Il ricordo

Addio a Worry, il cane amico di tutti. Per lui anche una poesia

Ieri mattina è morto all'età di dodici anni per un tumore al fegato. Gerardo Strippoli, presidente della Pro loco Quadratum, gli ha anche dedicato una poesia

Cronaca
Corato lunedì 08 luglio 2019
di La Redazione
Worry
Worry © n.c.

Worry non c'è più. È morto ieri mattina il cane che per tanti anni è stato l'amico a quattro zampe di chiunque passasse dal centro cittadino. Worry, o Scricciolo, o Pallino erano solo alcuni dei tanti nomi con cui era chiamato dai coratini che a lui si erano affezionati e lo consideravano uno di loro. Difficile non notarlo. Era sempre lì mentre schiacciava un pisolino al sole, sdraiato sulle chianche o mentre si rinfrescava nella fontana della Montagnola.

Se l'è portato via un tumore al fegato a dodici anni. L'età - incerta - è stata calcolata in base alla prima volta che Worry si è fatto vedere in centro, nel 2008. «Aveva già un paio d'anni» spiega Mariano con il quale il cane condivideva la quotidianità davanti al suo ristorante. Come Mariano tanti si sono affezionati al cane di quartiere e se ne prendevano cura. In particolare Tonia e Fedele che l'hanno accudito in casa loro quando ormai per Worry era difficile vivere per strada a causa della malattia. Fino all'ultimo giorno.

«Per tutti noi Worry aveva un lato umano - continua Mariano - più che un cane è sempre stato un buon amico. Ricordo quando portò con sé un'altra randagia che abbiamo sempre creduto fosse la mamma o la sorella. Gli diedi un po' di carne, lui si scostò, e lascio mangiare la sua ospite. Di racconti come questi ne potrei raccontare a centinaia». «I cani di quartiere sono importanti. Sono compagni e guardiani. Tra l'altro Worry è sempre stato un giocherellone, non ha mai fatto male a nessuno». Qualche anno fa fu anche accalappiato ma i suoi amici umani riuscirono a riportarlo in libertà.

La morte di Worry ha commosso tanti, soprattutto chi gli ha donato il suo tempo, ricevendo in cambio scondinzolii, compagnia e fedeltà. Come un amico, l'amico di tutti.

Gerardo Strippoli, presidente della Pro loco Quadratum, gli ha anche dedicato una poesia.

De secùre nan'èrre de ràzze,
càne cresciùte mèzze a na chiàzze.
A ògne pìzze u petìeve acchià
e quàse mè u sendìeve agghiattà.
Ce passìeve da nànde la pòste
tùtte 'nzìeme tu vedìeve accòste,
faciàie pe tìche ne pìcche de stràte,
pò te salutàie pe na scutuàte.
'Nànde o menecìpie u acchìeve stìse,
paràie pròprie u patrùne du paìse.
Mè nùdde a nesciùne cercàie,
pe chère ca le dàine s'arrangiàie.
Pe tùtte èrre u amìsce de chiazzètte,
bàste ca le dìeve de pàne ne pezzètte.
Sènza scenìme ma pe la nobiltà
de chìre c'apprèzzene la libertà!
All'amico dei coratini!

Lascia il tuo commento
commenti
I commenti degli utenti
  • Angela Mazzilli Ventura-Corato ha scritto il 08 luglio 2019 alle 13:29 :

    I cani (e gli animali in generale) ; puri,sinceri,fedeli (mah!!!),col valore (oramai fuorimoda) della gratitudine. Amano incondizionatamente,sempre e comunque,anche se sei povero,perdente,brutto,antipatico,puzzolente... ma siamo davvero sicuri che l'uomo in Natura (maiuscolo Natura) sia l'essere superiore??? Se usa (bene) il cervello, sì. Se no, meglio l'istinto. Rispondi a Angela Mazzilli Ventura-Corato

  • Gina Micettina ha scritto il 08 luglio 2019 alle 06:20 :

    Proprio perché LIBERO era benvoluto da tutti. Una rarità in questo paese di servi dei padroni. La sua purezza era quasi umana, quella purezza ormai persa nel nostro DNA. Riposa in pace Worry. Rispondi a Gina Micettina

    carlo mazzilli ha scritto il 08 luglio 2019 alle 11:02 :

    woof! hauuuu! grrrr! cahì! cahì! gina, gina, G, i cani liberi e felici, come li vorresti tu...non si possono tenere in una città. fattene una ragione. io personalmente vieterei del tutto, in maniera assoluta e indiscriminata anche il possesso di cani a persone che risiedono nella cittadina. al limite condizionandone il possesso a regole rigidissime, con particolare riguardo agli obblighi vaccinali, guinzagli, museruole e raccolta deiezioni. a proposito, l'avete notata l'ultima moda? si porta il cane a cacare, si raccoglie nel sacchetto e poi si lascia cadere il sacchetto con nonchalance in un angolo della strada, dove viene calpestato da vetture o pedoni con conseguente spandimento di merda un pò dovunque...più un sacchetto sporco che rimane lì per mesi...si vergognassero, zozzoni! Rispondi a carlo mazzilli

    teresa de meo ha scritto il 08 luglio 2019 alle 19:45 :

    purtroppo l' inciviltà non è di tutti , io personalmente mi ritengo una persona rispettosa delle regole e come tanti altri, forse bisognerebbe educare tanti genitori a far rispettare le regole basilari per un vivere civile. Si faccia una passeggiata la mattina all' alba e veda cosa lasciano i ragazzi perbene che affollano le piazze, i cestini ricolmi di bottiglie di birra, io altro non vedo che qualche sporadica fece di qualche incivile che possiede forse un cagnolino . Si faccia una passeggiata nella stradina che porta da piazza sedile a piazza municipio e poi mi risponda a dovere. Un paese che non ama gli animali è solo un paese di persone insensibili. Non tutti la pensiamo come lei Rispondi a teresa de meo

