La "città ideale" di Coraton nei progetti di tre architetti

Gli incontri si svolgeranno nelle serate di oggi, domani e giovedì, presso la Biblioteca Comunale e vedranno protagonisti gli architetti Antonella Varesano, Giuseppe Fallacara e Grazia Maria Roberto.

Cultura
Corato martedì 25 novembre 2008
di Fabio Ferrante
© CoratoLive.it

Come raccontato nell'articolo di presentazione di ieri, ad inaugurare l'edizione 2008 della maratona benefica Coraton, saranno tre incontri con altrettanti architetti in cui si discuterà concretamente della "città ideale".

Una novità assoluta per questa manifestazione che si pone l'obiettivo di rispondere con elementi concreti alla realizzazione del progetto Coraton parlando di qualità urbane, qualità del costruito, architettura di pietra e del rifugio ideale delle "casidd". Perchè anche il punto di vista strutturale di una costruzione deve riflettere un'idea etica.

Gli incontri si svolgeranno nelle serate di oggi, domani e giovedì, sempre alle 18.30 presso la Biblioteca Comunale e vedranno protagonisti gli architetti Antonella Varesano, Giuseppe Fallacara e Grazia Maria Roberto.

Nel primo incontro di questa sera Antonella Varesano parlerà di "qualità urbana e qualità del costruito: i sensi dell’Architettura".

«In tempi in cui c’è grande bisogno di “senso” - anticipa l'architetto Varesano - è importante soffermarsi a riflettere su quali potrebbero essere, per noi, le caratteristiche di una città ideale... e se questa è solo un sogno o un progetto realizzabile.

Ogni contesto sociale, culturale ed economico, con i propri valori, ha definito di volta in volta criteri di qualità urbana differenti.

In tutte le civiltà del passato la città, attraverso l’Architettura, era modellata dal rapporto con l’ambiente circostante, con la natura; oggi l’ambiente è solo un ostacolo all’incredibile accelerazione delle trasformazioni prodotte dall’uomo.

L’architettura, d’altronde, è sempre più autorappresentativa ma avulsa dal contesto ambientale, disinteressata al rapporto con l’acqua, i venti, il soleggiamento, l’orografia del terreno.

D'altronde “una casa non deve essere su una collina o su un qualsiasi altro luogo. Deve essere della collina, appartenerle, in modo tale che collina e casa possano vivere insieme, ciascuna delle due più felice per merito dell’altra”. (Frank Lloyd Wright)

Ecco perché ad un certo punto si è sentito il bisogno di parlare di bioarchitettura, di bioedilizia o, meglio, di architettura bio-eco-logica: architettura ed edilizia per la vita. L’architettura o è per l’uomo, (e quindi sostenibile) o non è architettura... ma solo mercificazione di nuovi prodotti.

L’architettura non è solo realizzazione di un ambiente funzionale ma è una vera e propria “arte sociale” che ha la possibilità di far riflettere, informare, educare e trasformare; un’architettura, quindi, che deve essere capace di influenzare il cambiamento sociale e rispondere positivamente alla crisi ambientale ed economica in corso».

Domani sera sarà invece la volta dell'architetto Giuseppe Fallacara, ricercatore Universitario presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Bari, Professore di Progettazione Stereotomica, autore di numerosi articoli e monografie sull’aggiornamento tecnico della costruzione in pietra da taglio e visiting professor in diverse università italiane ed estere (Budapest, Parigi, Madrid, Washington).

Con lui si parlerà di architettura di pietra: riflessioni e progetti in corso.

Nell'incontro conclusivo di giovedì invece relatrice sarà l'architetto Grazia Maria Roberto.

«La città ideale - spiega l'architetto Roberto - fa da sfondo al "rifugio ideale" che vi presenteremo.

Questo rifugio in realtà non è in città, ma immerso nel paesaggio dell’Alta Murgia e creato in modo tale da ospitare il proprietario tutte le volte che voglia fuggire dalla città, quella che ha veramente poco di “ideale”.

Vi esporremo il progetto corredato da quegli aneddoti che hanno accompagnato la redazione dello stesso e che ancora caratterizzano lo svolgersi del cantiere».

Coraton proseguirà poi nelle giornate di Venerdì 28 e Domenica 30 Novembre presso La Locanda di Beatrice dove prenderà il via lo spettacolo che raccoglierà ben 80 artisti che si esibiranno con lo scopo di raccogliere fondi destinati alle nobili cause dell’A.V.O. Corato Onlus e dell’A.P.R.P. - Associazione Puglia Retinite Pigmentosa.

Per informazioni e distribuzione inviti è possibile contattare l'A.V.O. di Corato Onlus (333.522.86.06), Sonicart (Via Dante, 2 - Corato - 080.898.55.74) eTalìa (Via De Gasperi, 6 - Corato - 080.872.25.07) oppure consultare il sito www.coraton.it .

Lascia il tuo commento
commenti