Il ricordo

Addio al prof. Peppino Faretra, artista umile e geniale del Carnevale Coratino

Con l’immancabile sigaretta tra le labbra, ha trascorso nottate intere a lavorare con pinza, tenaglia e tronchesi per dare forma a figure verosimili o fantasiose ricoperte poi di quintali di cartapesta

Cronaca
Corato martedì 27 ottobre 2020
di La Redazione
Il prof. Peppino Faretra
Il prof. Peppino Faretra © CoratoLive.it

È scomparso ieri, dopo una lunga malattia, il professor Peppino Faretra, noto per la maestria profusa nella realizzazione dei carri del Carnevale Coratino, insieme ai colleghi Patruno, Leo, Tarricone e ad altri artisti come il professor Luigi Quinto.

Con l’immancabile sigaretta tra le labbra, ha trascorso nottate intere a lavorare con pinza, tenaglia e tronchesi per dare forma a figure verosimili o fantasiose ricoperte poi di quintali di cartapesta, per dare fama e decoro ad una manifestazione che ha fatto conoscere Corato in tutta la Puglia.

«Una “ruota” di focaccia, un bicchiere di vino e le ore volavano - ricordano amici e colleghi - mentre gli ultimi ritocchi di vernice venivano dati mentre già i carri si muovevano verso il luogo da cui sarebbe partita la sfilata. Poi lo si rincontrava lungo lo Stradone a godersi la meraviglia, l’approvazione dei coratini verso i “suoi” carri, ignari che l’ideatore, l’autore di quei piccoli capolavori fosse lì tra di loro, ancora con le mani sporche del duro lavoro di tante notti insonni. E praticamente gratis.

Peppino Faretra era un vero artista, forse troppo umile, modesto; non amava vantarsi delle sue opere, pur bellissime, geniali, realizzate con i materiali più diversi, certo non abituali nelle opere d’arte. Un tronco abbattuto ed abbandonato, desideroso di tornare a vivere, un filo di ferro pronto a piegarsi ad una ispirazione improvvisa, pur meditata. Un segno di matita, la più usuale, che dava vita su di un foglio ad un’immagine che prendeva vita e rimandava ad altri paesaggi, ad altri territori meno consueti.

Ci mancherà Peppino. Se ti camminava a fianco ti prendeva a braccetto e sentivi sulla tua pelle il vigore della sua amicizia, il divertimento della sua risata, mai rivolta contro gli altri, ma consapevole della bellezza della sua vita pur solitaria».

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commenti
I commenti degli utenti
  • C.S. ha scritto il 01 novembre 2020 alle 21:40 :

    Una settimana è passata da quando ci hai lasciato....è stata una domenica strana in attesa di quella telefonata che tutte le domeniche ci facevi ma che purtroppo non è arrivata. Tutte queste testimonianze lette mi confermano ancora di più di quale persona speciale eri e mi dispiace che la tua nipotina dovrà fare a meno di te e non possa sentire i tuoi "bimba!!!" e chiederti di disegnarle i "din don". Riposa in pace e ciao "zio Pippino". Rispondi a C.S.

  • Aldo Malcangi ha scritto il 28 ottobre 2020 alle 19:59 :

    Addio professore, sei stato e resterai per sempre il migliore. Non dimenticherò mai le nottate trascorse tutti insieme per la realizzazione dei carri. Farò tesoro per sempre dei tuoi saggi consigli. Rispondi a Aldo Malcangi

  • Riccardo Napoletano ha scritto il 28 ottobre 2020 alle 06:49 :

    L’ho visto trasmetterci insegnamenti di vita, che erano frutto dell’amore per i suoi genitori di cui ne conservava intatti i valori. L’ho visto continuare a formarsi, continuando a comprare libri, giornali di cui la sua casa era piena. L’ho visto rapportarsi con la natura con devota riverenza, il suo giardino interno dove amava ospitarci:un’estensione del suo laboratorio artistico. Se, come ho letto nelle sacre Scritture, un giorno il buon Dio porterà nuovamente in vita coloro che si sono addormentati nella morte. Spero veramente di rincontrarlo qui sulla terra, e continuare insieme a scoprire le bellezze di questo infinito Pianeta e del Suo Creatore, con quella insaziabile voglia di conoscere che lo ha contraddistinto in tutta la sua vita e che ha saputo trasmettere ad intere generazioni. Rispondi a Riccardo Napoletano

  • Riccardo Napoletano ha scritto il 28 ottobre 2020 alle 06:47 :