    Gina Micettina ha scritto il 08 luglio 2019 alle 19:34 :

    In città non vorrei gente intollerante come lei. E guardi che avervi intorno e condividere questo pezzetto di mondo (dove non siamo padroni di nulla, se non solo di passaggio) con gente così non aiuta a farsene una ragione come vorrebbe lei. Ah, questo suo tono confidenziale non le è stato mai concesso. Non si prenda confidenze che nessuno ha intenzione di darle. Mi stia bene e impari ad essere più tollerante con tutti gli abitanti del pianeta e si chieda se magari è lei ad essere indesiderato in questa città. A bien tôt Rispondi a Gina Micettina

    Animalista ha scritto il 08 luglio 2019 alle 18:59 :

    Signor Carlo Mazzilli......ma cosa dici? Ma ti rendi conto! Un commento insensato nato dalla morte di un cane innocente che non ha mai dato fastidio a nessuno....ma come ti viene....che cosa vuoi vietare....?......augura più tosto buon viaggio a quell'anima pura....Non come noi umani...E fai una cosa vai in canile e salva un anima innocente che la gente come te condanna all'ergastolo da innocente.....E prima di rispondere pensa a cosa devi scrivere.....VIETEREI ma lo sai che il Signore ha creato prima gli animali e dopo a te....se le persone non raccolgono le feci dei loro cani non è colpa dei cani.......allora io vieterei ai bambini di giocare a pallone nelle strade a rompere i vetri delle macchine a pallonate.... Rispondi a Animalista

    carlo mazzilli ha scritto il 09 luglio 2019 alle 18:39 :

    e gli insetti? ne vogliamo parlare? fanno parte del Creato, perciò con quale diritto uccidiamo le zanzare? con quale diritto impediamo alle mosche di essere nostre commensali? quale protervia ci spinge a imporre ai nostri amici a quattrozampe collari venefici che fanno strage di zecche, pulci, tafani e pappataci? e le blatte, gli scarafaggi? l'equivalente terrestre dei crostacei marini, con quale diritto ne facciamo strage?

    carlo mazzilli ha scritto il 09 luglio 2019 alle 18:29 :

    e oggi che mi sento polemico come non mai, premettendo che rispetto ogni e tutti gli esseri viventi, vorrei anzi rincarare la dose: se tutti gli animali sono nati liberi, prima di noi, con pari se non superiori diritti, allora io Voglio le mucche al pascolo sulle piazze cittadine, cinghiali a nutrirsi di ghiande sotto i lecci dello stradone. voglio ratti, nutrie e lontre a sguazzare nelle fontane cittadine e gabbiani a piluccare cibo da bar e ristoranti all'aperto. voglio pecore e capre in ogni strada della città, lupi ad insidiarne la sicurezza, galline, pavoni, tacchini e volpi per ogni dove e su ogni poggiatoio milioni di piccioni a battezzare con il loro guano ogni passante. perchè i cani sì e il ratto norvegico no??? sentiamo...

    carlo mazzilli ha scritto il 09 luglio 2019 alle 18:12 :

    continuo la risposta al gruppetto di amici simpaticoni: dal mio punto di vista, mille volte preferirei i vetri rotti dalle pallonate o qualche altro piccolo danno causato dai ragazzi che giocano per strada, piuttosto che le piazze lordate, in qualunque senso e modo. quello che mi fa specie è appunto l'assoluta intangibilità della categoria dei possessori di cani: va da sè che ce se sono di integerrimi, ma è di tutta evidenza che ce ne sono anche, forse la maggioranza, di sporcaccioni incivili, ma con lo stigma della intangibilità. e se li critichi sei tu un insensibile intollerante... epoi... magari... rivedere i bambini giocare, gridare, ridere per strada, adesso che stanno sempre piantati a rincoglionire con quei telefonini del cavolo...

    carlo mazzilli ha scritto il 09 luglio 2019 alle 17:39 :

    rispondo a te, alla micettina snob con la puzza sotto il naso, alla teresa e alla tina: per il cane mi dispiace, era una brava bestia, pace alla sua anima e condoglianze vivissime a chi gli è stato vicino. poichè siamo in democrazia, ma ancora per poco presumo dolente, io penso e dico quel C***o che mi pare. quelli che lordano, in qualunque modo lasciando bottiglie, cartacce, rifiuti, deiezioni umane canine feline equine ecc. sono da sanzionare pesantemente. e su questo punto credo siamo tutti d'accordo.chi lascia il sacchetto pieno di merda del suo cane vicino magari alla porta di una abitazione sarebbe da sanzionare ancora più duramente, chi lorda, anche se proprietario di un cane, non è incensurabile, non è al di sopra delle regole di civiltà. saluti.

    Tina Quatela ha scritto il 09 luglio 2019 alle 05:40 :

    Giustissimo! Condivido in pieno il tuo pensiero.

  • salvatore di gennaro ha scritto il 08 luglio 2019 alle 04:36 :

    E' morto, sapendo di essere unico, nel suo modo aristocratico di zampettare, di rimanere distaccato da ciò che lo circondava, nella sua consapevolezza di essere benvoluto, di essere il padrone della città. Sapeva stare al suo posto, sapeva come muoversi in mezzo al traffico e alla gente. Mancherà a chi è di animo sensibile. Come l'autore dell'articolo che parla di lui: ha saputo sottolineare, senza scivolare nella da me odiatissima retorica che caratterizza, con inutili fiumi di altisonanti parole, fatti di marginale importanza, l'indiscutibile "pathos" che circonda il racconto. Rispondi a salvatore di gennaro