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​Su via Duomo i volti dei partigiani coratini: ecco chi sono

La mostra diffusa “Adotta , attualmente in corso, ha generato grande curiosità. L'Anpi - attraverso un approfondimento curato da Vincenzo Catalano - ha spiegato chi sono i partigiani rappresentati

Cultura
Corato giovedì 10 giugno 2021
di La Redazione
​Su via Duomo i volti dei partigiani coratini: ecco chi sono
​Su via Duomo i volti dei partigiani coratini: ecco chi sono © Anpi Corato

Domenica scorsa su via Duomo è stata inaugurata la mostra diffusa “Adotta un Partigiano Coratino” promossa dall'Anpi Corato “Maria Diaferia” con quindici gigantografie dei volti di partigiani coratini. L’iniziativa, attualmente in corso, ha generato grande curiosità. La stessa Anpi, quindi - attraverso un approfondimento curato da Vincenzo Catalano - ha spiegato chi sono i partigiani rappresentati.

I dati utilizzati sono stati recuperati dall’archivio del Mibact, archivio costruito sulla base dei documenti dell’istituto fondato presso il ministero della Difesa, il Ricompart (l'Ufficio per il servizio riconoscimenti e per le ricompense ai partigiani), ossia una raccolta dei documenti prodotti dalle commissioni regionali istituite nel dopoguerra per appunto riconoscere i combattenti della resistenza. Mentre per Maria Diaferia, a cui è intestata la sezione cittadina dell'Anpi e sulla quale sono in corso ricerche di approfondimento, sono stati consultati, oltre gli archivi citati, quello dell’anagrafe del comune di Corato, l’istituto IRSIFAR - istituto romano storia d’Italia dal Fascismo alla Resistenza, e il Casellario Politico Centrale dell’archivio centrale dello Stato.

Fra i quindici partigiani della mostra vi sono cinque appartenuti alla formazione Bandiera Rossa, schieramento marxista e leninista in contrasto politico con il Partito Comunista Italiano.

Maria Diaferia nata a Corato il 19 gennaio 1929, figlia di Francesco Diaferia e Peppa Diasparra, si trasferisce con la famiglia a Roma prima dell’ingresso dell’Italia nella seconda guerra mondiale. Partecipa alla resistenza all’età di 14 anni nella formazione Bandiera Rossa (o Armata Rossa secondo l’archivio Mibact) con il grado di gregario dal 9 settembre 1943 al 4 giugno 1944. Il documento che la riconosce come partigiana combattente è stato rilasciato dalla commissione del Lazio.
              
Cataldo Gallo nato a Corato il 1 maggio 1923, partecipa alla resistenza all’età di 20 anni nella formazione Bandiera Rossa come gregario poi riconosciuto come comandante di distaccamento (equiparato amministrativamente al grado di sottotenente) dal 1 novembre 1943 al 4 giugno 1944. Il documento che lo riconosce come partigiano combattente è stato rilasciato dalla commissione del Lazio.

Domenico Marzocca nasce a Corato il 25 settembre 1924, partecipa alla resistenza all’età di 19 anni nella formazione Bandiera Rossa con il grado di gregario poi riconosciuto come comandante di nucleo (equiparato amministrativamente al grado di sergente). Combatte nella formazione dal 9 settembre 1943 al 4 giugno 1944. Il documento che lo riconosce come partigiano combattente è stato rilasciato dalla commissione del Lazio.

Michele Mazzilli nato a Corato il 27 giugno 1923, partecipa alla resistenza all’età di 20 anni nella formazione Bandiera Rossa con il grado di gregario poi riconosciuto come comandante di squadra (equiparato amministrativamente al grado di maresciallo) dal 9 settembre 1943 al 4 giugno 1944. Documento rilasciato dalla commissione del Lazio.

Vito Vernice nato a Corato il 23 giugno 1908, partecipa alla resistenza all’età di 35 anni nella formazione Bandiera Rossa come gregario poi riconosciuto come comandante di nucleo (equiparato amministrativamente al grado di sergente), dal 9 settembre 1943 al 4 giugno 1944. Il documento che lo riconosce come partigiano combattente è stato rilasciato dalla commissione del Lazio.

Fra i restanti dieci c'è chi ha combattuto nella formazione della 2° Brigata Garibaldi (3), nella Sette Colli (3), nella De Francesco Luigi (1), nella PCI (1), e chi dopo aver lasciato il proprio incarico militare si è unito alla resistenza, come nel caso di Nicola Bucci e di Michele Bovino.

Felice Loiodice nasce a Corato il 10 maggio 1905, diviene padre a 23 anni e partecipa alla resistenza all’età di 38 anni con le sue due figlie nella 2° Brigata Garibaldi dall’8 settembre 1943 al 24 marzo 1944. Partigiano caduto. Il documento che lo riconosce come partigiano combattente è stato rilasciato dalla commissione del Piemonte.

Maria Nunzia Loiodice, primogenita di Felice Loiodice, il suo nome di battaglia era Mirca. Nata a Andorno Micca il 17 giugno 1928 entra come partigiana all’età di 16 anni nella 2° Brigata Garibaldi, partecipando dall’11 luglio 1944 al 7 giugno 1945. Il documento che la riconosce come partigiana combattente è stato rilasciato dalla commissione del Piemonte.

Laura Lia Loiodice, secondogenita di Felice Loiodice, il suo nome di battaglia era Nadia. Nata a Andorno Micca il 16 aprile 1930 entra come partigiana all’età di 14 anni nella 2° Brigata Garibaldi, partecipando dall’11 luglio 1944 al 7 giugno 1945. Il documento che la riconosce come partigiana combattente è stato rilasciato dalla commissione del Piemonte.

