Il fatto

Omicidio in largo Abbazia, condannati in due per la morte di Victor Picaku

Le pene inflitte dal gip del Tribunale di Trani al termine del processo con rito abbreviato: 16 anni per il 23enne Domenico Manzi e 10 anni e 8mesi per il 31enne Domenico Patruno

Cronaca
Corato venerdì 10 luglio 2020
di La Redazione
L'omicidio in largo Abbazia
L'omicidio in largo Abbazia © CoratoLive.it

Sedici anni per il 23enne Domenico Manzi e 10 anni e 8 mesi per il 31enne Domenico Patruno.

Sono le pene inflitte dal gip del Tribunale di Trani al termine del processo con rito abbreviato per l'omicidio del giovane albanese Victorjan Picaku, ucciso il 1° agosto 2018 in largo Abbazia.

I due condannati dovranno inoltre risarcire le parti civili, ovvero quattro familiari della vittima, pagando loro una provvisionale di 20mila euro ciascuno, oltre al pagamento delle spese processuali. Per entrambi è scattata anche l'interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Il fatto. Era il 1° agosto di due anni fa. Largo Abbazia era popolato da bambini, famiglie e ragazzi. Alle 21.30 - come hanno testimoniato le immagini delle telecamere di videosorveglianza - due uomini a bordo di una Vespa nera arrivarono in piazza e, nel giro di pochi istanti, esplosero quattro colpi ferendo a morte Victor sotto gli occhi di tante persone. I proiettili colpirono alla testa, al torace perforandogli un polmone, e alle gambe.

Il giorno dopo l'omicidio, Manzi e Patruno si costituirono nella caserma dei carabinieri e indicarono ai militari il luogo in cui si trovava l’arma utilizzata del delitto, una rivoltella calibro 352 Gfl detenuta illecitamente.

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I commenti degli utenti
  • carlo mazzilli ha scritto il 10 luglio 2020 alle 16:25 :

    speriamo che in galera capiscano la gravità, la barbarie ma sopratutto la vacuità del loro gesto, anche se ho poche speranze. purtroppo la bestialità del loro gesto e la pena conseguente NON EDUCANO gli altri, quello che è successo è destinato a ripetersi all'infinito perchè la pena loro inflitta ha infinitesimali probabilità di rieducare i rei, ma sopratutto non educherà con l'exemplum nessun altro. Rispondi a carlo mazzilli

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