Inaugurazione prevista alle 18 del 10 settembre

“Signorelli all’Inferno”: liceo artistico e Archeoclub celebrano Dante nella chiesetta di San Vito

Dal 10 al 15 settembre, la chiesetta medievale di San Vito è stata scelta per l’evento ideato e creato da docenti e studenti del liceo artistico in collaborazione con la locale sede dell’Archeoclub d’Italia “Padre Emilio D’Angelo”

Cultura
Corato lunedì 06 settembre 2021
di La Redazione
La chiesetta di San Vito
La chiesetta di San Vito © n.c.

Continuano le celebrazioni dedicate a Dante Alighieri, questa volta legate al giorno della sua morte avvenuta il 14 settembre 1321. Dal 10 al 15 settembre, la chiesetta medievale di San Vito è stata scelta per l’evento “Signorelli all’Inferno” ideato e creato da docenti e studenti del liceo artistico di Corato in collaborazione con la locale sede dell’Archeoclub d’Italia “Padre Emilio D’Angelo”. La manifestazione, che in realtà era stata già pensata in occasione della giornata del Dantedì e che ha dovuto subire il rinvio per le ben note problematiche Covid, vede ora la sua realizzazione grazie all’impegno dell’Archeoclub e di tutti gli attori dell’evento. È stata inserita, infatti, nel programma dell’estate coratina con il patrocinio del Comune di Corato e può finalmente essere presentata al pubblico seguendo sempre le direttive sanitarie.

All’inaugurazione, prevista alle 18 del 10 settembre, interverranno il presidente dell’Archeoclub d’Italia “Padre E. D’Angelo”, Michele Iacovelli e il dirigente scolastico del liceo artistico, Savino Gallo, a cui si aggiungeranno gli interventi della prof.ssa Porzia Volpe e dell’art director dell’evento, prof. Paolo De Santoli, coadiuvato nell’allestimento dai docenti Emanuele Pastoressa e Sergio Rubini. Ad accompagnare i docenti, ci saranno studenti dell’Indirizzo arti figurative e scenografia del liceo. Saranno gli stessi alunni a coinvolgere il visitatore e ad inserirlo nello spirito dell’intera esposizione. 

“Signorelli all’Inferno” è un omaggio all’Inferno di Dante e all’affresco di Luca Signorelli, autore non sempre conosciuto a cui si ispirò anche lo stesso Michelangelo a ben interpretare la citazione del Vasari: «Michelagnolo imitò l’andar di Luca, come può vedere ognuno». Nelle ragioni della mostra si spiegheranno i punti di contatto tra la Divina Commedia e l’artista rinascimentale che, attraverso le sue rappresentazioni tra cui l’Apocalisse, l’Inferno e altro ancora, ha arricchito i percorsi sul testo dantesco. Attraverso la visione di gigantografie della Cappella Nova o di San Brizio della cattedrale di Orvieto dipinta da Luca d'Egidio di Ventura, pseudonimo di Luca Signorelli, il visitatore coglierà l’oggetto di studio cui si sono ispirate le opere esposte, in particolare, la vela dedicata all’Inferno con un focus sui Dannati. Qui, specialmente sui volti, si evince il confronto con i manufatti creati dall’allievo Mattia Buonvino, utilizzando tecniche grafiche su supporti singolari derivanti da parti di oggetti riciclati. L’installazione visiva si incentra appunto sulla rivisitazione dei volti nell’affresco della cappella orvietana e, il giorno dell’inaugurazione, sarà accompagnata, nella piazzetta antistante la chiesa di San Vito, da una performance scenografica con tableaux vivants a cura degli alunni Alessia Cristiani e Daniele Palumbo.

Per visitare la mostra, l’orario di apertura della chiesa di San Vito, gentilmente concessa da Don Vincenzo Bovino, che si ringrazia, è dalle 18 alle 20 tutti i giorni, dal 10 al 15 settembre. L’ingresso in chiesa è previsto solo per i visitatori muniti di green pass.

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