L'iniziativa

Un anno senza teatro: il 22 febbraio una luce per un nuovo inizio

La proposta dell’associazione Unita (Unione nazionale interpreti teatro e audiovisivo): illuminare e tenere aperti i teatri la sera del 22 febbraio dalle 19.30 alle 21.30

Cultura
Corato giovedì 18 febbraio 2021
di Angela Iannone
Il Teatro Comunale chiuso
Il Teatro Comunale chiuso © CoratoLive.it

Era la sera del 25 aprile del 1945 quando il sindaco di Milano, Antonio Greppi, si affacciò al balcone di Palazzo Marino e, guardando la triste e dolente situazione della città - anche il Teatro alla Scala era stato semidistrutto dal bombardamento dell’agosto del 1943 - gridò: «Bisogna ricostruire al ritmo della Cavalcata delle Valchirie!».

In un anno il teatro alla Scala fu ricostruito e, il 14 maggio 1946, venne inaugurato anche il Piccolo Teatro. In soli due anni Milano era risorta dalle macerie della seconda guerra mondiale puntando sulla cultura. Oggi, come allora, nel clima di una drammatica emergenza, è ancora dalla cultura che bisogna ripartire. In particolare dal teatro, per ripristinare quei valori e quelle speranze che tante storie simili alla nostra ci insegnano.

Il prossimo 22 febbraio, a un anno esatto dal primo decreto nazionale che, come prima misura di contrasto al Coronavirus, intimò la chiusura immediata dei teatri, l’associazione Unita (Unione nazionale interpreti teatro e audiovisivo) chiede al nuovo governo e a tutta la cittadinanza che si torni a parlare di teatro, che si programmi un piano che porti alla riapertura in sicurezza di questi luoghi, affinchè artisti e operatori teatrali possano uscire dall’oblio e che questi luoghi tornino simbolicamente ad essere ciò che da 2.500 anni sono sempre stati: piazze aperte sulla città e motori psichici della vita di una comunità. Il teatro non esiste senza la parte essenziale e indispensabile di ogni spettacolo: il pubblico.

Unita chiede a tutti gli artisti, a tutte le maestranze e al pubblico delle città di organizzare, ovunque possibile, in tutta Italia - rispettando, come hanno sempre dimostrato di saper fare, ogni misura di sicurezza - un presidio dei teatri. L’invito è rivolto a tutti coloro che dirigono i teatri italiani, da quelli più piccoli fino ai grandi teatri nazionali. L’iniziativa consiste nell’illuminare e tenere aperte le strutture la sera del 22 febbraio dalle 19.30 alle 21.30.

«Vogliamo essere presenti e attenti per la cultura del nostro paese» afferma il vicesindaco Beniamino Marcone. «Partiranno a breve le ordinarie operazioni di manutenzione nel teatro, ma già a Natale abbiamo promosso un progetto di teatro in streaming che da tutti gli addetti ai lavori è stato riconosciuto di alto spessore culturale e di esemplare livello organizzativo, e abbiamo aderito il 23 gennaio scorso ad un progetto con il Teatro Pubblico Pugliese che prevedeva l’allestimento di alcuni spettacoli a porte chiuse e trasmesso poi in streaming. In entrambi i casi gli artisti hanno avuto la possibilità di tornare a calcare il nostro palco, di esprimersi e noi abbiamo garantito loro massimo sostegno e fiducia. È in fase di approvazione un piano che rilanci “la macchina teatro”, non solo per quanto riguarda le ordinarie operazioni: dalle manutenzioni tecniche, alla eventuale nomina di un direttore, vogliamo realizzare progetti che permettano di far conoscere il teatro come luogo abitato».

«A un anno dall'inizio della pandemia, a tratti il tempo sembra essersi fermato per noi artisti e operatori di cultura. A tratti, invece, sembra scorrere velocemente e noi siamo fermi, risentendo in particolar modo le conseguenze di questa chiusura» aggiunge il direttore di scena del teatro di Corato, ìl’artista Vincenzo Mascoli. «Tra spettacoli, stagioni teatrali, mostre annullate, non abbiamo avuto la possibilità di poter operare e lavorare in nessun modo. Credo che il governo debba rielaborare una riforma su tutto il sistema culturale, sostenendo non sono le grandi realtà artistiche, ma anche e soprattutto coloro che vivendo già in una condizione di precariato, ora stanno soffrendo maggiormente a causa delle restrizioni.

Quello di operatore dello spettacolo è un ruolo fatto di tanta esperienza, di investimenti non solo economici, ma anche e soprattutto di tempo, di energie. A volte vinci, altre volte sbagli e sulla base di quegli errori devi ricominciare da capo. È un lavoro fatto di notti insonni, di giorni pieni di lavoro e scarse gratificazioni, i giorni festivi sono normali giorni di lavoro. Per questo, la scarsa attenzione e cura del governo nei nostri confronti ci ha annientato. Spero di cuore che la nostra nuova amministrazione sia particolarmente attenta al nostro ruolo. Voglio crederci davvero. Anzi, a Natale abbiamo avuto la possibilità di tornare a “respirare” grazie al progetto del Teatro Pubblico Pugliese, per questo sono sicuro che l’amministrazione ci aiuterà e insieme potremmo ricreare un progetto nuovo e stabile. La pandemia ci ha privato della speranza e della visione creativa, ma se saremo sostenuti davvero potremo rialzarci e ricominciare».

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