    L’ho visto continuare a trasformare una pietra o un tronco in un viso, piegare del ferro filato senza mai tagliarlo, e farlo diventare una sagoma di un cavallo L’ho visto a scuola bendato, disegnare una barca senza staccare mai il gessetto dalla lavagna, l’ho visto entusiasmare un drappolo di 5/6 ragazzi, che nella indimenticabile gita di 3^ media, solo perché lo avevamo seguito nel raggiungere un’altura panoramica di San Marino, pagare a tutti noi una piadina. L’ho visto al nostro fianco in un giornalino scolastico che conservo gelosamente, illustrare i nostri articoli di piccoli giornalisti con il tratto inconfondibile del suo disegno. Rispondi a Riccardo Napoletano

  • Riccardo Napoletano ha scritto il 28 ottobre 2020 alle 06:40 :

    Se parto dal principio che la parola “in-segnare” significa sostanzialmente “segnare dentro” il professor Faretra è stato realmente un maestro. I numerosi commenti di questi giorni lo dimostrano ampiamente. Sono stato suo alunno nel triennio 1981/1984 e confermo appieno la sua straordinaria dote di saper formare non solo nelle doti tecniche ma nello spirito, ragazzi di ogni estrazione. Ho avuto il piacere negli ultimi anni di andarlo a trovare con mia moglie e mia figlia nella sua amata casa del rione Barbaschello. Era piacevole constatare come l’Artista, Giuseppe Faretra, non era mai andato realmente in pensione! Rispondi a Riccardo Napoletano

  • Maurizio Turturo ha scritto il 28 ottobre 2020 alle 06:19 :

    Una persona splendida. Un entusiasmo contagioso. Una capacità di coinvolgere che non ho più trovato in nessuno. Sei uno dei miei ricordi più cari. Ho un immagine di te che mi rimarrà per sempre. Tu con il pacchetto di sigarette nazionali sempre a portata di mano, sul campo di Tennis sul quale sembravi una gazzella che danzava nonostante il tuo peso e colpivi la palla con la testa per fare un punto e ridere con gli altri. Indimenticabile. Ciao Peppino Rispondi a Maurizio Turturo

    francesco amendolagine ha scritto il 28 ottobre 2020 alle 09:40 :

    Bravo Maurizio.Bellissimi ricordi. Un abbraccio. Rispondi a francesco amendolagine

  • Tommaso Loiodice ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 21:49 :

    Complimenti per l'articolo è la fotografia precisa di Peppino. Mi è stato donato l'onore di averlo non solo come docente, ma anche come maestro di vita. Non potrò mai dimenticare le notti e le domeniche trascorse nel realizzare i carri di Paperon de Paperoni, Andreotti, lI fantasma. Ci ritiravamo sempre con le mani incallite nel piegare piegare e intrecciare freddi ferri filati che grazie a Peppino prendevano vita. Eravamo orgogliosi di essere quelli del "De Gasperi". Ricorderò sempre il suo attaccamento alle tradizioni e alla cultura contadina. Quando disegnavamo paesaggi murgiani o contadini impegnati nel lavoro dei campi emergeva tutta la sua maestria.E' stato meraviglioso ritrovarlo come amico terminata la fase scolastica. Serate a parlare nel suo giardino di casa di olivicoltura. Rispondi a Tommaso Loiodice

  • Aldo Addario ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 20:39 :

    Una immensa riconoscenza a Peppino per aver formato ed educato intere generazioni. Per la sua infaticabile passione nel promuovere attraverso il tennis e il carnevale coratino la crescita di Corato. Un commosso abbraccio a suo fratello Gigi che lo ha curato in questo ultimo periodo, al quale devo tanta riconoscenza per la disponibilità con la quale anni fa ha accolto me e due classi dell'ITIS di Andria che svolgevano uno stage nella sua Castelfidardo, mettendo a disposizione, al pari di Peppino, la sua piacevole compagnia, le sue conoscenze, gli impianti sportivi e il pulmino del circolo tennis di Castelfidardo per far conoscere, ai miei alunni la terra che lo ha accolto da emigrato. Grazie fratelli Faretra. Un commosso abbraccio dal mondo del tennis coratino. Rispondi a Aldo Addario

  • Giuseppe Faretra ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 20:25 :

    Ciao, Peppino ! Grazie perchè ci sei stato! La tua simpatia e la tua apertura alle bellezze della vita fatta essenzialmente di arte e sport le hai trasmesse a tutti.....!Rip Un abbraccio il tuo omonimo! Rispondi a Giuseppe Faretra

  • Gianni Castiglia ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 19:17 :

