Ci ha lasciati Benedetto Leo, "u' quaratìne a pìcche a pìcche"

Era l'autore della nostra rubrica "U' quaratìne a pìcche a pìcche". Alla sua famiglia le condoglianze della nostra redazione e di quanti lo hanno apprezzato attraverso le sue poesie.

Attualità
Corato lunedì 29 giugno 2009
di Giuseppe Cantatore
© CoratoLive.it
Benedetto Leo ci ha lasciati.

Venerdì scorso, a 58 anni, se l'è portato via un male incurabile che ci aveva annunciato tempo fa con la disarmante facilità con cui si racconterebbe ad un amico avere l'influenza.

Commercialista a Chiavari - nella lontana Liguria, dove oggi si terranno le esequie -  ma artista nell'anima, Benedetto era il nostro "quaratìne a pìcche a pìcche", proprio come il titolo della rubrica che ormai da due anni curava per CoratoLive.it.

Innamorato di Corato e dei coratini, nonostante vivesse lontano da molti anni, nelle sue poesie in vernacolo Benedetto ha dispensato autentiche pillole di quella cultura popolare che amava davvero in maniera viscerale.

Tanto che - succedeva sempre, al telefono come nei saluti delle sue email - non è mai riuscito a chiamarmi Giuseppe. Ma sempre "Peppìne", alla coratina.

Entusiasta della vita, ironico, colto, era così innamorato del dialetto che anche la presentazione della sua rubrica era scritta interamente nel nostro amato linguaggio popolare.

«N’gè permèsse? - scriveva di sè - Sòche Benedetto Leoiùne ca pretènde d’èsse n’artìste pòete, commediògrafe e umorìste. Però, date ca sòche pìgre e pelandròne in da la vite, malgràde la lunga lìste nan zò fatte nùdde de bùone. Misantropo, orgoglioso, mugugnone sòche spesàte, pènze a mìche, ergo....egoìste.

Ma già ca me permètte d’elencàrve la longa lìste d’ògne defètte mi v’àgghja dìsce di iùne ca iè u ghjù grave fra tutte quànde chìdde ca avìte lesciùte:
sòche ‘nnammuràte de Quaràte, du dialètte e, cudde ca iè pèsce, de le quaratìne.

Scrive in quaratìne pe l’amore ca ghi pòrte pe stà terre ca mè date la lùsce, percè da ièdde so ‘mparate a fùsce e nisciùne me pòte da tùorte».

Amava tradurre le opere dei grandi autori della storia della letteratura in dialetto coratino e, recentemente, aveva coronato un piccolo sogno, quello di scrivere una commedia in vernacolo.

Proprio la scorsa settimana a Corato è infatti andata in scena "Vicine e naune inde", una divertente commedia in in dialetto scritta da Benedetto Leo insieme a Mimmo Mazzilli.

«Perdiamo un attento cultore del nostro dialetto, capace di saper cogliere tutte le sue sfumature» ha commentato Mimmo Mazzilli.

«Con i suoi versi è riuscito a descrivere con molta semplicità, ma con sentimento, situazioni , personaggi, fatti e strumenti di vita quotidiana. Le sue poesie, pur se in vernacolo, si leggono con molta facilità e ognuna ci induce a riflettere sul suo contenuto sempre in grado di trasferirci una piacevole emozione o di invitarci a riflettere sulla sua morale.

Mi rimane oltre al piacevole ricordo di una persona sincera, colta, sempre disponibile, molto legato alla sua Corato, quello di aver scritto con lui la commedia in dialetto coratino, "Vicine e naune inde".

E’ stato lui che ha avuto l’idea e mi ha trascinato nella piacevole avventura. Sarà questo il mio personale ricordo».

A rendere tutto più struggente è poi una email che abbiamo ricevuto ieri sera dal figlio di Benedetto, Fabrizio, che ci ha inviato una poesia, scritta da sua padre, dal titolo emblematico, "Testamende".

La trovate nella colonna a destra, insieme alle parole di Fabrizio ed all'annuncio che, per esplicito volere di Benedetto, i suoi figli continueranno ad inviare - e noi a pubblicare - le sue poesie non ancora editate.

«Accam si trasut, accssì t n si assut...citt citt... U quaratin picche a picche...» hanno scritto le sue due nipoti, Serena e Stefania, in un commento a "La pressione", l'ultima poesia che Benedetto ha pubblicato per CoratoLive.it.

«Ciao Zio, ci mancherà sempre la tua ironia e soprattutto la tua voglia di metterti in gioco... fino all'ultimo momento e sarà la nostra filosofia di vita».

Anche la nostra.

Ciao Benedetto.
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I commenti degli utenti
  • gerardostrippoli ha scritto il 29 giugno 2009 alle 20:52 :

    Questa notizia mi colpisce profondamente. Non conoscevo personalmente Benedetto, ma ho avuto il piacere di scambiare con Lui opinioni e commenti riguardo i nostri reciproci scritti e la passione per il vernacolo. Alla famiglia le più sentite condoglianze. Gerardo Strippoli Rispondi a gerardostrippoli

  • TIBERIUS ha scritto il 29 giugno 2009 alle 17:11 :

    STATT BUON BNDITT SPERIAM A CRIST CA T VOL ACCOGH MEZZ A VRAZZR SAU E T FASC TRASI O PARAVIS , S STATT N VER QUARATIN ZCHLAUN. TIBERIUS Rispondi a TIBERIUS

  • aldoRE ha scritto il 29 giugno 2009 alle 16:13 :

    Ciao Massimo, un saluto con tutto il cuore sei nei miei ricordi quando quelle volte che ci siamo fermati a parlare andavamo a scovare sempre parole dialettali più vecchie e non più in uso, ma tu ovviamente ne sapevi sempre qualcuna particolare che io a volte non conoscevo l'esistenza. Grazie per le tue poesie. Rispondi a aldoRE

  • ilduce ha scritto il 29 giugno 2009 alle 15:49 :

    Anke se nn lo conoscevo personalmente, da quest'articolo capisco effettivamente ke abbiamo perso un caro concittadino e grande cultore del nostro dialetto.... Ciao Benedetto... Un abbraccio alla famiglia!!! Rispondi a ilduce

  • mrfantastik ha scritto il 29 giugno 2009 alle 14:46 :

    Grande Benedetto leo con le sue poesie e le sue commedie a cui ho partecipato ad "vicine e naune inde " come attore Sentite condoglianze alla famiglia Di cuore GRAZIE SIGN. BENEDETTO Rispondi a mrfantastik

  • mimmo70 ha scritto il 29 giugno 2009 alle 12:24 :

    con benedetto,sè ne và un altro pezzo di storia del vernacolo coratino,che sinceramente sè non era per coratolive io non conoscevo alla famiglia porgo le più sentite condoglianze. Mimmo Lastella scrittore in vernacolo coratino Rispondi a mimmo70