Il fatto

​Appelli respinti, la Corte dei conti conferma le condanne a Perrone e D'Introno per danno erariale

L'ex sindaco e il segretario generale dovranno pagare 60.975,80 euro in parti uguali, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria, per il danno erariale collegato alla nomina di Maria Fiore nello staff di Perrone

Cronaca
Corato mercoledì 11 settembre 2019
di La Redazione
Il Comune di Corato
Il Comune di Corato © CoratoLive.it

La III Sezione giurisdizionale centrale d’appello della Corte dei conti ha respinto gli appelli e confermato le condanne - emesse nel maggio 2017 - per l'ex senatore Luigi Perrone (nella sua qualità di ex sindaco di Corato) e Luigi D’Introno (in qualità di segretario generale del Comune) a pagare 60.975,80 euro in parti uguali, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria, per il danno erariale collegato alla nomina di Maria Fiore nello staff di Perrone, per una consulenza in materia di servizi demografici, appalti, contrattualità, contenzioso.

Il fatto risale al 2008 e nasce dalla decisione di Perrone di nominare presso l’ufficio della sua segreteria particolare, con decreto del 16 giugno, Maria Fiore, ex dipendente dell’ente in pensione, già titolare di un ulteriore incarico ex art.110 del decreto legge 267/2000 dal 2003 al 2008.

In base a quanto relazionato nel 2012 alla Procura regionale, dopo un’ispezione al Comune di Corato, la nomina della dottoressa Fiore (mediante un contratto di collaborazione coordinata e continuativa) sarebbe stata illegittima. La stessa per il suo incarico, fino al 18 giugno 2013, aveva percepito un compenso di 230.167,64 euro. Ed è quanto la Procura generale della Corte dei conti regionale chiedeva di rifondere al Comune. Una delle contestazioni della Procura regionale della Corte dei conti riguardava il tipo di contratto stipulato con la Fiore.

Perrone e D'Introno hanno impugnato la sentenza del 2017, ma nei giorni scorsi la III Sezione giurisdizionale centrale d’appello della Corte dei conti (clicca qui per consultare la sentenza) ha stabilito che «gli appelli vanno respinti, con conferma integrale dell’impugnata sentenza».

Lascia il tuo commento
commenti
I commenti degli utenti
  • salvatore di gennaro ha scritto il 12 settembre 2019 alle 12:46 :

    Gentile Mario, se segui, e ne sarei onorato, i miei commenti, avrai notato che insisto su pochi punti: l'eterogeneità pregressa nella formazione del popolo italiano, che impedisce la nascita del "senso dello Stato", e cioè del "dovere"; la sua storica impreparazione all'autogoverrno, causa di un'infinità di errori di comportamento; l'impossibilità che da un popolo simile nascano politici di rango. In particolare, parlando del sud, la cui posizione geografica lo ha tenuto sempre lontano dall'emancipata Europa, deploro il suo lassismo politico, il suo attaccarsi passivamente agli altri, il suo fatalismo, il suo esasperato clericalismo. Le tue proposte sono giuste, ma dovrebbero essere avallate dai politici tramite leggi, oppure perorate da un popolo valido. E dov'è? Rispondi a salvatore di gennaro

  • Ettore miscioscia ha scritto il 12 settembre 2019 alle 05:03 :

    Uhahahahaha Rispondi a Ettore miscioscia

  • carlo mazzilli ha scritto il 12 settembre 2019 alle 02:55 :

    hessoncatsi... Rispondi a carlo mazzilli

  • salvatore di gennaro ha scritto il 12 settembre 2019 alle 01:33 :

    La politica italiana, a qualunque livello, è sempre stata caratterizzata da episodi a dir poco "discutibili". Probabilmente è la nostra atavica impreparazione alla gestione della cosa pubblica a crearne i presupposti: chi critica colui che è al potere poi, quando lo scalza, non fa alcunché per evitare di subire le stesse critiche da parte dello scalzato. Alla base di tutto ciò vi è una sola cosa: la mancanza di controllo dell'operato dei politici da parte del popolo, incapace di reagire, con gruppi di pressione organizzati, alle inefficienze o agli abusi dei propri eletti. Questo fa si che, specie nelle zone più culturalmente arretrate, si possa logicamente credere di aver ottenuto dagli elettori una piena ed insindacabile libertà d'azione. E' una colpa? Ma di chi, poi..? Rispondi a salvatore di gennaro

    Mario C. ha scritto il 12 settembre 2019 alle 06:38 :

    Salve Salvatore leggo sempre con molto interesse i suoi post. Ha ragione, in quello che scrive, in merito all'indifferenza del popolo-elettore, che, molto spesso, cerca di guadagnarsi l'amicizia del politico di turno, piuttosto della sua ostilità. Credo inoltre che il ns ordinamento politici manca di due grossi istituti. La responsabilità civile sull'attivita' politica eseguita e la possibilita che il popolo possa ricusare il politico. Con gli stessi strumenti utilizzati per eleggerlo. Mi piacerebbe sapere la sua opinione. Grazie Rispondi a Mario C.

  • Emme ha scritto il 11 settembre 2019 alle 20:15 :

    Scommettiamo che non metteranno un centesimo? Rispondi a Emme

    Antonia Piccarreta ha scritto il 13 settembre 2019 alle 19:16 :

    giusto Rispondi a Antonia Piccarreta

  • nerdrum ha scritto il 11 settembre 2019 alle 19:45 :

    tanti commenti ci saranno. alcuni pro, altri contro, analisi socio-politiche, di costume, da bar, ecc....ecc. ma nel leggere i nomi dei protagonisti di questa storia nn posso nn pensare all'ultimo sindaco che abbiamo avuto, e chiedo: nn è che, per caso, ci aveva visto giusto? Rispondi a nerdrum