    Tutto vero ..bravi analisi precisa,completa di un grande artista, di un grande Uomo. Rispondi a Gianni Castiglia

  • Riccardo. munno ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 18:58 :

    Il mio prof di educazione artistica, un uomo tutto di un pezzo che quando ti tirava nu schiaffon te lo ricordavi per un bel po prima di fare u cretin. 🙏🙏🙏 Rispondi a Riccardo. munno

    BUCCI VINCENZO ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 21:22 :

    Bravissimo Riccardo un secondo padre in tutto, i suoi carri quando passavano dovevano alzare i tralicci della corrente stava un anno per costruire il suo pensiero andavamo il pomeriggio ad aiutarlo UN VERO ARTISTA, una bravissima persona Ciao Peppino. quanti ricordi bei tempi.... Rispondi a BUCCI VINCENZO

  • Natale De Palma ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 18:02 :

    Ho avuto l'onore di conoscere il prof, Faretra, Peppino, molti anni fa e ho apprezzato le sue doti artistiche e umane. Sono sicuro che Lassù saprà farsi apprezzare. Riposa in pace caro Peppino. Rispondi a Natale De Palma

  • Francesco Sarcuni ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 17:11 :

    Ho incorniciato, e ho sempre sotto gli occhi, tre schizzi di Peppino, che con pochi tratti, intensi e fermi, disegnano alcuni soggetti della realtà contadina: un carretto, tre melanzane, una casetta della murgia protetta da un muretto a secco. In essi mi rispecchio e rivivo ogni giorno il ricordo di un'esperienza di lavoro insieme in una scuola "difficile" qual era la scuola media di Via Don Minzoni prima che si denomimasse "A. De Gasperi". Con queste tue opere, donate con grande semplicità e generosità, continuerai a farci compagnia, caro Peppino Rispondi a Francesco Sarcuni

  • Vito Di Gioia ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 16:57 :

    condivido tutti i messaggi che ho letto con molta attenzione, rivivendo quegli anni spensierati della scuola media "De Gasperi" quando ancora la sede era sparsa nei locali delle vie limitrofe a via Don Minzoni. Ho riscontrando le stesse emozioni, i stessi ricordi, ma soprattutto ho potuto realizzare che il "Professor Faretra" ha formato, non solo me, ma molti della mia generazione; nell'animo, nella morale, ed anche nello spirito; portandoci, con successo, mano a mano verso la vita, il lavoro, la società, il territorio Certo è giustissimo che a Peppino Faretra venga data memoria sociale! Di quegl'anni conserverò sempre nel cuore, due figure per me fondamentali che mi hanno dato molto umanamente, il compianto Prof.r Faretra, ed il Frof.r De Mitri. V D G corso A 1980/83 Brescia Rispondi a Vito Di Gioia

  • Massimo Gnes ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 15:58 :

    Complimenti alla redazione per aver dedicato uno spazio ad un uomo di straordinaria umiltà, professionalità e passione in tutto quello che faceva. Ho avuto il personale onore di averlo come docente alla De Gasperi e come istruttore di tennis presso gli storici campi da Tennis di D. Peppino Falco...indimenticabili i suoi doppi insieme al prof. Lagrasta (altra splendida persona)...Bellissimi indelebili ricordi. R.i.p. Prof.!!! Rispondi a Massimo Gnes

  • Laura Sciscioli ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 15:24 :

    Ricordo con immenso piacere la figura del mio bravissimo e carissimo professor Faretra,che operava instancabilmente nella scuola media De Gasperi nell'anno 1979, ed io ero una sua alunna.Davvero una persona speciale,dalle eccellenti capacità artistiche ,di animo umile e sempre sorridente.Grazie Professore per avermi trasmesso l'amore per l'arte e la creatività. R.P.I.😔 Rispondi a Laura Sciscioli

  • Ugo zonni ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 14:43 :

    Caro Peppino l'ultima volta che abbiamo trascorso una mattinata estiva in compagnia è stato l'anno scorso. Abbiamo ricordato i tempi belli del tennis, don Peppino Falco, la Pro loco dei vecchi tempi con carri e tanta amicizia. A nome di tutti i presidenti della Pro loco degli anni addietro, ti porteremo sempre nei nostri cuori, il tuo sorriso, l'ironia nello sdrammatizzare sempre e comunque, i tuoi consigli, fanno parte della città tutta di Corato. Buon ritorno alla casa del Signore. Un bacio. Ugo Zonni ex presidente della Pro loco. Rispondi a Ugo zonni

  • Salvatore Perrone ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 13:02 :

