Il crollo dei due palazzi è avvenuto nei giorni scorsi nel centro storico di Marsiglia, in rue d'Aubagne nel quartiere di Noailles

Crollo di Marsiglia, tra le vittime c’è Maguette: è stato ospite del Centro di via San Magno

«Era una persona particolarmente sensibile, ha sofferto molto durante e dopo il viaggio per arrivare in Italia. Dipingere lo aveva aiutato a stare meglio. Siamo tutti sconvolti da questa notizia» commentano operatrici e insegnanti

Cronaca
Corato venerdì 09 novembre 2018
di La Redazione
Crollo di Marsiglia, tra le vittime c’è Maguette: era un ospite del Centro di via San Magno
Crollo di Marsiglia, tra le vittime c’è Maguette: era un ospite del Centro di via San Magno © n.c.

Si chiamava Maguette Niasse e aveva Corato nel cuore. Il passato è d’obbligo, perché Maguette non c’è più. Ha perso la vita nel crollo dei due palazzi avvenuto nei giorni scorsi nel centro storico di Marsiglia, in rue d'Aubagne nel quartiere di Noailles.

«Maguette - scrivono dal Centro provinciale di istruzione per adulti - due anni fa è stato un nostro studente nella sede di Corato. Apprendiamo oggi con grande dolore che è una delle vittime del crollo di Marsiglia».

«Era una persona particolarmente sensibile, ha sofferto molto durante e dopo il viaggio per arrivare in Italia. Dipingere lo aveva aiutato a stare meglio, a ritrovare la speranza. Aveva raggiunto suo fratello a Marsiglia dopo aver ottenuto la protezione internazionale come richiedente asilo. Siamo tutti sconvolti da questa notizia, vogliamo ricordarlo con una piccola intervista che fece a scuola» commentano operatrici e insegnanti.

«Vengo dal Senegal, ho 24 anni. Vivevo con mia nonna che ha 113 anni perché i miei sono separati» aveva raccontato agli operatori del Centro.

«Una delle cose che mi rende felice è sentire mia madre al telefono. Lei spesso accoglie in casa i miei amici, così ogni tanto riesco a sentire anche loro. Mi mancano molto i miei amici, quelli con cui ho condiviso la mia infanzia. Eravamo sempre insieme, quelli sì che sono veri amici.

Io per esempio posso stringere la mano a qualcuno qui che conosco appena, ma so che infondo non sarà mai un mio amico, così come lo sono i miei amici del Senegal. Per essere mio amico, lui deve fare qualcosa di serio con me.

In Senegal ho due sorelle gemelle, sono identiche, hanno 11 anni e studiano. Ho anche due fratelli, uno ha frequentato la scuola superiore e lavora in un Call center, l’altro è in Francia.

Io mi trovo bene qui in Italia ma sento che c’è un forte razzismo. Eppure quando con il Centro di Accoglienza abbiamo partecipato alla sfilata di Carnevale a Corato non abbiamo avuto problemi, eravamo tutti felici e vedevamo che la gente rideva e si divertiva insieme a noi».
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