«Sono state prese tutte le precauzioni del caso»

Coronavirus, un medico e un'analista coratini a Padova e Milano: «Situazione tranquilla»

Il chirurgo a Padova: «Ho passato la notte qui, abbiamo fatto tutti i tamponi». Il tecnico di laboratorio al Sacco: «Chiuso tutto il piano delle malattie infettive»

Cronaca
Corato sabato 22 febbraio 2020
di La Redazione
Le tende montate fuori dall'Ospedali Riuniti Padova Sud dove lavora un chirurgo coratino
Le tende montate fuori dall'Ospedali Riuniti Padova Sud dove lavora un chirurgo coratino © Luca Zaia (Facebook)

«La situazione è tranquilla, si stanno prendendo tutte le precauzioni del caso». Queste le parole di un chirurgo e di un tecnico di laboratorio, entrambi coratini, a 24 ore dal primo focolaio di Coronavirus in Italia. Il primo lavora a Padova, agli Ospedali Riuniti Padova Sud a Monselice, dove si è registrato il primo decesso legato al virus. La seconda è al Sacco di Milano, uno dei centri più importanti di virologia in Italia. Al Sacco sono ricoverati la moglie del 38enne che versa in gravi condizioni e il suo medico curante.

«Qui da noi stanno controllando tutto - spiega il chirurgo - hanno bloccato le uscite e le entrate da ieri pomeriggio e montato delle tende all'esterno della struttura. Tuttavia la situazione è sotto controllo, con le dovute attenzioni». Il medico ha passato la notte in ospedale ed è ancora lì. «Abbiamo fatto i tamponi e questa mattina sono arrivati i primi risultati, tutti negativi. Siamo in attesa di indicazioni sul da farsi anche in caso di negatività per contagio».

La notizia del primo caso a Vo' Euganeo è stata resa nota mentre il chirurgo stava operando. I due pazienti sono stati portati nell'ospedale di Monselice, uno è stato successivamente trasferito a Padova, l'altro è deceduto ieri sera mentre attendeva il trasferimento. «Nei giorni precedenti erano arrivate delle mail e avevano affisso dei vademecum sul Coronavirus scritti in più lingue».

«Qui la situazione è serena - rassicura il chirurgo coratino - abbiamo preso tutte le precauzioni e ci hanno dato le mascherine. Siamo tranquilli anche perché sono pochi quelli venuti direttamente a contatto con i pazienti».

Anche al Luigi Sacco di Milano non c'è allarmismo. «Io non sono andata a lavoro questi giorni - racconta l'analista del sangue coratina - ma i colleghi mi hanno riferito che sono state prese tutte le precauzioni necessarie. È stato isolato tutto il padiglione delle malattie infettive (il 56 ndr) e c'è un grande via vai interno». A lavorare a tamburo battente è soprattutto il padiglione 62, quello di microbiologia clinica, dove stanno effettuando le analisi. «Io mi occupo di analisi del sangue e nel nostro reparto gli standard di sicurezza sono gli stessi, severi, di sempre. Non essendo trasmissibile per via ematica non ci stiamo occupando noi delle analisi».

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