Cataldo Muggeo nasce a Corato il 6 febbraio 1919, entra all’età di 24 anni alla resistenza nella formazione De Francesco Luigi con il grado di gregario, dal 15 settembre 1943 al 4 giugno 1944, il documento che lo riconosce come partigiano combattente è stato rilasciato dalla commissione del Lazio.

Michele Farinola nato a Corato l’8 gennaio 1898, entra all’età di 45 anni nella formazione Sette Colli con il grado di gregario dal 9 settembre 1943 al 4 giugno 1944. Riconosciuto come partigiano dalla commissione del Lazio.

Francesco Di Gennaro nato a Corato il 18 gennaio 1906, entra all’età di 37 anni nella formazione Sette Colli come gregario dal 9 settembre 1943 al 4 giugno 1944. Il documento che lo riconosce come partigiano combattente è stato rilasciato dalla commissione del Lazio.

Vito Mazzilli nasce a Corato il 18 ottobre 1906, entra all’età di 37 anni nella formazione Sette Colli come gregario poi riconosciuto come comandante di squadra (equiparato amministrativamente al grado di maresciallo) dal 9settembre 1943 al 4 giugno 1944. Il documento che lo riconosce come partigiano combattente è stato rilasciato dalla commissione del Lazio.

Lucrezia Piccarreta nata a Corato il 17 ottobre 1923, entra all’età di 20 anni alla formazione PCI con il grado di gregario dal 9 settembre 1943 al 4 giugno 1944. Il documento che la riconosce come partigiana è rilasciato dalla commissione del Lazio.

Nicola Bucci, nato a Corato il 20 maggio 1913, residente a Livorno, vice brigadiere di Polizia Statale della Tenenza di Pubblica Sicurezza dell’Ardenza (LI), partecipa alla resistenza all’età di 30 anni nella 3° Brigata Garibaldi, formazione Santo. Fucilato dalle SS il 23 giungo 1944 in località Rosetta, nei pressi di Nugola Vecchia, nel comune di Collesalvetti (LI) insieme ad altri otto poliziotti facenti parte della medesima caserma. Il documento che lo riconosce partigiano combattente caduto è rilasciato dalla commissione regionale Toscana.

Michele Bovino, nome di battaglia Costante, nato a Corato il 3 gennaio 1924, entra all’età di 20 anni nella formazione Divisione Monferrato a cui partecipa dal 1 agosto 1944 al 3 ottobre 1944, poi nella formazione 11° Divisione Patria 41° Brigata dal 3 ottobre 1944 al 7 giugno 1945. Prima di entrare nella resistenza era un carrista del 1° reggimento carristi. Riconosciuto come partigiano dalla commissione del Piemonte.

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I commenti degli utenti
  • Gianni Marolla ha scritto ieri alle 06:13 :

    La memoria storica è quanto di più urgente possa esserci. Tuttavia da quando questa amministrazione si è insediata conferisce incarichi sempre pro elettorali, come se la storia delle nostre città potesse ridursi a pur sempre eminenti uomini e donne del loro periodo storico. Oggi il grande pericolo è di questa amministrazione, capace di imporre silenzio e indifferenza per chi non ha tessere politiche afferenti alla maggioranza. Ridurre la storia all' anpi è pericoloso per la memoria storica,perché fomenta unilateralita' di pensiero. Il fenomeno dell'antifascismo è usato per nascondere tanta altra verità storica. Rispondi a Gianni Marolla

  • godfrey.abumhere ha scritto il 10 giugno 2021 alle 17:03 :

    Great worriors Rispondi a godfrey.abumhere

  • Pier Luigi ha scritto il 10 giugno 2021 alle 15:29 :

    Se oggi viviamo in democrazia è anche grazie a loro. Rispondi a Pier Luigi

  • Partigiano ha scritto il 10 giugno 2021 alle 14:45 :

    Ecco il link: https://www.coratolive.it/news/cultura/935289/i-partigiani-coratini-di-bandiera-rossa-nella-resistenza-romana Rispondi a Partigiano

  • Pasquale Tandoi ha scritto il 10 giugno 2021 alle 14:21 :

    Li pubblicai il 25 aprile del 2020. Nessuno a Corato conosceva il nome e il volto di Maria Diaferia, cui è stata intitolata la locale sezione dell'Anpi. E' vero che bisogna incoraggiare e dare spazio ai giovani, ma vorrei suggerire una maggiore umiltà e la correttezza di riconoscere il lavoro degli altri. Rispondi a Pasquale Tandoi

  • Pasquale Tandoi ha scritto il 10 giugno 2021 alle 14:17 :

    Vorrei sottolineare alcuni aspetti di questo elenco redatto da Vincenzo Catalano. Primo: la foto esposta di Nicola Bucci non corrisponde assolutamente alla descrizione della sua attività partigiana inserita nell'elenco. Certo è stato un problema di omonimia, ma il Nicola Bucci della foto è stato partigiano di ben altro spessore. Era vice brigadiere di Polizia a Livorno. Aderì alla Resistenza con il suo comandante, tenente Labate, e altri commilitoni. Furono tutti catturati e fucilati dai tedeschi. A Corato gli abbiamo dedicato anche una strada importante. Secondo: I nomi e le foto dei partigiani coratini nella Resistenza romana li ha scoperti il sottoscritto con un lavoro certosino all'interno di un elenco di 10.000 partigiani dell'ANPI di Roma. Li pubblicai proprio su Coratolive. Rispondi a Pasquale Tandoi

    Francesco Petrizzelli ha scritto il 10 giugno 2021 alle 15:38 :

    Esatto. Era il fratello della mia nonna paterna. In famiglia abbiamo ancora tutta la documentazione. In Toscana è ancora ben viva la sua memoria. Rispondi a Francesco Petrizzelli