Giornata delle Migrazioni: «non più stranieri né ospiti, ma della famiglia di Dio»

Il 4 Marzo a Corato importante incontro per i giovani con S.E. Mons. Domenico Sigalini, assistente nazionale dell'Azione Cattolica.

Attualità
Corato domenica 18 gennaio 2009
di La Redazione
© Momenti di Mario Strippoli

Il Coordinamento della Pastorale Giovanile della Città di Corato ha invitato per il prossimo 4 marzo S.E. Mons. Domenico Sigalini, Arcivescovo di Palestrina e Assistente Nazionale dell'Azione Cattolica, a tenere, presso la Chiesa Matrice di S. Maria Maggiore in via Duomo alle ore 20, una catechesi biblica dal tema "Ecco, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore" (Os 2,16).

L'iniziativa si pone in sintonia con l'Anno Paolino e con il già celebrato Sinodo dei Vescovi sulla Parola di Dio e quale momento di riflessione nell'ambito della Quaresima, che avrà inizio il 25 febbraio, mercoledì delle Ceneri.

Intanto, in occasione della Giornata mondiale delle Migrazioni che si celebra oggi, S.E. Mons. Giovan Battista Pichierri, Arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, ha inviato un messaggio alla Chiesa Diocesana, intitolato, «non più stranieri né ospiti, ma della famiglia di Dio» (cfr. Ef 2,19).

«Carissimi Fratelli e Sorelle - scrive Pichierri - la giornata mondiale delle «Migrazioni», che risale al 1966, annualmente ci richiama l’opera di misericordia corporale: «Ero straniero e mi avete accolto» (Mt 25, 35).

La CEI ha istituito l’organismo «Migrantes» per assicurare la cura pastorale dei migranti italiani e stranieri e degli itineranti allo scopo di promuovere nelle comunità cristiane atteggiamenti e opere di fraterna accoglienza nei loro riguardi e per suscitare nella comunità civile la comprensione e la valorizzazione delle loro identità in una convivenza rispettosa della dignità e dei diritti della persona umana.

L’attività «Migrantes» si rivolge a persone e comunità che vivono l’esperienza della migrazione e dell’itineranza per necessità di vita personale e familiare; per motivi di lavoro; per cultura e stile di vita e per migliorare le loro condizioni economico-sociale.

Si propone di “promuovere la crescita integrale dei migranti e degli itineranti perché, nel rispetto dei valori culturali e religiosi che li caratterizzano, possono essere protagonisti nella società civile e nella comunità ecclesiale; cercare un’adeguata informazione dell’opinione pubblica; stimolare l’elaborazione di norme e convenzioni internazionali di tutela dei migranti e degli itineranti per una convivenza più giusta e pacifica» (Statuto Migrantes).

Il tema di quest’anno si ispira a S. Paolo apostolo, itinerante del Vangelo, il quale nella lettera agli Efesini afferma: «Non più stranieri, né ospiti, ma nella famiglia di Dio» (cfr. 2,13).

La Chiesa di Gesù Cristo è “casa di speranza aperta a tutti” (cfr. La mia lettera pastorale). Nella nostra Arcidiocesi, in ogni Città, c’è la presenza di immigrati e di itineranti, provenienti da Continenti diversi: Europa, Africa, Asia.
Dobbiamo chiederci; quale attenzione diamo ai nostri fratelli migranti e itineranti? Come li accogliamo e li trattiamo?

Dal mio punto di vista, dopo aver constatato alcune situazioni nella seconda visita pastorale, posso rispondere: la commissione diocesana “Migrantes”, diretta dal diacono Nicola Montereale e dal segretario accolito Riccardo Garbetta, sia pure a fatica, segue questo settore della pastorale diocesana con cura e amore; le caritas cittadine sono impegnate nell’accoglienza di primo soccorso e di mantenimento; la caritas diocesana offre un servizio informativo attraverso un camper mobile per le Città.

Si va evidenziando sempre più la necessità di attrezzare “dormitori di pronta accoglienza”. Quelli operanti in Trani, Barletta, S. Ferdinando non sono sufficienti.

Per cui chiedo alle tre commissioni “Migrantes”, “Caritas”, “Ecumenismo” di lavorare insieme, per dare risposte di accoglienza, per quanto è possibile, alle tante richieste che ci vengono fatte.

Abbiamo anche emigrati nostri condiocesani all’estero. Anche quelli dobbiamo aiutare, mettendo i missionari della Chiesa Cattolica in condizioni di poterli raggiungere e accogliere cosi come facciamo noi per i forestieri.

La colletta di solidarietà che oggi, domenica 18 gennaio, si sollecita, in tutte le sante Messe, è per le necessità materiali della “Migrantes”.

Siamo tutti generosi! E mettetemi nella condizione di poter dire anch’io, come dice l’apostolo Paolo in Romani 15, 26-27, rivolgendomi al servizio Migrantes della CEI: la Chiesa di Trani-Barletta-Bisceglie ha realizzato una forma di comunione con i poveri migranti, perché siamo ad essi debitori nelle loro necessità materiali, in quanto con loro siamo l’unica famiglia di Dio.

Con l’augurio che cresca lo spirito di condivisione tra di noi e con tutti gli uomini della terra, vi benedico».

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