    Ho conosciuto Peppino Faretra quando gestiva i campi da tennis dell'Oratorio di Don Peppino Falco, mio zio...Peppino Faretra lo ricordo sempre come persona gentile, cordiale e grande istruttore di tennis..Mi dispiace che ci abbia lasciato... Rispondi a Salvatore Perrone

  • Rosanna Bucci ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 12:06 :

    E stato un mio professore alle medie io andavo alla de gasperi alle 3 sez A eri un bravissimo professore grazie del tuo aiuto riposa in pace amen Rispondi a Rosanna Bucci

  • Michele Giannella ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 11:25 :

    È stato il mio professore di disegno al 2^ e 3^ Liceo Scientifico a Barletta... un bravo insegnante! R.I.P. 😑 Rispondi a Michele Giannella

  • Francesca campanile ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 11:01 :

    Che la terra ti sia lieve professor Faretra. Grazie Rispondi a Francesca campanile

  • Alex Supertramp ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 10:41 :

    L'umiltà precede la Gloria di ogni uomo. R.I.P. Rispondi a Alex Supertramp

    Emanuele Faretra ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 11:21 :

    Quanto è vero... Rispondi a Emanuele Faretra

  • francesco amendolagine ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 10:05 :

    Bellissimo ricordo di un'artista in tutti i sensi, anche sui campi da tennis. Ti ho conosciuto nella mia adolescenza, in un'estate di tanti anni fa al Circolo Tennis di don Peppino Falco, e da allora ogni volta che ti incontravo era come incontrare un vecchio amico. Mi mancherà il tuo ue' Franco, come stai? Una notizia che avrei voluto non leggere! Ciao Peppino, che la terra ti sia lieve. Rispondi a francesco amendolagine

    Maurizio Turturo ha scritto il 28 ottobre 2020 alle 06:27 :

    Ciao Francesco. Quanti ricordi... Rispondi a Maurizio Turturo

  • Michele Di Franco ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 09:37 :

    Credo fermamente che abbia influenzato positivamente le menti di molti della mia generazione. Sapeva addattarrsi ad ogni tipo di carattere dei suoi alunni. Teneva testa con la sua ironia ai bulli come nessun altro. Geniale come pochi. Una manualità incredibile. Una perdita incredibile per l'arte. Un occasione persa per chi non ha avuto l'occasione di conoscerlo. Noi che abbiamo usufruito della sua disponibilità, siamo dei privilegiati. Un tuo alunno Rispondi a Michele Di Franco

  • Antonio Vilella ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 09:34 :

    Innanzitutto complimenti a chi ha voluto ricordare questa grande persona con un artico così bello. Se lo meritava tutto. Io sono stato tra i tanti fortunati ad averlo conosciuto perché è stato il mio prof. delle medie. Lo ricordo quando passavamo le notti nella palestra della De Gasperi per costruire i carri di carnevale. Con la sua maestria e abilità, riusciva a fare delle magnifiche opere senza avere risorse economiche e con pochissimo tempo a disposizione. Ma era la sua umanità e umiltà che non aveva uguali. Come ha scritto qualcuno nei commenti, sarebbe bello dedicargli una piazza o una strada o quantomeno intitolare alla sua memoria un laboratorio della De Gasperi. Ciao maestro, ti vorremo sempre bene tutti...... Rispondi a Antonio Vilella

    Emanuele Faretra ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 10:36 :

    Un idea bellissima quella di onorargli qualcosa Rispondi a Emanuele Faretra

  • Grazia Di Bisceglie ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 08:28 :

    Un altro pilastro della scuola De Gasperi ci ha lasciato spero che lassu possa incontrare mio padre che da poco gli ha aperto la strada per raggiungerlo.....e restare sempre insieme come allora... Rispondi a Grazia Di Bisceglie

    spaghetto ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 21:36 :

    BRAVISSIMA UNA BELLA SQUADRA IL PRESIDE VIA DON MINZONI ,SE NON RICORDO MALE -HO ANCORA LE MEDAGLIE VINTE PROF. DI EDUCAZIONE FISICA UN ALTRO PEZZO DI STORIA E CHE EDUCAZIONE NON C'ERANO SIMPATIE AMAVONO IL GRUPPO........... Rispondi a spaghetto

  • Cataldo Mastrapasqua ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 08:23 :

    Grande professore di una volta. Ricordo con lui, la costruzione del carro più bello del Carnevale Coratino il cui tema era:” C ZAPP VEV L’ACQU, C FOTT VEV ALLA VOTT.” Nottate intere passate alla realizzazione con i professori Tarricone e Patruno. Ciao prfssoooo Rispondi a Cataldo Mastrapasqua

