Com’è nata l’idea di aprire il punto vendita? «Da una esigenza concreta dei nostri clienti» risponde Francesco Colabella, il titolare del Vivaio Santa Bernadetta

Vivaio Santa Bernadetta: «Festeggiamo il primo anno di attività curando i fiori per San Cataldo»

L'intervista a Francesco Colabella, il titolare del Vivaio Santa Bernadetta

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Corato lunedì 19 agosto 2019
di La Redazione
L'addobbo floreale per la festa di San Cataldo realizzato dal vivaio Santa Bernadetta
L'addobbo floreale per la festa di San Cataldo realizzato dal vivaio Santa Bernadetta © CoratoLive.it

«È un compleanno speciale, per questo lo festeggiamo con San Cataldo». A poterlo dire è Francesco Colabella, il titolare del Vivaio Santa Bernadetta. «Ieri, 18 agosto – prosegue Francesco - il nostro punto vendita di viale IV Novembre 95 ha raggiunto un traguardo importante: il suo primo anno di attività. Per “celebrarlo”, è proprio il caso di dirlo, non poteva capitare una occasione migliore: occuparci degli addobbi floreali dei due simulacri di San Cataldo e del chiostro del Comune. Per noi è un grande onore, siamo molto legati alla nostra città ed alle sue tradizioni».

Com’è nata l’idea di aprire il punto vendita?
«Da una esigenza concreta dei nostri clienti. Fino a prima dell’inaugurazione ci limitavamo alla vendita online delle nostre piante o alla fornitura di clienti che di occupano di coltivazioni intensive o di agricoltura in modo professionale. Coltiviamo circa un ettaro di terreno, produciamo circa 7-8mila piante all’anno: erbe aromatiche, piante da siepi, alberi da frutto e tanto altro.

Pian piano però tanti altri cittadini si sono avvicinati a noi chiedendoci di soddisfare anche altre esigenze, penso per esempio agli allestimenti floreali per le occasioni più disparate. E dunque, ci siamo tuffati in questa nuova esperienza: posso affermare che devo davvero ringraziare i nostri clienti, sono stati loro a darci la carica di entusiasmo necessaria per vincere ogni timore ed avviare questa attività. Nel momento storico che stiamo attraversando “tirare su una saracinesca”, secondo me, resta una scelta coraggiosa. Siamo stati in grado di farlo perché abbiamo mantenuto la nostra essenza - la nostra identità a stretto contatto con la terra con la progettazione, la realizzazione e la manutenzione dei giardini – e su di essa abbiamo innestato tanto altro».

Avete dunque ampliato la vostra offerta di servizi?
«Molto. Abbiamo allargato il nostro organico, da un po’ di tempo abbiamo “debuttato” nel mondo del wedding: è un settore in cui i fiori e le piante hanno un ruolo da protagonisti. È una sfida che di diverte molto e ci dà tante soddisfazioni: lavoriamo stando fianco a fianco degli sposi; partiamo dall’ascolto dei loro desideri e cerchiamo di capire come esaudirli al meglio.

L’obiettivo è sempre quello di creare una immagine complessiva armonica dei luoghi in cui si svolgeranno il rito e la festa del matrimonio, cerchiamo di guidare le scelte in modo che gli stili siano il più possibile coordinati: per non compiere scelte sbagliate è sempre necessario avere bene in mente i colori degli ambienti e la luminosità naturale. Solo così riusciamo ad ottenere risultati che rendono felici gli sposi e orgogliosi noi e il nostro staff.

Abbiamo dei punti saldi da cui non possiamo prescindere: la freschezza dei fiori (che durano anche nei giorni successivi al matrimonio), l’estro artistico che ci consente di realizzare diverse forme di composizione, l’attenzione assoluta per la cura dei dettagli e delle rifiniture».

In realtà i fiori oggi non sono più solo per i matrimoni…
«Esatto. In ogni momento della vita c’è spazio per i fiori e per le piante. Dalla nascita fino all’ultimo saluto, i fiori sono una delle espressioni più belle che la natura possa offrire. Oggettivamente devo dire che la gente li sta riscoprendo. Non sappiamo se per moda o per reale interesse: sta di fatto che le richieste sono in continuo aumento. E questo non può che farci piacere».

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