Come si usano i timbri a fuoco

​Timbri a fuoco: cosa sono, come si usano e quali sono i vantaggi

Tra le più importanti e diffuse tipologie di timbri che si possono trovare in commercio troviamo sicuramente quelli a fuoco

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Corato venerdì 15 maggio 2020
di La Redazione
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Tra le più importanti e diffuse tipologie di timbri che si possono trovare in commercio troviamo sicuramente quelli a fuoco, che si dimostrano decisamente rilevanti in un gran numero di lavori, offrendo svariati vantaggi.

Ovviamente, non tutte le superfici possono essere utilizzate per una marchiatura con un timbro a fuoco, visto che in caso contrario il risultato finale potrebbe non essere ottimale. È importante, per queste ragioni, anche provvedere all’acquisto di un timbro a caldo di qualità, come quelli che si possono trovare su MisterTimbri, che vengono proposti in varie forme e dimensioni, ma che possono essere personalizzati in base a quelle che sono le proprie esigenze.

Su quali superfici usarli. I timbri a fuoco si possono facilmente riconoscere in commercio per alcune peculiarità. Prima di tutto, è necessario mettere in evidenza che sulla carta comune è sempre meglio usare un timbro a inchiostro, lasciando invece questa particolare categoria di timbri per altre superfici.

Questi timbri danno il meglio quando vengono usati sul legno, in cui riescono ad esprimere tutta la loro efficacia e la capacità di garantire un altissimo livello di definizione. Stessa identica situazione di chi ha la necessità, ad esempio, di apporre un timbro su un paio di scarpe realizzate in tessuto oppure in pelle.

Oltre a legno, tessuto e pelle, ci sono anche altre superfici su cui si possono usare i timbri a fuoco. Il riferimento è, ad esempio, alla plastica, al cuoio, al sughero e al cartone, senza dimenticare gli pneumatici, la gomma e pure determinati prodotti alimentari. Celebre è sicuramente il caso del sughero: basti pensare, ad esempio, alla timbratura dei tappi di vino, su cui sono contenute tutte le caratteristiche relative alla bottiglia.

Come si usano i timbri a fuoco. Ci sono alcune indicazioni che possono tornare utili per sfruttare al meglio un timbro a fuoco, dopo chiaramente averlo acquistato. Il primo passo è quello di provvedere a far scaldare per circa un quarto d’ora la piastra in ottone del timbro a fuoco, ma è fondamentale che la temperatura del timbro sia quella corretta, né eccessivamente calda né troppo fredda.

La piastra scaldata va applicata in maniera estremamente delicata sulla superficie da marchiare: deve essere un vero e proprio gesto di “accompagnamento” evitando i movimenti troppo bruschi sulla superficie che deve essere oggetto del timbro.

Successivamente, dopo l’apposizione del timbro, bisogna aspettare qualche secondo, in modo tale da poter ricavare una timbratura che sia definita e nitida in ciascun dettaglio. È fondamentale timbrare solo ed esclusivamente su delle superfici che siano perfettamente pulite, in cui non ci siano né imprecisioni e nemmeno delle macchie.

Il logo che dovrà essere successivamente stampato sulla piastra del timbro a fuoco deve essere un’immagine ben nitida e che non abbia eccessive sfumature di colore, dal momento che tutto questo porterebbe ad un’impressione non efficacemente netta, come invece caratterizza questo particolare tipo di timbro. Altrettanto importante puntare sempre su un lettering che sia adeguato, evitando i font corsivi e prediligendo quelli in stampatello.

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