Operazione a tutela del patrimonio floristico condotta dai Carabinieri Forestali di Ruvo

Taglia abusivamente 85 roverelle sulla Murgia, denunciato un coratino

Sequestrati diversi cumuli già depezzati. Le aree interessate dai tagli, in località “Boschigni”, sono risultate in proprietà del comune di Corato, completamente all’oscuro di quanto accaduto

Cronaca
Corato mercoledì 13 febbraio 2019
di La Redazione
Taglia abusivamente 85 roverelle nel Parco, denunciato un coratino
Taglia abusivamente 85 roverelle nel Parco, denunciato un coratino © Carabinieri Forestali

Un’operazione a tutela del patrimonio floristico è stata condotta dai Carabinieri Forestali di Ruvo. I militari, durante specifici pattugliamenti e monitoraggi ambientali, hanno rilevato in località “Boschigni” in agro di Corato, lungo l’omonima strada vicinale, il taglio di spalcatura di numerose piante forestali autoctone.

Oggetto del taglio le querce della specie “Roverella” tipiche dei boschi dell’Alta Murgia, il cui materiale legnoso era stato in parte già depezzato e accatastato in una masseria limitrofa di proprietà degli esecutori.

Più precisamente, dai rilevi eseguiti è risultato che gli interventi hanno interessato un tratto di circa 1.300 metri per un totale di circa 85 piante con diametri variabili dai 10 ai 20 centimetri. I successivi riscontri documentali hanno appurato che non risultavano essere state rilasciate le prescritte autorizzazioni paesistico ambientali e che le aree interessate dai tagli sono risultate in proprietà del comune di Corato, completamente all’oscuro di quanto accaduto.

Accertato pertanto il reato di appropriazione illecita di materiale legnoso, i militari hanno proceduto a sequestrare i cumuli di legna e a denunciare alla Magistratura di Trani un soggetto, residente a Corato, quale esecutore materiale dei danni al patrimonio forestale.

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I commenti degli utenti
  • salvatore di gennaro ha scritto il 13 febbraio 2019 alle 16:43 :

    Se alla notizia è stato dato risalto, significa che racchiude una certa gravità, altrimenti si poteva benissimo evitare di divulgarla. Messo da parte il caso particolare, perorato con veemente calore ed abbondanza di "k" da Luigi e trattato con comprensiva indulgenza da Umberto, il mio fervore è rivolto innanzitutto nei confronti degli inquinatori, al quale il fatto descritto è servito da spunto. Chiaramente, c'è gravità e gravità… Rispondi a salvatore di gennaro

  • salvatore di gennaro ha scritto il 13 febbraio 2019 alle 11:25 :

    I danni all'ambiente e le truffe allo Stato io li avrei puniti con trent'anni di galera, senza condizionale. Qualche garantista potrebbe irridere questa mia affermazione, ma evidentemente ho un senso diverso sul valore del termine di "Stato": per me è un'entità sacra, da difendere a tutti i costi. L'uomo muore, lo Stato sopravvive ad esso, e bisognerebbe tramandarlo ai posteri, nel migliore dei modi. Forse sono un romantico, rimasto ancorato ai miti dell'ottocento, ma sono felice di esserlo. Riguardo alla Murgia, stendiamo un velo pietoso… L'immane disastro creato dallo spietramento, con la cecità o la complicità di chi doveva controllare, ha distrutto un panorama e un habitat unico al mondo, che rimangono solo nel ricordo, sempre più ristretto, di chi li ha conosciuti e goduto di essi. Rispondi a salvatore di gennaro

    luigi.marchetti ha scritto il 13 febbraio 2019 alle 12:59 :

    Sono stati tagliati in prpieta e sono rami ke cadevano ne seminativo ke occupano 4 metri di seminativo e stanno anke domande fatte tu ke nn sai stai zitto Rispondi a luigi.marchetti

    Umberto Lastella ha scritto il 13 febbraio 2019 alle 12:16 :

    Concordo con te Salvatore anche 100 anni di galera ma c'è da dire che il lavoro scarseggia e che qualcuno si arrangia come può. C'è gente che lavora 15 ore al giorno e percepisce 900 euro al mese. A questi datori di lavoro darei tranquillamente 10 ergasoli allo stato invece che non fa nulla per tutelare le aziende li metterei nel fuoco della geenna. Capisci la catena..... Rispondi a Umberto Lastella

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