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Disastro ferroviario, le parti civili impugnano la ricusazione dei giudici

Viene lamentata la mancanza di contraddittorio nell’udienza del 20 giugno in cui si discuteva la richiesta di ricusazione fatta dai legali della società Ferrotramviaria

Cronaca
Corato mercoledì 10 luglio 2019
di La Redazione
Un vigile del fuoco tra le lamiere del disastro ferroviario
Un vigile del fuoco tra le lamiere del disastro ferroviario © CoratoLive.it

Un ricorso in Cassazione contro il provvedimento di ricusazione dei giudici di Trani è stato depositato dai difensori di alcune parti civili costituite nel processo sul disastro ferroviario che il 12 luglio 2016, sulla tratta tra Andria e Corato, causò la morte di 23 persone e il ferimento di altri 51 passeggeri.

Gli avvocati Andrea Moreno e Giuseppe Modesti chiedono l'annullamento del provvedimento della Corte di Appello di Bari, lamentando la mancanza di contraddittorio nell’udienza del 20 giugno in cui si discuteva la richiesta di ricusazione fatta dai legali della società Ferrotramviaria, imputata nel processo dinanzi ai giudici tranesi.

Intanto, dopo la nomina di un nuovo collegio di giudici, il processo sul disastro è ripreso nei giorni scorsi. Sono imputate la società Ferrotramviaria e 17 persone fisiche, dipendenti e dirigenti dell’azienda pugliese di trasporti e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, accusate, a vario titolo, di disastro ferroviario, omicidio colposo, lesioni gravi colpose, omissione dolosa di cautele e violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro.

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