L'udienza

​Scontro treni: il tribunale esclude alcuni allegati della perizia della Procura

La decisione è stata resa nota ieri dal collegio, durante la nuova udienza del processo in corso nell'auditorium Baglioni di Andria, all'interno dell'oratorio Sant'Annibale Maria di Francia

Cronaca
Corato giovedì 09 luglio 2020
di La Redazione
Scontro tra Treni tra Andria e Corato
Scontro tra Treni tra Andria e Corato © n.c.

Nel processo sullo scontro tra i due treni della Ferrotramviaria, che il 12 luglio 2016 provocò 23 morti e 51 feriti tra Andria e Corato, il Tribunale di Trani ha deciso di "espungere" alcune pagine della consulenza tecnica prodotta dai periti della Procura perché ritenute "inutilizzabili".

La decisione è stata resa nota ieri dal collegio, durante la nuova udienza del processo in corso nell'auditorium Baglioni di Andria, all'interno dell'oratorio Sant'Annibale Maria di Francia. Durante l'ultima udienza avevano deposto i due consulenti tecnici della Procura, sentiti sulla perizia con cui hanno ricostruito l'intera dinamica dell'incidente, con l'attenzione rivolta in particolare ai treni cosiddetti "bis" (cioè treni supplementari), al sistema del blocco telefonico, agli incroci, oltre a far ascoltare le telefonate intercorse tra i capistazione di Andria e Corato e il dirigente centrale di coordinamento nei minuti a ridosso del tragico scontro.

Ma due difensori (Leonardo Iannone e Domenico Di Terlizzi) avevano chiesto ai giudici di eliminare 11 allegati alle consulenze tecniche, con relative pagine e note a piè di pagina, tutti contenenti atti di indagine. Sciogliendo la riserva, i giudici oggi hanno stabilito che "le dichiarazioni rese dagli imputati e da persone informate sui fatti contenute in ogni parte delle consulenze tecniche, nonchè le parti delle stesse afferenti alle attività compiute dalla pg cui i consulenti non hanno partecipato, non possono essere utilizzate a fini probatori nel presente processo e devono, pertanto, essere considerate inutilizzabili". Perciò hanno disposto di espungere 9 degli 11 allegati contestati.

Per il resto, l'udienza è stata interamente dedicata al contro esame dei due periti da parte delle difese, che in alcuni casi hanno confutato (con dati alla mano) le affermazioni degli stessi, in particolare sull'obsolescenza del sistema del blocco telefonico (termine che non fa riferimento, è emerso oggi, al fatto che non sia più valido ma sia stato superato da sistemi di sicurezza più moderni) e sulla creazione dei treni supplementari (pochi rispetto al numero complessivo dei convogli circolanti, sempre secondo quanto spiegato in aula).

Il processo è stato aggiornato al 22 luglio quando verrà completato il contro esame dei due periti.

Gli imputati. In tutto sono 17 le persone imputate nel processo per l'incidente ferroviario, più la società Ferrotramviaria. Si tratta di dipendenti, dirigenti e vertici di Ferrotramviaria, di un dirigente del Ministero dei Trasporti e due direttori dell'Ustif di Puglia, Basilicata e Calabria (che si occupa delle linee ferroviarie in concessione), che rispondono, a vario titolo, dei reati di disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni gravi colpose, omissione dolosa di cautele, violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro e falso. Ferrotramviaria è imputata in qualità di persona giuridica per la responsabilità amministrativa nei reati contestati ai suoi dipendenti. Parti civili nel processo (solo nei confronti delle persone fisiche) la Regione Puglia, i Comuni di Corato, Andria e Ruvo di Puglia, alcune associazioni, parenti delle vittime e passeggeri sopravvissuti. Ferrotramviaria, Ministero dei Trasporti e Regione Puglia sono stati citati in qualità di responsabili civili.

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