visioni e profumi migranti”

Due musicisti che s’incontrano e dialogano con strumenti musicali del mediterraneo, proponendo un coinvolgente viaggio attraverso le musiche migranti, l’elettronica e l’arte della cucina.

Pro-fuga è il risultato di una ricerca fatta di suoni e ingredienti lontani che, nota dopo nota si avvicinano, per mettere su una tavola fatta di differenze, un piatto costruito attraverso il bisogno del nutrimento non soltanto fisico. «A seguire: piccolo pranzo etnico comunitario ma solo se portate qualcosa - scrivono da Lavorare stanca - E come da tradizione domenicale, dopo pranzo non può mancare la partita di pallone». Alle 15.00, infatti, nel campetto della Parrocchia Sacra Famiglia si sfideranno senza esclusione di colpi “Bianchi contro Negri”.

Dell’”Odissea di un migrante” si chiacchierà alle 17.00 al Caffè della controra, con Mohamed Ba, Viviana Di Bartolo, Annalisa Camilli, Kader Diabate, Daniela Maggiulli, modera Francesco Oggiano

Perché lasciano il loro Paese per tentare la via del mare? Com’è veramente il loro viaggio? E una volta qui, si rubano veramente i nostri soldi? Qualche domanda terra terra su chi lascia la propria terra. Con le risposte e i racconti di chi quell’odissea l’ha vista da vicino.

A seguire, in Piazza dei Bambini, Mohammed Ba, formatore, educatore, attore e drammaturgo teatrale, metterà in scena il monologo “Il Riscatto. Dalla Savana al Municipio”

Il riscatto è uno spettacolo che ci porta a toccare con mano tutto quello che bisogna sapere sul fenomeno migratorio, e forse a capire almeno un perché tra gli altri mille perché.

Alle 19.30 nella chiesa di San Francesco, Cantillazioni, la performance di danza di e con Amalia Franco, Anna Moscatelli, Renata Frana “È un atto d’amore. Quell’amore che ristruttura e ripara l’architettura della creazione. Lo ‘stato amoroso’ del corpo corrisponde allo slancio fuori, verso altro da sé, alla rinuncia, anche solo per un attimo, al proprio personale baricentro.”

Corato è il primo paese al mondo ad aver adottato un poeta. Paolo Maria Cristalli adesso vive anche grazie a una pensione di genialità raccolta dalla comunità di Verso Sud attraverso un crowdfunding. Alle 20.30 al Teatro degli Intonaci, le sue poesie si mescoleranno alle note e alle parole di Gianluca De Rubertis, raffinatissimo, profondo cantautore in “Verso altri cieli, verso alltri amori: il paese che adottò il poeta.

I sessanta musicisti di Oeoas si esibiranno alle 22.30 in Piazza Di Vagno, diretti da Elio Martusciello in SonOra

Un incontro tra improvvisazione orchestrale e composizione con musicisti che operano in nuove tecnologie elettro-elettroniche e musicisti con strumenti acustici tradizionali. Saranno 60 gli interpreti provenienti da tutta Italia e saranno diretti da uno dei massimi esponenti italiani della musica di ricerca a livello mondiale: Elio Martusciello. SonOra sarà una performance dove la dislocazione dei musicisti sarà una vera sorpresa per il pubblico.

Infine, a mezzanotte con l’accompagnamento della viola da gamba di Vito Maria Laforgia verrà inaugurata in chiostra d’Onofrio la Madonna fotografica di Claudio Laudani, prima edicola votiva fotografica al mondo.

Primo progetto nel mondo che si occupa della nascita di nuove edicole votive, con

linguaggio artistico contemporaneo, fotografico. Prima tappa di un progetto che proseguirà negli anni, riempiendo Corato di nuovi simboli artistici legati alla ricerca sul sacro. Un progetto innovativo, che se da una parte rinnova i canoni della cosiddetta street art, ricongiungendoli con una radice sacra, dall’altra opera sull’iconografia sacra, umanizzando la figura di Maria ma “trasmodando” allo stesso tempo le sue sembianze, secondo l’uso dantesco del verbo (Par. XXX, 19-20).

Si chiude così il percorso di “Cura” di Verso Sud, che ha reso Corato una città ideale, in cui l’arte non solo si vede, ma si tocca, si respira, si vive, si ama, una città che all’arte risponde positivamente perché, citando il Calvino delle Città invisibili: “D'una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda”.

La giornata dedicata al corpo
Nella cultura occidentale il corpo è il biglietto da visita di ciò che siamo, lo mettiamo in mostra o lo nascondiamo a seconda delle situazioni, lo laviamo, vestiamo, lo tatuamo per moda o perché davvero significa qualcosa, spesso lo mistifichiamo ma in ogni caso ce ne prendiamo cura.

Ed è per questo che il quarto sguardo di Verso Sud è stato rivolto al corpo. Un corpo in movimento per la musica del djset dei 180gr, “Il peso del Vinile” e il concerto dei Ninos du Brasil, che con il loro ritmo pagano e quasi carnascialesco hanno scatenato il pubblico di Piazza di Vagno.

Un corpo che si mette insieme “Osso per osso”, quello della performance site specific di Amalia Franco e Anna Moscatelli. Un corpo talassocratico troppo legato ai social e alle relazioni telematiche come quello descritto dalle poesie e dalle canzoni di Dario Zumkeller. Un corpo legato al territorio e alle proprie origini, quello del reading di Guido Celli e di “Murgia” di Michele Sinisi. Un corpo diverso, quello raccontato alla Controra da Enrico Castellani e Stefano Masotti o come quello portato in scena da Babilonia Teatri nello spettacolo Purgatorio. Un corpo di cui Claudia Fabris ha avuto cura partendo dall’anima, servendo poesia durante la sua performance Into’cddar “Cameriera di Poesia”. Un corpo visto come il primo posto che abitiamo e di cui non abbiamo altro da fare che prendercene cura.

Lascia il tuo commento
commenti