Istanza depositata questa mattina

​Processo incidente ferroviario, Ferrotramviaria: «I giudici vanno ricusati»

Gli avvocati: «È stato anticipato il giudizio nei confronti della società»

Cronaca
Corato giovedì 06 giugno 2019
di La Redazione
La tragedia sul binario tra Corato e Andria
La tragedia sul binario tra Corato e Andria © CoratoLive.it

Un’istanza di ricusazione del collegio giudicante nel processo per l’incidente ferroviario del 12 luglio 2016, che provocò la morte di 23 persone lungo la linea Andria-Corato di Ferrotramviaria, è stata depositata questa mattina in Corte d’Appello da parte dei difensori della società.

Ferrotramviaria è uno dei 18 imputati (in qualità di persona giuridica) nel processo in corso dall’11 aprile scorso e del quale oggi si è celebrata una nuova udienza. Il 7 maggio scorso, il Tribunale collegiale (presidente Giulia Pavese) ha emesso quattro decreti, tra cui uno che ordina la citazione della Regione Puglia in qualità di responsabile civile. Istanza avanzata da diverse parti civili e già respinta dal Gup Angela Schiralli in sede di udienza preliminare.

Secondo il decreto del Tribunale collegiale, invece, “non può escludersi che l’ente locale possa essere chiamato a rispondere, nei limiti delle proprie prerogative, unitamente alla Ferrotramviaria spa, delle conseguenze dannose dei fatti di reato per i quali si procede, non avendo mai rescisso il contratto di servizio né effettuato segnalazione alcuna al Mit, consentendo il protrarsi della concessione a un soggetto rivelatosi ‘inaffidabile’. Proprio l’espressione ‘inaffidabile’, ad avviso del difensore di Ferrotramviaria, Michele Laforgia, costituisce un’anticipazione del giudizio di responsabilità nei confronti della società e per questo - ha spiegato al termine dell’udienza di oggi - “ricorre la causa di ricusazione, cioè indebita anticipazione del giudizio di colpevolezza”.

Ora sarà la Corte d’Appello a dover decidere. Il processo, intanto, è stato aggiornato al 20 giugno prossimo quando il collegio dovrà comunque esprimersi su nuove questioni preliminari sollevate nell’udienza di oggi, tra cui mancate o tardive notifiche da parte delle parti ai responsabili civili e anche sulle eccezioni sollevate dal difensore della Regione Puglia, Vincenzo Zaccaro. Ad avviso del legale l’ente non può essere citato come responsabile civile in quanto nessuno degli imputati ha un rapporto di dipendenza con l'ente. L’avvocato ha anche rilevato come, in base alla normativa vigente all'epoca dell'incidente, la Regione non avesse alcuna responsabilità in materia di sicurezza ferroviaria e vigilanza.

Imputati e accuse. Alla sbarra ci sono i capistazione di Andria e Corato, Vito Piccarreta e Alessio Porcelli; il capotreno sopravvissuto Nicola Lorizzo, e il dirigente coordinatore centrale (Dcc), Francesco Pistolato; i vertici di Ferrotramviaria, ovvero l’ex presidente e ad Enrico Maria Pasquini e sua sorella Gloria Pasquini (subentrata al primo dopo le dimissioni del dicembre 2013); il direttore generale Massimo Nitti e il direttore di esercizio Michele Ronchi; ancora altri sei dirigenti di Ferrotramviaria (Giulio Roselli, Vito Mastrodonato, Francesco Giuseppe Michele Schiraldi, Tommaso Zonno, Giandonato Cassano e Antonio Galesi); e, poi, il direttore generale della divisione Tpl del ministero delle Infrastrutture, Virginio Di Giambattista; Alessandro De Paola e Pietro Marturano, in qualità di direttori dell’Ustif (che si occupa delle linee ferroviarie in concessione) di Puglia, Basilicata e Calabria (il primo dal gennaio al giugno 2011 e dal giugno 2013 al dicembre 2014, il secondo dal 19 febbraio 2015). I reati - contestati a vario titolo - dai pm Alessandro Pesce e Marcello Catalano sono quelli di disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni gravi colpose, omissione dolosa di cautele, violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro e falso. Una diciottesima persona, Elena Molinaro, dirigente del ministero delle Infrastrutture, ha scelto l’abbreviato. Ferrotramviaria spa è imputata come persona giuridica e risponde dell’illecito amministrativo dipendente dai reati commessi da vertici e dirigenti.

Sono costituiti come parti civili la Regione Puglia, i Comuni di Corato, Andria e Ruvo di Puglia, le associazioni Acu, Ubf, Codacons, Confconsumatori, Anmil e Gepa, oltre ai parenti delle vittime e ai feriti (ad eccezione di quanti hanno ritirato la costituzione dopo aver già ottenuto i risarcimenti danni dall’assicurazione). Mentre Regione Puglia, Ferrotramviaria e Ministero dei Trasporti sono stati citati come responsabili civili, cioè soggetti tenuti eventualmente al risarcimento del danno.

Lascia il tuo commento
commenti
I commenti degli utenti
  • Tina Quatela ha scritto il 10 giugno 2019 alle 04:50 :

    Non dimentichiamoci mai! E dico mai! Dei 23 angeli morti senza un perché Rispondi a Tina Quatela

  • Tina Quatela ha scritto il 08 giugno 2019 alle 17:48 :

    Stiamo a vedere che la colpa è delle povere vittime che quel giorno hanno preso quel treno! Avvocati, vergognatevi! Rispondi a Tina Quatela

  • Antonio ha scritto il 07 giugno 2019 alle 07:39 :

    È un modo come un altro per procrastinare il processo ed arrivare a scadenza dei termini. Questo significherebbe, se accadesse, che la colpa è di chi è morto o ferito. Gli avvocati si stanno attaccando sugli specchi. O in concessione o dopo regionalizzati, la responsabilità di chi doveva e deve sorvegliare é imprescindibile... Rispondi a Antonio