  • Francesco Diaferia ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 08:05 :

    Wuè Diaferiaaaa!!! Ogni volta che ci incontravamo, con la sua voce particolare, e la sua umiltà, mi riempiva di complimenti per " le mie opere". Si parlava di carri, dell'arte della cartapesta, e del sogno comune di vedere più carri e laboratori di cartapesta per il carnevale coratino. Rip Professore Rispondi a Francesco Diaferia

    M.D ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 14:47 :

    Sarebbe bello se si potesse realizzare qualcosa in sua memoria ..uomini così se ne contano davveropochi...! Rispondi a M.D

  • T.F. ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 07:38 :

    Professore d'arte, Maestro di umiltà, Maestro di vita. Il "Leonardo" dei tempi moderni. Ciao Prof. Rispondi a T.F.

  • Savino Arbore ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 07:28 :

    Ciao Professore, ti ricordo con immenso affetto e piacere sui banchi di scuola media, quando l'allora Alcide DeGasperi era dispersa in locali a pian terreno su Via Don Manzoni, ti ho rincontrato l'anno scorso, grazie per il tuo sorriso, la tua simpatia e l'intelligenza. Rispondi a Savino Arbore

  • Nica Testino ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 07:13 :

    Per gratitudine la nostra città dovrebbe dedicargli un luogo, una strada, una piazza. Sarebbe l'elogio ed il riconoscimento ad un cittadino, modello di operosa e geniale gentilezza, che ispiri il nostro essere custodi e promotori della nostra città. Rispondi a Nica Testino

  • Angelo Losapio ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 07:03 :

    L'umiltà è un segno che contraddistingue tutti gli artisti in qualsiasi campo si esibiscano.......Peppino è stato un esempio oltre che un grande amico.....mi permise all'età di 16 anni, con la sua insistenza visto che all'epoca non era possibile per età, di partecipare alla mostra del Pendio Brisighella di cui conservo ancora il quadro natura morta......tranquillo Peppino, starai meglio lassù.....tra tanti altri artisti..... Rispondi a Angelo Losapio

  • Michele Zaza ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 07:00 :

    Complimenti per l'Articolo-Dedica, verso il prof. Peppino Faretra... Era proprio così...Ci accomunava una antica amicizia familiare, poi rinverdita il periodo scolastico dei miei figli, di cui ricordava ancora i loro nomi e loro comportamenti... Ogni ns incontro era occasione piacevole per parlare di cose antiche e attuali, pure di agricoltura, di cui ne era gran conoscitore....Ciao Peppino, un saluto pure dai miei figli, di cui eri considerato amico Rispondi a Michele Zaza

  • Pigi ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 06:39 :

    È stato mio insegnante alle scuole medie. Ci insegnò che per realizzare una bella opera bastava avere a disposizione della carta igienica. Un uomo davvero speciale. Ciao prof. Rispondi a Pigi

  • Matteo ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 06:38 :

    Mi ricordo un anno al carnevale il carro della De Gasperi era di ritardo e uscì cn la vernice appena posata! GRANDE MAESTRO!! R.i.P IN PACE!! Rispondi a Matteo

  • Giuseppe Leone ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 05:15 :

    Avevamo un rapporto di lontana parentela, ma ogni volta che ci incontravamo era come incontrare un grande amico o un parente molto prossimo. Peppino......alla prossima Rispondi a Giuseppe Leone

  • M.D ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 05:09 :

    Era davvero così il prof.Peppino Faretra!....Lo ricordo sempre con il sorriso sulle labbra....e amico di tutti soprattutto dei suoi alunni ...un grande e umile artista! Rispondi a M.D

    Domenico Tandoi ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 07:04 :

    Ho partecipato con lui alla prima edizione del carnevale coratino da alunno della scuola media, il tema era Paperone che a bordo di un treno portava via un malloppo di denaro all'estero. Bellissima opera, maestosa. Peccato che a più di 40 di distanza i temi di satira non cambiano di molto, si evade ancora poi si attendono i condoni, poi nuovamente si evade. Persona eccellente il Professore. Rispondi a Domenico Tandoi

    Pasquale Tota ha scritto il 27 ottobre 2020 alle 13:03 :

    Era il professore che insieme al prof Di bisceglie ricordava i nomi di tutti i ragazzi di cui erano stati insegnanti e ci chiamavano con nome. Grande insegnante e grande uomo. Rispondi a Pasquale Tota