​Anche il 2019 è iniziato al freddo per alunni e insegnanti delle scuole cittadine

Istituto “Tannoia” al freddo, la dirigente: «Situazione in via di ripristino»

«Non sussiste l’inagibilità della scuola, come qualcuno impropriamente si è permesso di scrivere» dichiara la dirigente Nunzia Tarantini

Cronaca
Corato mercoledì 09 gennaio 2019
di La Redazione
L'ingresso del Tannoia
L'ingresso del Tannoia © CoratoLive.it

Anche il 2019 è iniziato al freddo per alunni e insegnanti delle scuole cittadine. Una circostanza che si ripete ogni anno per una motivazione molto semplice: durante il periodo delle vacanze natalizie gli impianti vengono spenti e per tornare a riscaldare gli ambienti ce ne vuole. A peggiorare la situazione, senza ombra di dubbio, ci sono state anche le nevicate dei primi giorni dell’anno.

Le segnalazioni in tal senso hanno riguardato più istituti - alcune aule del liceo classico Oriani, liceo artistico Federico II, scuola media Santarella e plesso Arbore - ma particolarmente critica si è rivelata la situazione dell’istituto “Tannoia”. I ragazzi non stanno frequentando le lezioni perché la temperatura registrata e avvertita negli ambienti è troppo bassa.

Dello stato dei luoghi abbiamo chiesto conto alla dirigente, Nunzia Tarantini. «Lunedì 7 gennaio l’impianto non si è rimesso in funzione» racconta. I tecnici, inviati dalla Città Metropolitana, sono intervenuti già in mattinata ed hanno riavviato il sistema. Purtroppo però nel pomeriggio si è ripresentato il problema e l’8 mattina un idraulico è tornato a scuola ed ha constatato la necessità di sostituire alcune parti dell’impianto.

Vista la criticità della situazione ho richiesto l’intervento dell’ufficio igiene perché potesse constatare e sottoscrivere l’urgenza delle riparazioni. Va detto che gli enti di competenza, la Città Metropolitana per la precisione, hanno proceduto nel minor tempo possibile: è bene ricordare che agli stessi uffici spetta la gestione di tutte le scuole del territorio di competenza che, per ovvie ragioni, vivono contemporaneamente disagi simili.

Non sussiste l’inagibilità della scuola, come qualcuno impropriamente si è permesso di scrivere. Non avrei potuto chiudere l’istituto perché questo avrebbe comportato l’interruzione di un pubblico servizio. Di fatto però ho già assicurato ai miei alunni che le ore di assenza che stanno facendo questi giorni non verranno conteggiate perché sono motivate da una causa di forza maggiore. Anche le forze dell'ordine, polizia e carabinieri, sono state avvisate dalla sottoscritta: sono responsabile dei miei studenti e se non si presentano in massa e sostano in gruppo in ambienti esterni alla scuola è mio dovere avvisare chi di competenza.

Posso assicurare, documenti alla mano, che tutto il possibile è stato fatto e che la situazione tornerà alla normalità nelle prossime ore».

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I commenti degli utenti
  • Amedeo Strippoli ha scritto il 11 gennaio 2019 alle 13:42 :

    Vorrei chiedere alla dirigente scolastica, responsabile di quel plesso, se sa il significato della parola programmazione. Poi, se si vuole, si supera ogni ostacolo. La verità è che non siamo più predisposti alla parola sacrificio, in questo mondo dove tutto è dovuto. Rispondi a Amedeo Strippoli

  • carlo mazzilli ha scritto il 09 gennaio 2019 alle 17:45 :

    quando andavo a scuola, cioè negli anni 70, a volte mancava il riscaldamento per mesi... ma non c'era tutta questa disperazione, si faceva lezione ugualmente, con i cappottini addosso e la maestra con la stufetta elettrica in mezzo alle gambe...bei tempi... Rispondi a carlo mazzilli

  • luigimintrone@libero.it ha scritto il 09 gennaio 2019 alle 16:58 :

    al di là delle giustificazioni più o meno credibili del dirigente, è la dimostrazione di quanta poca importanza venga data all'istruzione, sarebbe stato sufficiente riaccenderli un paio di giorni prima con una temperatura leggermente al di sotto dello standard. Rispondi a luigimintrone@libero.it

  • un cittadino ha scritto il 09 gennaio 2019 alle 11:23 :

    ...in un Paese nel quale "si vive comodamente", qualunque inconveniente si trasforma in tragedia... Rispondi a un cittadino